Nello Ferraro: “Se ripenso alla mia prima volta da capitano ho ancora i brividi”

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Nello Ferraro (foto Penna)

Nello Ferraro (foto Penna)

Siamo pronti a scrivere la favola di Nello Ferraro. Dopo Mirante ed Immobile, un altro prodotto del florido Settore Giovanile del Sorrento Calcio si appresta a fare il grande salto in una tra le piazze più calde ed ambiziose del panorama calcistico nazionale. Mancano ormai gli ultimi dettagli, ma a breve il tecnico centrocampista classe ’97 sarà ufficialmente un rinforzo per la Primavera del Napoli allenata da Giampaolo Saurini. La “scugnizzeria” partenopea è molto organizzata, come dimostra la presenza a Dimaro agli ordini di Sarri di Luperto, Allegra, Romano e Bifulco. Chissà se un giorno…

Ma passiamo alle parole di Ferraro, che traccia un quadro interessante di ciò che è stato e che sarà.

Partiamo dall’inizio. Passi dal Settore Giovanile alla Prima Squadra e Sosa subito intravede le tue grandi qualità. Titolare già dalla gara di Coppa contro la Sarnese e punto fermo nel corso di tutta la stagione. Ti aspettavi, a inizio ritiro, una stagione del genere?

“Per niente! Venivo dal Settore Giovanile ed era il mio esordio assoluto in Serie D. Con la massima onestà, ero convinto di non raccogliere più di 5/6 presenze! Poi, evidentemente, le cose sono cambiate…”

Come ti sei trovato col gruppo? I più esperti hanno facilitato il tuo inserimento?

“Sicuramente. Iniziavo quest’avventura in una categoria per me del tutto sconosciuta, per cui l’apporto dei miei compagni più esperti è stato fondamentale. Mi hanno accolto subito benissimo all’interno del gruppo e questo ha fatto sì che potessi esprimere al meglio le mie potenzialità”.

Ti sei fatto apprezzare per la tua duttilità. Parti esterno basso, quindi alto. Sempre a destra, ma in emergenza anche sul lato opposto. In poche occasioni ti abbiamo potuto vedere nel tuo vero ruolo, ossia quello di centrocampista. Alla luce di tutto questo, quale posizione ritieni più tua?

“Beh, avendo giocato sin da piccolo a centrocampo, ritengo che quella sia la posizione in cui riesco ad esprimermi al meglio. Poi, è chiaro che se il mister ritiene opportuno schierarmi in un altro ruolo per me non c’è alcun problema. Cerco sempre di mettere le mie qualità al servizio della squadra”.  

Se potessi scegliere, quale sarebbe la tua posizione ideale sul terreno di gioco?

“Regista davanti alla difesa, o mezzala destra”.

C’è un calciatore a cui ti ispiri? E, domanda più difficile, c’è stato un compagno di squadra cui hai fatto riferimento per migliorare?

“Il mio punto di riferimento assoluto è Andrea Pirlo. Per quanto riguarda i miei compagni non mi sento di individuare un’unica guida. Tutti i calciatori più esperti sono stati per me una fonte di ispirazione per migliorare giorno dopo giorno”.

Ripercorriamo la tua stagione. 07/12/2014: una data storica. Sosa ti consegna la fascia e diventi, a 17 anni e 126 giorni, il più giovane capitano del Sorrento in un match ufficiale. Per di più da Sorrentino doc. Come hai reagito alla notizia e quali sono state emozioni e sensazioni entrando per la prima volta sul terreno di gioco con quella fascia?

“Che dire, ancora oggi ho i brividi. È stata un’emozione incredibile che non dimenticherò mai. Per un sorrentino è già un onore vestire la maglia della squadra della propria città, figuriamoci con i galloni di capitano. Tutto ciò mi ha fatto crescere e responsabilizzato, anche perché l’investitura è giunta da un allenatore che è stato anche un grande uomo di calcio come Sosa. Per questo ci tengo a ringraziare lui, così come i tutti i miei compagni”.

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Poco dopo giunge anche la prima di tante convocazioni in Rappresentativa Nazionale di Serie D Under 18. Cosa porti con te di queste esperienze?

“Tanti ricordi positivi. Avere l’opportunità di entrare in contatto con una realtà importante come il centro tecnico di Coverciano è stato fantastico. Grande organizzazione, un’eccellenza italiana”.

Sulla panchina rossonera si son succeduti 4 allenatori. Quale di questi ha contribuito maggiormente alla tua definitiva crescita ed esplosione?

“Mi son trovato bene con tutti gli allenatori che mi hanno seguito, ognuno con diverse metodologie. È chiaro, però, che devo ringraziare soprattutto Sosa perché è stato il tecnico che mi ha fatto esordire in Serie D e che mi ha dato la possibilità di esprimermi, non facendo mai mancare fiducia e sostegno verso di me”.

Un’altra data che resterà incancellabile. 19/04/2015: Sorrento-Torrecuso. Cross dalla destra di Polichetti, deviazione del portiere su inzuccata di Pignatta, e tu che ti avventi sulla corta respinta per il momentaneo 1-0. Primo gol in rossonero davanti al tuo pubblico. Descrivici cosa hai provato.

“È stata un’emozione fortissima. Ero appena tornato dal torneo “Cosimo Macchia”, vinto con la Rappresentativa Nazionale Under 18 in finale contro la juniores del Molise. Tra l’altro grazie anche ad un mio gol. Pochi giorni dopo riesco ad andare segno per la prima volta nel mio Stadio Italia e davanti al mio pubblico. Un’altra immagine che resterà per sempre scolpita nella mia memoria”.

Una straordinaria rincorsa nel finale con 10 punti nelle ultime 4 gare. Il play-out contro la Battipagliese in totale controllo. Poi, secondo te, cos’è successo?

“Onestamente non lo so. Eravamo carichi per affrontare l’ultima battaglia della stagione. Mi è dispiaciuto tantissimo retrocedere perché, nonostante le tante difficoltà incontrate lungo tutto l’arco del campionato, avremmo meritato di salvarci. Purtroppo i play-out sono partite secche dove può succedere di tutto ed a volte anche un episodio può decidere il match”.

Una stagione del genere non poteva non far piombare su di te gli occhi delle più importanti squadre di Serie B e Serie A. Su tutte il Napoli. Un sogno che si avvera?

“Non mi aspettavo di poter essere già protagonista in palcoscenici importanti. È ovvio che se dovesse andare in porto la trattativa con il Napoli ne sarei contentissimo. Per tutti i ragazzi della provincia è un sogno poter indossare la maglia azzurra per quello che rappresenta”.

Con grande umiltà e sacrificio, hai fatto tutta la trafila nel Sorrento fino a giungere in Prima Squadra per poi spiccare il volo. Credi che il tuo esempio possa essere di sprone ai giovani che cercano di farsi strada nel mondo del calcio?

“Beh, ho iniziato a giocare a Sorrento quando avevo 10/11 anni e durante tutto il mio percorso tra Allievi, Giovanissimi il mio sogno è sempre stato quello di poter esordire un giorno in Prima Squadra. Nell’ultima stagione tutto questo si è avverato e, se non fossimo retrocessi, sarebbe stata davvero una stagione da incorniciare in tutti i sensi. Voglio soltanto dire a chi è più giovane di me, che attraverso umiltà, impegno, sacrificio e la continua voglia di imparare dai compagni più esperti si possono raggiungere mete importanti”.

Per chiudere, un ringraziamento a chi ti è stato vicino in tutti questi lunghi anni in rossonero.

“Ci tengo a fare un ringraziamento speciale a tutti quelli che hanno seguito il Sorrento in quest’ultima, travagliata stagione. Società, tifosi e compagni che mi hanno messo nelle condizione di rendere al massimo e di mostrare le mie potenzialità”.

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error: Stai cercando di copiare il testo di questo articolo? Ovviamente non hai il permesso per farlo, ma ti ritieni un grande giornalista... in fondo pensi di cambiare qualche parola, di toglierne qualche altra ed hai risolto. Appartieni anche tu a qualche importantissima testata locale che fa centinaia di visite sulla pelle di chi lavora? Magari vieni anche pagato, complimenti!!! Sei proprio un furbacchione tu ed il tuo direttore che te lo permette, abbiamo fatto in modo di renderti il lavoro un po\\\' arduo, abbiamo deciso di farti applicare 1 minuto in più per copiare!!!