Mariglianese – FC Sorrento 3-3, top & flop

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Giovanni Serrapica (foto Penna)

Giovanni Serrapica (foto Penna)

TOP

GIOVANNI SERRAPICA: Dopo un lungo periodo trascorso tra panchina e tribuna a causa di un infortunio e di discutibili scelte tecniche, finalmente torna a riprendersi in mano le chiavi della mediana, dimostrando, almeno al momento, di essere una spanna sopra a Maisto, rispetto al quale, oltre ad una maggiore velocità e precisione nel giro palla, assicura anche una migliore copertura in fase di non possesso. Qualità espresse in pieno soprattutto nella prima frazione di gioco nella sfida con la Mariglianese dove, fascia di capitano al braccio per l’assenza dello squalificato Scarpa, con un occhio al temibile Andres e l’altro al compagno meglio piazzato, garantisce equilibrio in entrambe le fasi.

GIORGIO SCOGNAMIGLIO: E’ l’unico a salvarsi di tutto il pacchetto arretrato. Mentre i compagni accusano a più riprese vertiginosi cali di concentrazione da cui scaturiscono le tre marcature della Mariglianese, lui mantiene sempre la barra dritta ergendosi, soprattutto sulla palle aeree, a vero baluardo della porta. Encomiabili, in particolare, i suoi ultimi dieci minuti, quando si trasforma in autentico muro di gomma e guida per mano i rossoneri ad un sudato pareggio.

STEFANO ZURINO: Buttato nella mischia all’improvviso a causa dell’espulsione di Russo, all’esordio assoluto tra i grandi quasi riesce nel miracolo di respingere il rigore di Falco, sul quale arriva solo con la punta delle dita senza riuscire a trovare la deviazione vincente. Nei restanti dieci minuti, con la Mariglianese che assedia la sua porta forte della triplice superiorità numerica, sbroglia con bravura due situazioni intricate con altrettante tempestive uscite alte e si fa trovare pronto sulla deviazione fortuita sottomisura di Arpino.

FLOP:

L’ECCESSIVO NERVOSISMO: I cartellini per proteste o per eccessi di foga sono ormai una costante e, francamente, cominciano a stancare i tifosi perché, oltre a determinare assenze per squalifica, arrivano anche a comportare pesanti ripercussioni sul risultato della gara: il primo giallo rimediato da Del Sorbo per proteste dopo che l’arbitro aveva sorvolato su un fallo a metà campo su Andres ed il rosso (magari esagerato, ma corretto a norma di regolamento) che vede sventolarsi in faccia Russo dopo una bestemmia sfuggitagli in seguito ad un’incomprensione con Arpino rappresentano episodi che, pur considerata la tensione nervosa del match, andrebbero limitati al minimo indispensabile, se non addirittura eliminati completamente.

I CALI DI CONCENTRAZIONE DIFENSIVI: I primi due gol della Mariglianese sono entrambi figli di due errori dei difensori rossoneri: il primo di Sozio, che spazza al limite dell’area sui piedi di Romano, abile poi a freddare Russo con un destro chirurgico, ed il secondo di Arpino (al primo sbaglio di tutto il campionato) che, attratto dall’inserimento di un centrocampista, lascia solo al limite dell’area piccola il nuovo acquisto della Mariglianese, permettendogli di staccare e firmare il 2-2 in tutta tranquillità. Due disattenzioni nette che, al paio della frittata che combina il direttore di gara, pesano tantissimo sul secondo pareggio consecutivo in trasferta.

LA DIREZIONE DI GARA: Al netto dei demeriti dei rossoneri, la Mariglianese di Aldo Papa può senza timore ringraziare il signor Matteo Mattera di Roma 1 per il punto guadagnato al cospetto della capolista FC Sorrento, che permette loro di allungare a quattro la striscia di risultati utili consecutivi. Il fischietto romano, infatti, al di là dei singoli episodi (il secondo giallo a Del Sorbo è discutibile, sicuramente non quanto il rosso diretto a Temponi con relativo rigore per un fallo di mani ritenuto volontario a meno di un metro dal punto di battuta) dirige la gara in maniera parziale, usando palesemente due pesi e due misure, in particolare nella gestione dell’emotività del match, permettendo, ad esempio, a Falco di scaraventare per ben due volte Gargiulo contro la recinzione in ferro del terreno di gioco ed al capitano Andres di inveire contro tutto e tutti in lungo ed in largo, penalizzando, invece, il giovane Russo per una delle tante bestemmie, peraltro rivolta a se stesso, che si sentono chiaramente in tutti i campi d’Italia e di cui la sanzione con l’espulsione è merce rara. L’unica considerazione che viene da fare è sulla scelta della designazione: pur nella consapevolezza che la qualità dei direttori di gara è direttamente proporzionale alla categoria, è davvero indispensabile mandare arbitri di fuori regione (che, almeno sulla carta, dovrebbero essere i migliori), per falsare una gara e mettere a repentaglio i sacrifici e gli investimenti di una società modello come quella costiera?

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