Massa Lubrense – Faiano 1-1 | L’analisi della gara

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massa faiano
Ormai si può dire senza alcun timore di essere smentiti che la stagione del Massa Lubrense prosegue sotto il segno della più nera sfortuna. Si tornava in campo una settimana dopo aver conquistato un preziosissimo punto sul campo della capolista Fc Sorrento nel derby della Penisola, in quello che poteva essere l’ennesimo momento della svolta. Il  calendario non presentava un rivale impossibile, e sembrava essere l’occasione propizia per ripartire sulle ali dell’entusiasmo di un’impresa non riuscita a nessun’altra squadra in stagione, e far bottino pieno nella prima di due uscite casalinghe consecutive contro Faiano ed Ebolitana.
I picentini, pur essendo una squadra scorbutica e tignosa, arrivavano al match liberi da esigenze impellenti  di classifica visti gli 8 punti di vantaggio sulla zona play-out, ma soprattutto con un rendimento lontano dallo Stadio XXIII Giugno 1978 non proprio favorevole. La squadra di Turco infatti era reduce da 3 sconfitte esterne consecutive, con l’ultima rete risalente addirittura al 6 dicembre quando Pellegrino realizzò il gol del momentaneo 2-3 contro il Valdiano poi vanificato a tempo scaduto dal pareggio di Ietto.
Esposito non riesce a recuperare dalla botta alla caviglia rimediata contro il Fc Sorrento e va in panchina, con Buonomo che scala al centro a far coppia con Di Donna. Vanacore torna titolare sull’out destro mentre Breglia si accomoda sul lato opposto. Torna il capitano Vinaccia al posto di De Stefano in mediana, mentre in attacco Giulio Russo scomette sulla coppia formata da Arcobelli e Maggino, per la prima volta insieme dal primo minuto.
Buone notizie dall’infermeria: in panchina si rivede nel ruolo di vice-allenatore Paolo Fiorentino, ormai prossimo al rientro almeno tra i convocati dopo un lungo e fastidioso stop per infortunio a causa di un problema muscolare patito nel corso del match contro il Città di Nocera.
Gli ospiti partono subito forte con una conclusione dalla distanza di Anastasio, sulla quale Stinga interviene deviando in corner. Il Massa però non ha alcuna voglia di farsi mettere sotto e ribatte colpo su colpo con Maggino che con un gioco di prestigio nello stretto manda a vuoto il suo marcatore e dal limite dell’area fa partire un grana conclusione che si stampa sul palo alla destra di Senatore. Il match è vivo e ricco di capovolgimenti, e dopo un salvataggio sulla linea di Di Donna su Martinangelo, la squadra costiera ha un’altra grande occasione per sbloccare il match. Da un pallone importantissimo recuperato a centrocampo parte una fulminea ripartenza sull’asse Maggino-Vitiello-Arcobelli con quest’ultimo che non riesce a superare l’estremo difensore picentino.
Alla mezz’ora Stinga deve superarsi per negare il gol del vantaggio a Di Giacomo, appostato sul secondo palo su cross dalla destra di Pellegrino. La parte finale della prima frazione di gioco è un vero e proprio forcing nerazzurro. Prima è Buonomo ad incornare sul secondo palo una punizione di Breglia, con Senatore che toglie la sfera dall’angolino alla sua destra. Poi giunge la prima giocata polemica della gara: Breglia salta Pellegrino per poi premiare il taglio di Vitiello verso il centro dell’area, che conclude verso la porta. Sulla respinta del portiere biancoverde sia Arcobelli (attaccante più avanzato) che Maggino (autore della deviazione vincente) sono tenuti in gioco da un difensore che non sale al centro dell’area piccola. L’arbitro annulla però per fuorigioco.
Dopo essere passato a specchio, con l’ingresso di Altieri ad inizio ripresa il Massa passa al 4-1-4-1 con Maggino unico riferimento in fase offensiva. Tutto lasciava presagire una seconda frazione di gioco all’arrembaggio per scardinare la retroguardia picentina quanto prima, ma la realtà delude le aspettative. La manovra è lenta, il Faiano chiude agevolmente le linee di passaggio e tutto si riassume in una punizione di Breglia terminata larga ed una conclusione di Altieri dalla lunga distanza che si spegne alla sinistra di Senatore.
All’improvviso, giunge dal nulla il vantaggio picentino al termine di una giocata sulla quale il direttore gara non è esente da colpe. Da un lungo rilancio del portiere, Di Giacomo all’altezza della trequarti salta con il gomito alto colpendo al volto Di Donna che resta a terra. L’arbitro Ozzella lascia incredibilmente correre, la sfera giunge a Pellegrino che allarga sulla destra per Martinangelo: cross al centro e Vanacore, nel tentativo di anticipare proprio lo stesso Pellegrino infila la porta di Stinga. Poco dopo, su cross dalla sinistra di Breglia, la terna sorvola su una trattenuta di Fierro su Gargiulo. A pochi minuti dalla fine il Massa trova il meritatissimo pari. Splendida apertura di Altieri che vede Breglia libero sull’out sinistro: cross verso il centro e Maggino s’infila tra Mongiello e Fierro per il tap-in vincente. Dopo soli due giri di lancette l’azione si ripete in maniera identica, con il portiere ospite che stavolta anticipa di un soffio l’intervento di Maggino.
La squadra di Giulio Russo è tutta sbilanciata in avanti per conquistare i 3 punti ed in pieno recupero rischia addirittura la beffa: Pellegrino dalla corsia sinistra mette al centro per Martinangelo che arriva dalle retrovie calciando alle stelle.
Finale molto concitato ed una gara che finisce tra le veementi proteste del pubblico e della squadra nerazzurra nei confronti della terna arbitrale per quanto successo sul terreno di gioco. Il passato è però ormai alle spalle, ed i risultati dicono che la rincorsa prosegue senza sosta: la sconfitta del Castel San Giorgio sul campo del Montescarchio fa sì che il terzultimo posto sia distante soltanto 3 punti e sabato prossimo c’è una nuova sfida casalinga da non fallire per provare l’aggancio.

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