Verso Sant’Agnello-Solofra | Egidio Palladino: “Sant’Agnello è una scelta di vita”

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egidio_palladino__Sant’Agnello è il richiamo del cuore, quella culla degli affetti più cari che rappresentano un legame indissolubile con la propria terra. Certi amori non finiscono, e dopo giri immensi lungo tutto lo stivale Egidio Palladino ritorna in costiera, perché la gioia di un figlio va vissuta intensamente e la famiglia diventa l’epicentro di emozioni che si propagano a grandissima velocità. Con il pallone costantemente sullo sfondo, per una passione che diventa motore propulsivo della felicità.
Esperienza e fisicità al servizio del gruppo, per un difensore classe ’92 che ha assaporato il calcio professionistico a Vico Equense, per poi consacrarsi in Quarta Serie girovagando in tutta Italia.
La maglia biancazzurra che diventa scelta di vita, a 3 stagioni di distanza da una promozione nel massimo campionato dilettantistico nazionale sfumata soltanto per una questione di dettagli. Ed allo stesso tempo ritrovando alcuni elementi cardine di un gruppo in grado di garantire esperienza e personalità. Da sabato pomeriggio si inizia a fare sul serio, per l’esordio in campionato tra le mura amiche contro il Solofra. La cabala è della parte dei ragazzi di Giulio Russo, che nella scorsa stagione ottennero un importante successo in extremis grazie alle reti di Lauro e Marino.

Per te si tratta di un ritorno a Sant’Agnello a distanza di 3 stagioni. Cosa ti ha spinto a sposare nuovamente questo progetto?

“Dopo aver girato a lungo l’Italia alla ricerca di obiettivi sempre più ambiziosi, avevo tantissima voglia di tornare a casa per godermi la mia famiglia e soprattutto mio figlio, che è ormai sempre più il centro del mio mondo. Mi avevano cercato tante squadre in Campania, ma alla fine non ho avuto alcun dubbio nel legarmi al club del presidente Negri, perché a Sant’Agnello mi sono sempre sentito parte di una grande famiglia. Si è formato un grande gruppo, conosco molto bene il mister Giulio Russo per averci giocato insieme in passato, e sono prontissimo ad iniziare questa nuova avventura”.

Ritrovi in questo gruppo tanti tuoi ex compagni: Breglia, De Stefano e Serrapica mentre Giulio Russo è il nuovo mister del Sant’Agnello. Quanto hanno influito nella tua scelta, e quanto sta dando e può dare un uomo di calcio vincente come Giulio Russo a questa squadra?

“Tantissimo. A inizio estate mi sono sentito spesso con il mister ed il capitano Giovanni Serrapica, ci conosciamo da tantissimi anni, ed il loro alto spessore umano ti fa capire che a Sant’Agnello si possono fare grandissime cose. Siamo pronti a dare il massimo per partire subito con il piede giusto in un campionato che si preannuncia avvincente. Il mister Giulio Russo è senz’altro un valore aggiunto per questa squadra, ma allo stesso tempo può avvalersi di uno staff di primissimo livello composto dal capitano Serrapica e dal preparatore dei portieri Luigi Imparato. Parliamo di uomini che hanno calcato campi prestigiosi, vincendo tanti campionati nel corso della propria carriera. Ci stanno trasmettendo quella mentalità vincente, che ti porta a superare anche eventuali limiti tecnico-tattici, migliorando costantemente attraverso il lavoro e la voglia di imparare, per poi compiere passi da gigante allenamento dopo allenamento”

Difensore centrale, ma allo stesso tempo sai adattarti perfettamente anche sulla corsia mancina come a Sant’Anastasia in Coppa Italia. Esperienza e qualità al servizio della squadra.

“Lotterò sempre dal primo all’ultimo secondo per questa maglia, senza mai lesinare sforzi perché sono sempre stato un combattente. Porto in dote la mia esperienza, perché pur avendo soltanto 25 anni ho già alle spalle 8 campionati da protagonista in prima squadra. Per quanto riguarda il ruolo, ho sempre fatto della duttilità la mia caratteristica migliore. Posso giocare indifferentemente difensore centrale o terzino, ed in passato ho anche ricoperto il ruolo di centrocampista. Ciò che più conta è far sentire costantemente il mio supporto a tutti i compagni, perché attraverso l’unità di intenti si possono raggiungere risultati importanti”.

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La “prima” ufficiale è sempre un’incognita, a causa della condizione non ancora al top. Tante “big” hanno steccato (alcune clamorosamente già fuori), mentre il Sant’Agnello ha strappato un punto prezioso su un campo quasi impraticabile. È mancata soltanto un po’ di cattiveria sotto porta per concretizzare le tante occasioni create soprattutto nel primo tempo?

“Cattiveria senz’altro, ma credo che a Sant’Anastasia abbiamo peccato soprattutto di inesperienza. Siamo abituati ad allenarci e giocare su un manto sintetico, e giocare in Coppa Italia su un terreno sterrato ci ha penalizzato perché era impossibile prevedere i rimbalzi del pallone, e complicatissimo gestite le traiettorie impazzite quando la sfera schizzava via senza controllo. Potevamo fare indubbiamente meglio, ma sono nel complesso soddisfatto delle prima uscita stagionale perché le insidie erano dietro l’angolo. Ora finalmente arriva il campionato, e dopo un mese di lavoro e sacrificio siamo pronti a battagliare contro qualsiasi avversario perché la posta in palio inizia a diventare altissima”.

Un Solofra ostico, che metterà alla prova la personalità di un gruppo giovane e voglioso di recitare un ruolo da protagonista. Quali armi ci vorranno per iniziare subito con il piede giusto?

“Cattiveria agonistica. Ed asticella della concentrazione sempre altissima dal primo minuto fino al novantesimo. Senza mai cali di tensione. Ma soprattutto saper gestire quegli inevitabili errori che si commetteranno, senza lasciarsi condizionare ma rialzandosi in maniera ancora più feroce per costruire partita dopo partita la nostra salvezza”.

Salvezza quanto prima e poi provare a divertirsi: è questo l’obiettivo del Sant’Agnello?

“Da quando ho iniziato a giocare a calcio ho sempre voluto vincere. Il primo traguardo sarà senz’altro quello di raggiungere quanto prima la salvezza, poi getteremo il cuore oltre l’ostacolo per superare tutti i nostri limiti senza mai fermarci”.

Si gioca ogni 3 giorni, e dopo il Solofra si scenderà di nuovo in campo mercoledì contro la Viribus: basterà vincere per regalarsi il passaggio al turno successivo.

“Pensiamo sempre partita dopo partita. Oggi c’è la rifinitura, sabato il Solofra e soltanto da domenica inizieremo a concentrarci sulla Viribus perché il presente conta più del futuro”.

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