Tanto Sorrento per i play-off di Lega Pro: Ripa spreca, la Reggiana di Carlini ai quarti

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Foto: Emilio D'Averio

Foto: Emilio D’Averio (www.onlinemagazine.it)

C’è tanto Sorrento nella sfida tra Juve Stabia e Reggiana, ritorno del secondo turno play-off di Lega Pro che vale il salto tra le Top 8. 2 ex rossoneri per parte, anche se solo 3 scendono in campo dal primo minuto ricordando un po’ i fasti del glorioso passato nella città del Tasso. Non ha bisogno di presentazioni Massimiliano Carlini, che ha lasciato il segno in terra costiera come si evince facilmente dai tanti striscioni a lui dedicati da parte della tifoseria organizzata rossonera. Dopo aver giocato da quarto di sinistra al Mapei Stadium, a Castellammare va a ricoprire addirittura il ruolo di interno destro a causa dell’infortunio accusato nel riscaldamento da Ghiringhelli, mostrando duttilità e spirito di sacrificio senza eguali. Tra i migliori in campo: motorino costante a spegnere sul nascere la lampadina di Mastalli, per poi chiudere le linee di passaggio aiutando Spanò sulle accelerazioni di Lisi. Ripresa di contenimento davanti ad una Juve Stabia a trazione anteriore senza quasi mai andare in sofferenza, prima di essere sostituito ormai stremato da Guidone. Non lasciò un grande impatto Cesarini, il cui contratto fu rescisso dopo appena pochi mesi lasciando in eredità soltanto 1 rete (contro il Benevento) in 9 apparizioni prima di passare al Prato nella finestra invernale di mercato. Esterno alto a sinistra, e poi più accentrato quando Sbaffo va ad agire da trequartista, lotta sulla corsia guadagnandosi con l’esperienza tanti falli utili per far rifiatare la squadra. Per quanto riguarda la Juve Stabia, ovviamente il grande ex si chiama Francesco Ripa, il cui soprannome di Spider nasce proprio a Sorrento. 2 promozioni consecutive dalla D alla C1 condite da 38 reti ne fanno un bomber letale: una rete l’avrebbe anche segnata ma l’assistente annulla per una carica al portiere assolutamente inesistente. Ha però sulla coscienza due palle-gol ghiottissime sprecate da ottima posizione che avrebbero potuto indirizzare la partita in maniera diversa. In panchina invece Stefano Salvi, centrocampista giunto in costiera nel gennaio del 2013 a rinforzare un organico che doveva mantenere la Prima Divisione in vista del blocco delle retrocessioni che apriva la strada all’attuale Lega Pro Unica. 1 rete (a Perugia) in 12 gettoni non furono sufficienti per evitare l’amarezza di una rovinosa caduta dopo il play-out contro il Prato.

Sorpresa tra le polemiche al Romeo Menti di Castellammare, dove la Reggiana nonostante il fattore campo a sfavore, si qualifica per i quarti di finale dove affronterà il Livorno in un match dove tutto può succedere. Decisivo il 2-1 in rimonta dell’andata, con gli emiliani che disputano una partita perfetta sotto il profilo difensivo grazie ad un 4-3-3 che si trasforma in fase di non possesso in un 4-5-1 quasi impenetrabile per le bocche da fuoco campane. Per la compagine di Menichini si tratta del quinto pareggio stagionale a reti inviolate dopo quelli contro Lumezzane, Santarcangelo, Mantova e Pordenone. I granata, 3° miglior difesa del girone B di Lega Pro, affrontano la classica prova del nove contro una Juve Stabia che può invece vantare il 3° attacco (65) dietro soltanto a Matera e Foggia.

La partenza della Juve Stabia è straripante, e dopo appena 5 minuti ci sono le prime proteste per un contatto tra Lisi e Genevier al termine di una rapidissima percussione dell’esterno stabiese. Poi Ripa batte in velocità un calcio di punizione servendo l’accorrente Marotta, steso all’altezza della lunetta del calcio di rigore: alla battuta si presenta lo stesso Marotta ma la traiettoria viene murata, la respinta è preda di Capodaglio che calcia alle stelle. Sulla sinistra Panizzi soffre le pene dell’inferno, con Santacroce e Marotta in costante superiorità numerica sfruttando la maggiore propensione offensiva di Cesarini che inizialmente fata a rinculare. All’8’ Santacroce serve un pallone d’oro per Ripa, che spreca malamente calciando nella curva reggiana da ottima posizione. L’unico acuto della Reggiana porta la firma di Cesarini, che prova a sorprendere Russo leggermente fuori dai pali con un pallonetto dai 35 metri che si perde di un soffio oltre la travesa. Al 31’ topica del direttore di gara, che nega alla Juve Stabia con un gol regolarissimo. Marotta sfreccia sull’out destro e pennella un cross per l’inzuccata di Ripa che ruba il tempo a Narduzzo depositando in rete per un gol d’autore. L’arbitro inizialmente convalida il gol, poi cambia idea su suggerimento del guardialinee sanzionande un’inesistente carica dello Spider stabiese sull’estremo difensore ospite. Al 38’ Lisi impegna Narduzzo alla parata a terra in due tempi, mentre nel finale Izzillo vince un contrasto in mediana con Genevier, palla sulla destra per Marotta e chiusura provvidenziale di un Carlini in completa trance agonistica.

Al 50’ Izzillo testa i riflessi di o mentre una sanguinosa palla persa da Capodaglio lancia Sbaffo in campo aperto: cross teso e chiusura di Santacroce a salvare tutto. L’unico risultato utile per la Juve Stabia è la vittoria, ed i cambi tattici di Carboni portano le vespe a giocare con un 4-2-4 prima con Mastalli nell’inedito ruolo di terzino destro, mentre con Rosafio al posto di Izzillo è Cutolo ad abbassare il proprio baricentro facendo coppia centrale con il capitano Capodaglio. Il mister Menichini abbandona il 4-3-3 per passare ad un 4-1-4-1 per sfruttare possibili ripartenze in grado di poter portare al gol qualificazione. Il forcing finale ha spesso premiato la Juve Stabia, che ha segnato ben 18 reti (27,3%, miglior percentuale) negli ultimi 15 minuti di gara, ma stavolta gli assalti delle vespe sono piuttosto confusi, e si riducono un’incornata di Paponi ed un cross teso dalla destra targato Mastalli, sul quale nessuno riesce a lanciarsi in estirada per la deviazione vincente. Ripa non inquadra la porta su cross di Liviero, mentre in ripartenza Russo deve superarsi per respingere un destro a incrociare di Guidone che rischia di trovare l’insperato jolly.

Prova sontuosa a livello difensivo della squadra emiliana, che lascia la Juve Stabia a secco di reti davanti al proprio pubblico come successo soltanto 2 volte in tutta la stagione: il 12 marzo (0-1 nel derby contro la Paganese che costò la panchina al mister Fontana) ed il 14 maggio, quando per il primo turno del play-off il pareggio ad occhiali contro il Catania risultò sufficiente per guadagnarsi la qualificazione al secondo turno. Al triplice fischio finale è però la Reggiana ad andare avanti, coltivando ancora il sogno Cadetteria dopo 18 anni per una società che dal 1992 al 1994 ha calcato anche i campi più prestigiosi della Serie A.

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