Verso Massa Lubrense-Olympic Salerno / Davide Avagliano: Affrontiamo una squadra di categoria superiore, ma vogliamo passare il turno

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Avagliano-Davide

Alla vigilia del terzo e decisivo match valevole per il passaggio al secondo turno di Coppa Campania, affrontiamo i tempi più caldi con Davide Avagliano. Il terzino sinistro, classe 1992, non è un volto nuovo in Costiera dal momento che nella stagione scorsa ha vestito la maglia del Sorrento. Giunto in rossonero all’apertura del mercato invernale, ha collezionato 4 presenze contro Agropoli, Nuova Gioiese, Montalto e Neapolis, prima che un fastidioso infortunio muscolare ai flessori della coscia sinistra lo mettesse ko nel momento cruciale della stagione. Quest’anno è uno dei punti di forza dell’Olympic Salerno, prossimo avversario del Massa Lubrense di Federico Cuomo

Una carriera tra Serie D con le maglie di Aprilia, Salernitana, Sambonifacese e Lega Pro con i colori dell’Aversa Normanna. Cosa ti ha convinto a scendere in Promozione per sposare il progetto dell’Olympic Salerno?

“In primis, mi ero scocciato del mondo delle serie inferiori. Purtroppo ci si imbatte troppo spesso in società poco serie che ti prendono in giro sull’aspetto economico e diventa una vera e propria impresa avere quello che ti spetta. Poi perché conosco il presidente Matteo Pisapia, che da anni porta avanti il progetto Olympic Salerno, una delle poche società che fa un calcio sano mettendo l’organizzazione al primo posto. Ho deciso di divertirmi ed affrontare un campionato comunque impegnativo e stimolante”.

Esordio sfortunato a Vallo della Lucania. Tante occasioni mancate, e nei minuti finali la beffa del 2-1 in rimonta del Cannalonga.

“Purtroppo sull’1-0 abbiamo avuto la possibilità di chiudere la partita ma non ci siamo riusciti. Poi, come spesso accade nel calcio, vieni punito. Noi siamo partiti più tardi con la preparazione, per cui il Cannalonga era più in condizione a livello atletico e sono venuti fuori alla distanza. Siamo stati anche sfortunati perché, ad esempio, abbiamo preso gol su una punizione in cui la nostra barriera si è aperta. In ogni caso le colpe sono nostre e dobbiamo lavorare per perfezionare tanti piccoli aspetti”.  

Con quali obiettivi il tuo Olympic Salerno affronta il Girone D di Promozione Campana?

“Veniamo dalla retrocessione della stagione scorsa, anche se siamo stati ripescati riuscendo così a ripartire dal campionato di Promozione. L’obiettivo principale è mantenere la categoria, poi se la squadra parte bene potremo anche divertirci. La squadra è stata allestita bene, la società ha acquistato diversi calciatori di categoria per cui credo che riusciremo a salvarci”.

Quale modulo predilige il mister Zolfanelli e quali sono i calciatori più rappresentativi delle tua squadra?

“Nell’ultimo match siamo scesi in campo con il 4-3-3 ma, essendo partiti da poco, non abbiamo ancora un modulo ben definito. I calciatori più importanti sono De Stefano, che ha fatto tanti gol in Promozione. L’attaccante Orabona, un ragazzo esperto che conosce benissimo la categoria. In difesa meritano particolare attenzione Masullo ed Acquaviva così come Castagno a centrocampo”.

L’Olympic Salerno verrà a Massa Lubrense conscio di poter disporre di 2 risultati su 3 per passare il turno. Ti aspetti un approccio più conservativo o proverete comunque a fare la partita per chiudere i conti?

“Affrontare una squadra di categoria superiore come il Massa Lubrense ti porta già ad essere più attento e guardingo. L’obiettivo è certamente quello di passare di turno. Siamo consapevoli che sarà una partita difficile, dovremo essere umili e cercare di portare a casa almeno il pari che ci garantirebbe di proseguire nella competizione”.  

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Il Massa Lubrense arriva alla gara di mercoledì reduce da un tonfo interno contro la Scafatese 1922. Ritieni che, per entrambe le squadre, passare il turno  di Coppa potrebbe dare un’iniezione di fiducia per il prosieguo della stagione?

“Certo. È chiaro che, per quanto la Coppa non rappresenti magari una priorità per entrambe la squadre, passare il turno accrescerebbe morale ed autostima in vista dei prossimi impegni in campionato”.

La sfortuna sembra perseguitarti. Ti abbiamo lasciato a Sorrento con un infortunio muscolare che ti ha impedito di poter dare il tuo contributo nelle battute finali del campionato, e ti ritroviamo a dover convivere di nuovo con lo stesso problema. Come stai e quali sono i tuoi tempi di recupero?

“Purtroppo ho sofferto spesso di problemi ai flessori, ed ho avuto una ricaduta del problema alla coscia sinistra patito già a Sorrento. Dalla settimana prossima inizierò a fare differenziato e credo che nel giro di quindici giorni sarò pronto per essere a disposizione del mister”.

Arrivi a Sorrento nel mercato invernale e fai il tuo esordio subentrando a Viscido a un quarto d’ora dalla fine contro l’Agropoli. Poi, altre tre presenze contro Nuova Gioiese, Montalto e Neapolis, prima che un infortunio ti mettesse fuori causa nel momento clou della stagione. Qual è stato il tuo rapporto con la città, la piazza, i tifosi?

“Sono arrivato a Sorrento in un momento molto difficile. Se da un lato un piccolo gruppo di tifosi continuava a seguirci e sostenerci in trasferte anche lontane come ad esempio Montalto, dall’altro erano anche arrabbiati per una situazione di classifica poco piacevole. Il rapporto con la piazza è stato sempre positivo. Per quanto mi riguarda, ho sempre cercato di onorare la maglia nelle poche occasioni in cui ho avuto modo di scendere in campo. Purtroppo sono stato sfortunato perché nel finale di stagione, con la squalifica di Raimondo, forse avrei potuto giocarmi il posto con Caldore per la finale play-out”.

Tra tanti problemi societari non di poco conto, il vostro gruppo era riuscito a reagire conquistando la possibilità di giocare il play-out in casa. Obiettivo che sembrava ad un certo punto impossibile. Fino al 60’ la squadra stava battendo un’inerme Battipagliese preparata ormai al peggio. Poi, quali secondo te le cause del tracollo? Il cambio di Caldore con D’Ambrosio o c’è altro?

“A mio avviso il mister Pirone è il principale responsabile della retrocessione. In una partita tanto delicata ha fatto un cambio discutibile inserendo un elemento di sicuro valore come D’Ambrosio, classe 1997, ma in un ruolo non suo. Il ragazzo, nonostante ci tenesse a dare il massimo, si è trovato un po’ spaesato nella delicata posizione di terzino sinistro. Abbiamo subito poi rigore ed espulsione che hanno definitivamente condizionato l’esito della gara”.

Che rimpianti hai della tua esperienza a Sorrento? Ritieni che in condizioni ambientali diverse, si sarebbe potuta mantenere la categoria?

“Credo proprio di sì. A livello societario, gestione dopo gestione, ci sono stati moltissimi problemi. Cambi di campo di allenamento, stipendi non pagati sono situazioni che influiscono in maniera seppur indiretta sulla squadra. Noi, nonostante tutto, eravamo un bel gruppo ed abbiamo cercato ogni domenica di portare a casa i 3 punti. I nostri limiti c’erano ed è innegabile ma l’impegno c’è sempre stato fino all’ultima partita”.

Un saluto ai tuoi vecchi tifosi, che ora vedono rinascere sogni e speranze sotto il marchio Fc Sorrento guidato da Giglio con il supporto di grandi sponsor per tornare quanto prima in Lega Pro?

“Ho visto che il Fc Sorrento ha allestito una squadra molto competitiva che lotterà per vincere il campionato di Eccellenza. Sorrento è una piazza che merita altri palcoscenici, per cui il mio augurio è, per quest’anno, l’immediato ritorno in D e sono sicuro che una società finalmente seria possa garantire un percorso importante per gli anni a venire”.

 

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