Verso Sorrento-Castel San Giorgio, intervista con Antonino Amarante, allenatore del Castel San Giorgio

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amaranteIl campionato giunge alla 4° giornata ed il Sorrento ha la possibilità di voltare pagina, archiviare definitivamente il beffardo ko di Palma e conquistare il secondo successo consecutivo dopo la vittoria in settimana sul San Giuseppe che ha permesso di mettere già un’ipoteca sulla qualificazione agli ottavi di finale di Coppa Italia.
L’avversario non sarà però tra i più agevoli, visto che si tratta del Castel San Giorgio guidato in questa stagione da Antonino Amarante, allenatore giovane tra le rivelazioni dello scorso campionato alla guida dell’Us Scafatese condotta verso uno straordinario 6° posto raggiunto toccando quota 46 punti.
Le sue squadre hanno sempre un’impronta offensiva e propositiva, ed è con questa filosofia che il Castel San Giorgio ha approcciato le prime gare di questo campionato. Esordio con un netto 3-0 al Solofra, prima di cedere al netto di alcune disattenzioni contro Faiano e Battipagliese. Allo Stadio Italia si preannuncia perciò un match spettacolare tra due squadre che per caratteristiche non speculano mai sul risultato.

Castel San Giorgio molto sfortunato in questo avvio di stagione. Dopo il netto successo di Solofra, la sua squadra ha incassato due sconfitte molto amare. Soprattutto perché le 3 reti subite tra Faiano e Battipagliese sono giunte in 1 occasione su calcio di rigore, mentre i 2 occasioni da palla inattiva. È questo un aspetto sul quale c’è ancora da lavorare?

“Sicuramente si tratta di un campanello d’allarme che ci tiene in apprensione. Al di là di questo, è innegabile che veniamo da due sconfitte consecutive che fanno male perché la classifica inizia già ad essere preoccupante. Ovviamente siamo fiduciosi perché le prestazioni sono state di alto livello, per cui continuiamo su questa strada. Sappiamo che anche domenica ci aspetta una partita difficilissima che dovremo affrontare senza l’apporto di due calciatori fondamentali per la nostra squadra. Siamo consapevoli di non attraversare un momento felicissimo, prendiamo tutto ciò che viene sperando di raccogliere col tempo tutti i frutti di ciò che stiamo seminando”.  

Quanto può pesare l’assenza per squalifica di Maio, in termini di qualità ed esperienza, in vista della gara di domenica a Sorrento?

“Maio è il perno della squadra perché tutto il gioco ruota sostanzialmente intorno al nostro metodista e di conseguenza si tratta per noi di una grossa perdita. Tuttavia cercherò di porvi rimedio attingendo agli altri calciatori di cui dispongo in rosa. Un’altra assenza pesantissima sarà quella di Siano che è stato vittima di un brutto infortunio al ginocchio di cui non conosciamo ancora con certezza i tempi di recupero”.  

Salvezza tranquilla per poi divertirsi. Potrebbe sintetizzarsi così l’obiettivo primario del Castel San Giorgio?

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“Non dobbiamo dimenticare che nella scorsa stagione il Castel San Giorgio ha mantenuto la categoria a pochissimi minuti dal novantesimo, per cui è fondamentale restare con i piedi per terra, consapevoli che ci sarà da soffrire fino al termine della stagione”.

L’anno scorso la sua Us Scafatese tenne testa alla compagine guidata da Turi, che la chiuse sull’1-3 soltanto a 10 minuti dalla fine. Su quali aspetti credi che si giocherà la gara contro i rossoneri?

“Giocare contro il Sorrento è sempre complicatissimo, poiché devi fare una partita perfetta per poi rischiare egualmente di perderla. Conosciamo le difficoltà che ci attendono su quel campo, così come la forza della squadra rossonera. Proveremo a fare la nostra partita con tanta umiltà, tentando con coraggio di fare il nostro gioco. Siamo consci di non poterci permettere alcuna disattenzione per tutto l’arco della gara, e non è detto che ciò possa bastare per strappare un risultato positivo. Verremo sul campo della principale favorita alla vittoria finale sperando di far bene, e poi sarà come sempre il campo ad emettere il proprio verdetto”.

Il mister Turi, al termine della gara vinta contro il San Giuseppe, ha lodato le sue qualità, definendola un allenatore che ama gioca a calcio senza mai buttare via il pallone. Un attestato di stima importante, soprattutto perché giunge da un collega importante.

“Sicuramente per un allenatore giovane come me, che ha iniziato da poco la carriera da allenatore, si tratta di un attestato di stima non indifferente. Sono al secondo anno alla guida di una squadra di calcio, sempre incentrata sui giovani seppur molto validi. A mia volta ho grande stima per Mario Turi, anche lui giovane con l’opportunità di poter guidare una grande squadra. Spero che quest’anno possa riuscire a prendersi quelle soddisfazioni  che nelle ultime stagione sono sfumate anche per una questione di sfortuna. Io ho il mio modo di fare calcio e sinceramente non lo snaturo pur sapendo che giocare così a Sorrento può essere rischioso. Si tratta di una filosofia che ha i suoi pro e contro, come ad esempio alcune reti incassate nello scorso campionato per forzare alcune giocate anche dal portiere. È la mia visione di questo sport, vado avanti per la mia strada accettando i complimenti di un allenatore come Turi che stimo profondamente”.

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