Alla vigilia di Reggiana-Juve Stabia, Massimiliano Carlini: “Sogno di poter nuovamente difendere i colori del Sorrento”

I cookie, anche di terze parti, ci permettono di migliorare la navigazione e la fornitura di annunci pubblicitari. Proseguendo nella navigazione accetti l'utilizzo dei cookie. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. Per più approfondite informazioni ti invitiamo a leggere l'informativa estesa  
I cookie, anche di terze parti, ci permettono di migliorare la navigazione e la fornitura di annunci pubblicitari. Proseguendo nella navigazione accetti l'utilizzo dei cookie. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. Per più approfondite informazioni ti invitiamo a leggere l'informativa estesa  

carlini1Umiltà e predisposizione al sacrificio. Sono queste, insieme a polmoni inesauribili e piedi educati, le caratteristiche principali di un calciatore totale come Massimiliano Carlini. Nasce esterno alto, per poi ricoprire con disinvoltura qualsiasi ruolo dell’attacco con un rendimento sempre ben oltre la sufficienza. Intelligenza tattica sopra la media, confermata da numeri inconfutabili che vedono tutti i suoi partner d’attacco sfruttarne i movimenti per aumentare in maniera considerevole la propria prolificità offensiva. Dalla D con l’Isola Liri fino alla A con il Frosinone, lasciando un segno indelebile anche tra i Cadetti (Frosinone) e Lega Pro (Frosinone, Sambenedettese, Lecco, Sorrento, Cremonese, Casertana fino alla Reggiana). Il secondo turno della fase play-off opporrà la sua Reggiana alla Juve Stabia, in una sfida tra compagini ambiziose che puntano senza mezzi termini al salto di categoria. Scrivi Campania e leggi Casertana ma soprattutto Sorrento, una della pagine più belle della carriera calcistica del talento nativo di Terracina. 2 stagioni e mezzo in maglia rossonera dove Carlini ha collezionato ben 77 gettoni tra gennaio 2010 e maggio 2012, sfiorando la Serie B ma soprattutto realizzando ben 14 reti con Paulinho prima e Ginestra poi a raggiungere score realizzativi stratosferici. Obiettivo rivolto alla Juve Stabia, con un occhio di riguardo al “suo” Sorrento dove ha lasciato il cuore. Carlini giunge nella città del Tasso nella finestra invernale di mercato della stagione 2009/10, fa il proprio esordio tra le mura amiche contro il Novara per poi segnare la sua prima rete al 3° tentativo, siglando il gol che mette in ghiaccio il match contro l’Arezzo. Quindi una doppietta al Lecco, un timbro a Monza, rete dagli 11 metri alla Pro Patria ed ancora a segno contro il Viareggio, per una stagione che vede il Sorrento chiudere la stagione al 9° posto. Quindi si riparte con il mister Simonelli al timone, e Carlini va a segno in 5 occasioni dove i rossoneri portano sempre a casa l’intera posta in palio: firma d’autore lasciata contro Sudtirol, Salernitana, Pergocrema, Lumezzane e Gubbio. Campionato concluso sul secondo gradino del podio proprio alle spalle degli eugubini, e serie B sfumata in semifinale play-off (0-2 e 1-1) contro l’Hellas Verona. Il Sorrento prova nuovamente l’assalto ai Cadetti nel campionato successivo: l’attaccante rossonero mette il proprio zampino contro Viareggio, Pavia e Carpi, e solo la sfortuna impedisce ai rossoneri di superare lo scoglio del penultimo attimo di play-off. La squadra costiera, guidata prima da Maurizio Sarri e poi da Ruotolo, termina il campionato al 4° posto dietro Ternana, Taranto e Carpi, e proprio il miglior piazzamento permette agli emiliani di staccare il pass per la finale in virtù del doppio confronto terminato in assoluta parità. Massimiliano Carlini ha lasciato un pezzo di cuore a Sorrento, e non nasconde la voglia di tornare nella città del Tasso qualora ce ne fosse la possibilità.

Partiamo dalla fine. Pochi giorni fa la sfida di primo turno play-off tra Reggiana e Feralpisalò, dove sei stato subito determinante per le sorti della squadra emiliana.  La Reggiana rimonta due volte, e sempre con il tuo zampino. Finta per mettere a sedere un avversario e assist per il gol di Bovo, poi la gioia personale per il definitivo 2-2. Cuore e voglia di lottare alla base di una prestazione importante.

“Sicuramente abbiamo messo in campo una feroce determinazione, anche perché la partita si era subito messa male dopo aver incassato la rete della Feralpisalò al terzo minuto di gioco. Siamo stati bravi a riprenderla, ma dopo neanche 10 minuti i nostri avversari sono passati nuovamente avanti e non è stato facile contro un avversario ben organizzato e giunto nel nostro stadio a giocarsi la partita senza timore. Abbiamo saputo soffrire, salvando due volte sulla linea il colpo del ko grazie a Trevisan per poi trovare il gol qualificazione. Ci prendiamo quindi il passaggio del turno, consapevoli che già dal prossimo match contro la Juve Stabia dovremo ridurre al minimo gli errori portando a casa almeno una delle due gare tra sabato e mercoledì”.

In regular season il bilancio parlava di una vittoria interna ed un rocambolesco 4-4 dove la Reggiana era in vantaggio di 3 reti a poco più di mezz’ora dal termine. Precedenti favorevoli, e la possibilità di poter disporre di 2 risultati su 3 può aver influito dal punto di vista mentale su una gara che forse si è rivelata più ostica del previsto?

“È normale che quando sai di avere a disposizione 2 risultati su 3, inconsciamente non vai a giocare completamente sbilanciato per cercare a tutti i costi il gol della vittoria. Magari cerchi di avere un atteggiamento più accorto, perché sai che il pari al termine dei tempi regolamentari ti consentirebbe di staccare il pass per il turno successivo. Il gol subìto in apertura ha annullato però qualsiasi tipo di vantaggio, indirizzando la partita verso binari sfavorevoli che ci hanno costretto a cambiar strategia non potendo più gestire nulla”. 

Da dove nasce la splendida rete del 2-2? Guardi la linea difensiva lombarda, ti allarghi sulla corsia guadagnando metri alla sinistra del terzino e destro a giro di prima intenzione sul palo lungo. Più razionalità o istinto?

“Beh, si tratta comunque di un colpo che fa parte del mio repertorio. Nel corso degli anni ho avuto la possibilità di conoscere tanti portieri, e soprattutto quelli più esperti mi ripetevano sempre che l’estremo difensore tende a seguire la traiettoria della palla, aspettandosi lo stop seguito da una conclusione verso la porta. Calciando invece di prima intenzione il portiere fa fatica ad andare sul palo lungo, per cui se il tiro è preciso sei in grado di beffarlo in controtempo. È una giocata che provo spesso anche in allenamento, e quando ho visto sfilare il pallone mi è subito passata per la mente quella soluzione”.

L’appetito vien mangiando, e sabato sarà il gran giorno della sfida contro la Juve Stabia. Squadra blasonata, che ha chiuso il girone di andata a ridosso della zona promozione diretta mostrando un calcio frizzante e propositivo. Poi un brusco calo, rendimento interno deficitario e girone chiuso al 4° posto dietro Foggia, Lecce e Matera. Che partita ti aspetti, e come la Reggiana può mettere in difficoltà i campani?

“Posso giudicare soltanto la Juve Stabia del girone di andata, avendola affrontata con la maglia della Casertana in un derby che sa sfuggire sempre ad ogni pronostico. Quella squadra mi fece davvero un’ottima impressione: dinamismo, manovra fluida ed idee di gioco davvero importanti. Navigava stabilmente tra le prime posizioni della classifica, giocava a memoria, quasi sempre di prima prediligendo le giocatore in velocità rasoterra.
Nel girone di ritorno i risultati non sono arrivati con continuità, ma mi aspetto comunque una battaglia durissima dall’inizio alla fine dove sarà importante far bottino pieno per assicurarci un vantaggio importante da difendere nel ritorno a Castellammare”.

Cosa temi della compagine campana, e la spinta del pubblico reggiano (3° per numeri a poche lunghezze di distanza da Livorno e Siracusa) può essere determinante nel momento clou della stagione?

“È indubbio che ogni calciatore riesca ad esprimersi al meglio davanti ad un pubblico caloroso, che diventa il classico dodicesimo uomo in campo spingendoti a dare tutto fino all’ultimo secondo. I nostri tifosi rappresentano un’arma in più, e sono certo che ci spingeranno a dare quel qualcosa in più per portare a casa la partita”.  

I cookie, anche di terze parti, ci permettono di migliorare la navigazione e la fornitura di annunci pubblicitari. Proseguendo nella navigazione accetti l'utilizzo dei cookie. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. Per più approfondite informazioni ti invitiamo a leggere l'informativa estesa  
I cookie, anche di terze parti, ci permettono di migliorare la navigazione e la fornitura di annunci pubblicitari. Proseguendo nella navigazione accetti l'utilizzo dei cookie. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. Per più approfondite informazioni ti invitiamo a leggere l'informativa estesa  

Quest’anno la formula dei play-off allargati fa sì che dalla scorsa settimana si sia aperto un nuovo campionato. La sfida alla Juve Stabia potrebbe accrescere l’autostima di una piazza ambiziosa che mira a rientrare nel giro di qualche anno in palcoscenici importanti?

“Purtroppo la nostra stagione è stata un po’ al di sotto delle aspettative, per cui questi play-off offrono l’opportunità di riscattarci. Siamo consapevoli che sarà durissima perché ben 16 squadre si contenderanno l’unico posto in palio per la Serie B. Siamo pronti a giocarcela contro qualsiasi avversario, e se il campo ci darà ragione crederemo sempre più nelle nostre possibilità. Adesso pensiamo soltanto partita dopo partita, e la nostra mente è rivolta solo ed esclusivamente alla Juve Stabia”.

14 reti in 2 stagioni e mezza con la maglia del Sorrento. Quale quella a cui resti particolarmente legato?

“È inutile negare che la rete segnata alla Salernitana sia quella di maggior valore, soprattutto perché ha permesso al Sorrento di ottenere un successo storico espugnando l’Arechi dopo ben 35 anni. La più bella è invece quella realizzata in casa contro il Pergocrema: lungo lancio dalle retrovie, sponda aerea di Paulinho per me che arrivo in corsa da dietro insaccando al volo sotto la traversa”.

Hai avuto modo di lavorare con Simonelli, Sarri e Ruotolo. A Sorrento hai ricoperto quasi tutti i ruoli della linea offensiva, dalla seconda punta al fianco di Paulinho o Ginestra, dietro la punta centrale nel 4-2-3-1 di Sarri e anche quarto di centrocampo a sinistra o a destra. Quale allenatore ti ha dato di più e quale l’attaccante più forte con il quale hai giocato?

“Direi che il compagno di reparto più forte sia stato senz’altro Paulinho, e non a caso parliamo di un calciatore che ha poi fatto una carriera importante. Veniva da alcune stagioni vissute un po’ in ombra, dove non era riuscito ad esprimersi al top  delle proprie possibilità. A Sorrento è definitivamente esploso, e mi prendo anche parte del merito perché fino al girone di andata della stagione 2009/10 aveva realizzato soltanto 5 reti, mentre in un anno e mezzo al mio fianco ne ha poi fatti più di 30! Per quanto riguarda invece gli allenatori, devo dire che Maurizio Sarri già a quell’epoca mostrava idee di gioco importanti anche se purtroppo fu esonerato nonostante la squadra si trovasse al 4° posto in classifica. Ricordo con affetto anche il professore Simonelli, persona fantastica che porto sempre nel mio cuore”.

Due stagioni chiuse in maniera amara, con la B sfumata in semifinale play-off contro Verona prima e Carpi poi. Sei stato protagonista della gara contro gli emiliani con una traversa ed un gol di opportunismo nella ripresa: il Sorrento andò vicinissimo al secondo gol senza però riuscire a trovare la zampata vincente.

“Credo che il 2011 doveva essere l’anno degli scaligeri. Nella gara di andata al Bentegodi subimmo un rigore alquanto generoso che permise ai gialloblù di viaggiare a Sorrento con 2 gol di vantaggio, rendendo molto complicato qualsiasi tentativo di rimonta. La stagione successiva fu invece caratterizzata da tanta sfortuna: uscimmo sconfitti di misura nel nostro stadio contro il Carpi (0-1), per poi imporci con lo stesso risultato a campi invertiti. Purtroppo il miglior piazzamento in stagione regolare premiò gli emiliani, che poi l’anno successivo staccarono il biglietto per la Serie B. In maglia rossonera ho solo ricordi bellissimi, conditi da un pizzico di amarezza perché in quegli anni si poteva iniziare un percorso importante. Posso infatti affermare con certezza che a Sorrento c’erano basi solide per vivere un ciclo vincente che poteva regalare grandi soddisfazioni”.    

Un saluto ai tuoi vecchi tifosi, finiti nel baratro dell’Eccellenza con l’obiettivo Serie D sfumato la scorsa settimana  contro l’Audax Cervinara.

“Auguro al Sorrento le migliori fortune affinché torni quanto prima nel calcio che conta, perché l’ambiente e la città lo meritano senza alcun dubbio. Per quanto mi riguarda, se dovesse esserci l’opportunità, mi farebbe enorme piacere difendere nuovamente i colori rossoneri”.

 

I cookie, anche di terze parti, ci permettono di migliorare la navigazione e la fornitura di annunci pubblicitari. Proseguendo nella navigazione accetti l'utilizzo dei cookie. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. Per più approfondite informazioni ti invitiamo a leggere l'informativa estesa  
I cookie, anche di terze parti, ci permettono di migliorare la navigazione e la fornitura di annunci pubblicitari. Proseguendo nella navigazione accetti l'utilizzo dei cookie. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. Per più approfondite informazioni ti invitiamo a leggere l'informativa estesa  
I cookie, anche di terze parti, ci permettono di migliorare la navigazione e la fornitura di annunci pubblicitari. Proseguendo nella navigazione accetti l'utilizzo dei cookie. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. Per più approfondite informazioni ti invitiamo a leggere l'informativa estesa  
I cookie, anche di terze parti, ci permettono di migliorare la navigazione e la fornitura di annunci pubblicitari. Proseguendo nella navigazione accetti l'utilizzo dei cookie. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. Per più approfondite informazioni ti invitiamo a leggere l'informativa estesa  
I cookie, anche di terze parti, ci permettono di migliorare la navigazione e la fornitura di annunci pubblicitari. Proseguendo nella navigazione accetti l'utilizzo dei cookie. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. Per più approfondite informazioni ti invitiamo a leggere l'informativa estesa  
I cookie, anche di terze parti, ci permettono di migliorare la navigazione e la fornitura di annunci pubblicitari. Proseguendo nella navigazione accetti l'utilizzo dei cookie. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. Per più approfondite informazioni ti invitiamo a leggere l'informativa estesa  



Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 

error: Stai cercando di copiare il testo di questo articolo? Ovviamente non hai il permesso per farlo, ma ti ritieni un grande giornalista... in fondo pensi di cambiare qualche parola, di toglierne qualche altra ed hai risolto. Appartieni anche tu a qualche importantissima testata locale che fa centinaia di visite sulla pelle di chi lavora? Magari vieni anche pagato, complimenti!!! Sei proprio un furbacchione tu ed il tuo direttore che te lo permette, abbiamo fatto in modo di renderti il lavoro un po\\\' arduo, abbiamo deciso di farti applicare 1 minuto in più per copiare!!!