FC Sorrento, è iniziato il Turi bis. Intensità e qualità le carte per riprendere la vetta

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Franco Giglio e Mario Turi

Franco Giglio e Mario Turi

E’ iniziato nella mattinata di ieri il Turi – bis. Tre mesi dopo l’allontanamento nel post Palma Campania, quando il secondo pari in undici giornate indusse la dirigenza rossonera ad optare, tra lo stupore generale, per il cambio della guida tecnica, il giovane tecnico di Castellammare di Stabia, nel silenzio dello stadio “Italia” rotto solamente da qualche residuo di quel vento che ha flagellato nella serata di domenica l’intera Campania, è tornato a guidare la seduta di allenamento della formazione costiera, per la prima volta ritrovatasi, per scelta societaria, alla ripresa degli allenamenti già di lunedì e, soprattutto, non da prima della classe.

Come ampiamente preventivabile, è stato lungo il faccia a faccia tra squadra, staff tecnico e dirigenza tenutosi prima dell’inizio della seduta. Il coordinatore del Football Club Sorrento, Franco Giglio, ed il dirigente Giuseppe Cappiello, hanno strigliato a dovere capitan Scarpa e compagni, accusati di non aver affrontato la sfida di Montesarchio con quella grinta e quel mordente che dovrebbero caratterizzare una squadra che lotta per la promozione diretta. Lassismo generale come causa principale che ha indotto Giglio, già nell’immediato post gara con i sanniti di Pasquale Ferraro, ad accarezzare l’idea di chiudere anticipatamente l’esperienza personale con l’omonimo Giovanni.

Fatale al tecnico di Vico Equense è stata quindi l’incapacità di tenere alta l’asticella dell’attenzione e dell’applicazione in un gruppo che, già prima di Montesarchio, aveva dato segnali di cedimento sotto il profilo nervoso. Piccoli campanelli d’allarme acuitisi nella valle Caudina, dove il Football Club Sorrento non ha saputo reagire e trovare le contromisure, anche mentali, ad una sfida nata male e conclusasi peggio. Alla componente psicologica, Franco Giglio ha poi associato la netta e palpabile involuzione sotto il profilo del gioco: nella gestione Ferraro, infatti, il FC Sorrento ha palesato un calo preoccupante nella qualità della manovra, messa a dura prova soprattutto nelle sfide interne del girone di ritorno, dove contro Castel San Giorgio, Faiano e soprattutto Massa Lubrense, i rossoneri hanno faticato fin troppo a trovare il bandolo della matassa.

Due indizi fanno una prova, dunque. Ed hanno indotto Giglio ad un ammissione di colpa con relativo dietrofront: con l’esperienza di Ferraro che non è servita a scuotere una squadra apparsa priva di stimoli, la carta Turi ributtata lì sul tavolo è un tentativo di provare a cambiare le sorti di un campionato che sembra sfuggito di mano proprio nel momento meno opportuno. Sul panno verde, il tecnico stabiese ha le idee chiare su quali assi scegliere dal suo mazzo e puntare fortemente: intensità e qualità del gioco. Un connubio di grinta ed estetica che ha già saggiato nella sua seconda “prima volta” allo stadio “Italia”, con un allenamento improntato su esercitazioni a tema per il possesso palla in spazi ristretti.

Da queste ed altre idee tattiche e, soprattutto, da una netta presa di coscienza degli interpeti sul rettangolo di gioco, passa quindi l’operazione rimonta del Football Club Sorrento. Un duello, con lo scontro diretto da giocare in casa del Città di Nocera, che adesso vede i costieri sicuramente sfavoriti ma con ancora tante carte da giocare prima dell’all-in.

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