Sant’Agnello | Conferma per il difensore Giuseppe Breglia: “Cattiveria agonistica ed unità di intenti non devono mai mancare per raggiungere gli obiettivi prefissi”

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breglia
Prosegue la costruzione dell’organico 2017/18 per il Sant’Agnello, con un colpo made in Penisola Sorrentina di primissimo livello. Confermato infatti il duttile difensore classe ’93 Giuseppe Breglia, che ritrova in panchina il mister Giulio Russo con il quale ha condiviso l’esperienza a Massa Lubrense con 1 gol in 28 presenze per un totale di 2.365 minuti disputati.


Sei stato uno degli uomini più importanti per la salvezza del Sant’Agnello, con l’assist vincente per la rete di Nocerino che permette di mantenere la categoria. Progetto interessante, che hai deciso di sposare per il secondo anno consecutivo.

“Ho deciso di restare a Sant’Agnello perché già nella scorsa stagione mi son trovato benissimo. Sia il presidente che il mister non mi hanno fatto mai mancare nulla, riuscendo a creare un gruppo fatto prima di uomini e poi di calciatori. Scendevamo sempre in campo tutti uniti per raggiungere un obiettivo comune: infatti a San Tommaso fame e cattiveria hanno fatto la differenza per mantenere la categoria. Nonostante lo 0-0 a fine primo tempo, nello spogliatoio ho visto subito una squadra motivata a mille nonostante il risultato ci stesse momentaneamente condannando. Non era semplice perché in squadra c’erano tanti giovani che non avevano mai giocato un play-out, ma dopo il gol realizzato a un quarto d’ora dalla fine abbiamo continuato a correre su ogni pallone fino all’ultimo secondo raggiungendo un traguardo meritatissimo. Sono state emozioni forti che porterò sempre nel cuore. Sulla mia scelta di restare ha influito anche l’ingaggio del mister Giulio Russo, con il quale ho già condiviso un’esperienza a Massa Lubrense. So come lavora, sa tirare fuori il 101% da ogni ragazzo, e sarà senz’altro avvantaggiato dalla possibilità di poter finalmente lavorare sulla squadra fin dal ritiro estivo”.

Qual è stato a tuo parere il momento cruciale della stagione appena conclusa?

“C’è stato un periodo in cui la sfortuna sembrava perseguitarci. Perdevamo partite dove non riuscivamo a concretizzare le tante occasioni create, per poi venire inesorabilmente puniti alla prima disattenzione. Credo che la stagione sia poi cambiata tra la 22° e la 26° giornata, quando abbiamo fatto un filotto di 5 risultati utili consecutivi che hanno accresciuto fiducia e consapevolezza nei nostri mezzi. Battemmo Faiano e Sorrento intramezzate dal prestigioso pari di Battipaglia, e di certo non poteva farci paura il San Tommaso nonostante l’unico risultato utile fosse per noi la vittoria. Avevamo inoltre motivazioni extra, poiché in campionato avevamo incassato una sonora sconfitta per 5-0 e ci tenevamo a dimostrare che quel Sant’Agnello aveva enormi potenzialità. Inoltre quando siamo giunti in Irpinia, notammo che tutto l’ambiente era già pronto per la festa: c’erano festoni, palloncini e striscioni con i calciatori del San Tommaso già certi di essersi salvati prima di scendere in campo. Tutto ciò non ha fatto altro che darci ulteriore carica, con tanta voglia di voler rovinare i festeggiamenti con una prestazione importante. Siamo riusciti a sbloccare la gare grazie ad una rete di Nocerino imbeccato da un mio preciso assist, per poi chiuderci e ripartire al momento opportuno creando anche la chance di chiudere la gara con Veniero ma un difensore irpino ha respinto la sfera a un passo dalla linea di porta”

Quali caratteristiche devono essere proprie di una squadra che deve lottare per la permanenza?

“Cattiveria agonistica ed unità di intenti non devono mai mancare se si vogliono raggiungere gli obiettivi prefissi. Quando si rema tutti insieme nella stessa direzione diventa tutto più facile, ed anche le rapide più pericolose si trasformano in acque calme e rilassanti”.

Obiettivi personali e collettivi per il nuovo campionato?

“L’obiettivo collettivo sarà senz’altro quello di raggiungere la salvezza in maniera tranquilla, senza passare per la lotteria dei play-out. Per quanto riguarda quello personale, dipenderà tutto dal ruolo che ricoprirò nella stagione che sta per iniziare. Non ho mai voglia di perdere neanche quando gioco a carte: sono pronto a giocare in qualsiasi posizione il mister riterrà opportuno, offrendo tutti i miei polmoni per la causa. L’anno scorso ho giocato praticamente in tutti i ruoli, da esterno alto e basso sia a destra che a sinistra, prima punta e seconda punto. Se gioco sulla linea difensiva, mi metterò a disposizione dei compagni con tanta corsa ed offrendo assist importanti ai miei compagni. Invece, se avrò la possibilità di giocare più vicino alla porta, mi piacerebbe entrare nel tabellino dei marcatori con maggiore continuità”.

Senso di appartenenza: motore di un progetto basato sui giovani talenti della Penisola Sorrentina .

“Il nostro punto di forza dovrà essere quello di mantenete l’ossatura di una squadra costruita con tanti ragazzi della Penisola Sorrentina dotati di qualità tecniche importanti. Non c’è cosa più bella di aiutarsi ed all’occorrenza fare anche quei 100 metri in più per aiutare un compagno di squadra in difficoltà. Sono certo che la società confermerà quei ragazzi che si sono distinti nei propri ruoli, e quelli che nello spogliatoio sanno darti la giusta carica nei momenti difficili. Sarà un campionato diverso dove potremo dire la nostra mettendo in difficoltà qualsiasi avversario”.

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error: Stai cercando di copiare il testo di questo articolo? Ovviamente non hai il permesso per farlo, ma ti ritieni un grande giornalista... in fondo pensi di cambiare qualche parola, di toglierne qualche altra ed hai risolto. Appartieni anche tu a qualche importantissima testata locale che fa centinaia di visite sulla pelle di chi lavora? Magari vieni anche pagato, complimenti!!! Sei proprio un furbacchione tu ed il tuo direttore che te lo permette, abbiamo fatto in modo di renderti il lavoro un po\\\' arduo, abbiamo deciso di farti applicare 1 minuto in più per copiare!!!