Città di Nocera – FC Sorrento vista dalla tribuna: Gargiulo gela il San Francesco

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Alfonso Gargiulo, suo il gol che regala la qualificazione agli ottavi di finale al FC Sorrento.

Alfonso Gargiulo, suo il gol che regala la qualificazione agli ottavi di finale al FC Sorrento.

La gara di ritorno dei sedicesimi tra Città di Nocera e Football Club Sorrento è stata, senza dubbio, una finale anticipata. E, come tale, è valsa tutto il prezzo del biglietto. Il contributo di cinque euro richiesto dalla società rossonera per accomodarsi sulla tribuna laterale dello stadio “San Francesco” è una quisquilia rispetto allo spettacolo offerto dai ventidue sul rettangolo verde. Contributo che, senza remore, paga anche chi scrive: la scelta della società molossa di negare la regolare richiesta di accredito stampa inoltrata è motivata dal solerte responsabile della comunicazione attraverso uno striminzito “decisione della società”, ma non ci coglie impreparati né ci incupisce. Anzi, ringraziamo chi di dovere per l’opportunità concessaci: Città di Nocera – Football Club Sorrento vista dalla tribuna è uno spettacolo nello spettacolo.

Che non sia una partita come le altre, lo si capisce appena imboccato il viale che porta alla tribuna laterale: il coro che si alza dalla cinquantina di tifosi nocerini sistemati nella porzione di tribuna a ridosso del tunnel che porta in campo è chiaro e limpido così come il destinatario, Francesco Scarpa. L’attaccante torrese, pur squalificato ma partecipante comunque alla trasferta, è bersaglio preannunciato in virtù del bacio allo scudo tatuato sul braccio dopo il gol del momentaneo 2-1 dell’andata. I decibel del gruppo di sostenitori decisi a farsi giustizia a suon di offese a madre e moglie del capitano rossonero aumentano quando in tribuna circola la voce che Scarpa sia “nascosto” nel settore ospiti, dove siedono, silenziosamente, anche una ventina di supporters costieri. Con l’ingresso in campo della formazione di Mario Turi per il riscaldamento, l’attenzione si sposta sull’altro Ciccio, Vitale. A nulla, infatti, sono valse le spiegazioni dell’attaccante di Angri all’altro gesto che accese la sfida dello stadio “Italia”: anche per lui, quindi, le dediche sono tutt’altro che ripetibili e continueranno per tutto l’arco dei novanta minuti, intervallate dal solito pensiero a Scarpa e signora. Nel mezzo, si ci aspetta un minimo d’incitamento a capitan Cuomo e compagni, ma nulla: gli applausi scattano solo quando lo speaker, dopo aver annunciato la formazione del FC Sant’Agnello e dei padroni di casa, grida dall’altoparlante un vibrante “Forza molossi”.

Pronti – via e, su magia di Carotenuto, Russo nega con una prodezza il gol ad un Majella apparso lontano parente di quello che ha portato l’anno scorso la Turris in D. Il Città di Nocera è partito a razzo ed il 3-5-2 proposto da Turi non sembra adatto a placare la verve dei locali. Il tecnico gragnanese se ne accorge e torna al 4-3-3, avanzando Vanin sulla linea d’attacco. Intanto, in tribuna, annusano la preda che cade, puntuale, al 13’ quando, su ennesima invenzione di uno scatenato Carotenuto, Scibilia stavolta non perdona. Il molosso ha fame, ma il FC Sorrento non ci sta a fare da vittima sacrificale: col 4-3-3 i costieri tengono botta e cominciano a macinare gioco, sfiorando al 23’ il gol, non materializzatosi soltanto per l’errato assist di Esposito che, invece di servire con un rasoterra Vitale pronto a battere a botta sicura sul secondo palo, improvvisa un improbabile cross alto che si perde sul fondo. Il brivido scorre a via a fatica dalla schiena dei circa 1000 spettatori di fede nocerina e, nel frattempo, la gara vive forse l’unica vera fase di stallo, consentendo a Turi, dopo il forfait di Serrapica, di sperimentare il rombo a centrocampo, con Maisto vertice basso ad arginare Carotenuto, che agisce in posizione di trequartista, ed Esposito alto per meglio badare ad un seppur poco lucido De Liguori. Quando la prima frazione di gioco sembra avviarsi verso la fine, Esposito atterra Carotenuto poco oltre la sedici metri. In tribuna il brusio diventa assordante: tutti sanno che, da fermo, l’ex Gragnano è uno specialista. Ed, infatti, non perdona: “El diez” molosso, approfittando del mezzo passo preventivo di Russo e dei due uomini in barriera a coprire la visuale all’estremo difensore classe 1996, infila il palo lungo con una traiettoria quasi imprendibile, facendo pregustare ai suoi sostenitori il dolce sapore dell’impresa.

Nella ripresa, i costieri provano a tirare fuori l’orgoglio, ma per la banda di Turi non sembra giornata: i rossoneri giochicchiano e mantengono bene il campo, ma di verticalizzazioni neanche l’ombra. Così, sono ancora i padroni di casa a sfiorare il tris: Di Pietro, manco a dirlo servito da un onnipresente Carotenuto, è però in vena di regali e da posizione ottima sciupa una ghiottissima occasione. Dalla panchina, l’allenatore sorrentino prova a dare la scossa: dentro Fragiello per un ottimo Micallo e spazio di nuovo al 4-3-3, stavolta con un tridente vero. Mossa che si rivelerà azzeccata perché, a parte una voleè alta del neo entrato Marcucci (centravanti di ben altra pasta rispetto allo spento Majella) sono i rossoneri a padroneggiare ed a costruire la palla gol più nitida dell’intera partita: al 27’, infatti, Esposito crossa in area dalla trequarti, Amabile, tra gli improperi dei tifosi di casa, esce in cerca di farfalle e permette a Gargiulo di battere di testa sul secondo palo: la palla sbatte sul legno traverso e capita ancora sul capoccione di Fragiello che, incredibilmente, con la porta sguarnita ed a meno di due metri dalla linea di porta, non trova il bersaglio grosso, permettendo a tutti i molossi di tirare il più classico dei sospiri di sollievo. Neanche il tempo di rifiatare e Vitale si accende: il numero nove rossonero, fino a quel momento spettatore non pagante dell’incontro, decide che è giunto l’attimo giusto per prendersi la rivincita personale verso chi l’offende e, servito da Maisto, praticamente ad occhi chiusi trova il corridoio vincente per Gargiulo che sbuca dalla sinistra e con freddezza chirurgica non dà scampo ad Amabile. Nell’esultare, il golden boy di Massa Lubrense porta per un attimo la mano all’orecchio, ma il San Francesco è muto, poi scatta la sua corsa pazza sotto il settore ospiti, mentre dalla panchina Turi schizza come un razzo quasi a centrocampo. Il sigillo di Gargiulo, che replica quello del 3-1 dell’andata, è quasi una pietra tombale per le aspirazioni di qualificazione del Città di Nocera: la reazione dei molossi è pressoché inesistente ed il pubblico lo capta, quasi rassegnandosi all’eliminazione. L’unico sussulto arriva a quattro minuti dal novantesimo quando, sugli sviluppi di un corner, Di Pietro chiama Russo ad evitare, prima con l’ausilio del palo e poi con l’anticipo di Arpino su Marcucci, lo spettro dei calci di rigore. Il resto, a parte la consueta dose di fischi ed offese a Vitale, sostituito da De Rosa, è roba di poco conto. Da segnalare solo l’applauso sincero dei tifosi di casa ai propri beniamini, cui va riconosciuta senza dubbio una prestazione maiuscola. La finale di coppa Campania se l’è aggiudicata il FC Sorrento, ma da giocare resta il doppio confronto in campionato. E, siamo sicuri, non saranno sfide banali, dove anche dieci euro saranno soldi benedetti.

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