Nel valzer dei titoli, la penisola corteggia Gragnano

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Franco Giglio

Franco Giglio

Il valzer dei titoli è iniziato. Ed al gran ballo di fine anno sono tre gli uomini della costiera che, insieme ad altri, corteggiano l’unica donna, finora, relativamente disposta a concedere loro il privilegio del fatidico giro di danza. In rigoroso ordine temporale di approccio, i gentiluomini a bordo pista sono quelli di Real Vico, Sant’Agnello e Sorrento, che guardano con attenzione le vicende extracalcistiche di casa Gragnano: dopo il passo indietro del presidente Franco Minopoli e le difficoltà riscontrate dal direttore sportivo gialloblu, Cipriano Coppola, nel convincere nuove forze imprenditoriali ad investire nel progetto dei pastai, l’iscrizione della compagine gragnanese al prossimo campionato di serie D appare fortemente a rischio. Da qui, l’interesse delle varie compagini peninsulari che, con diversi obiettivi, ambiscono a rilevare il titolo del Gragnano per fare calcio nel massimo campionato dilettantistico campano.

I desideri dei dirigenti nostrani, però, si scontrano con quelli della piazza gragnanese, vogliosa di confrontarsi, dopo averla conquistata sul campo, con una categoria dal fascino importante: i tifosi gialloblu hanno, infatti, organizzato una raccolta fondi per contribuire alle spese del prossimo campionato ma, al momento, la cifra raccolta non sembra essere sufficiente. Oltre ai problemi economici, derivanti, peraltro, dal mancato saldo di parte dei rimborsi pattuiti con i calciatori per lo scorso campionato, a gravare la situazione del Gragnano ci sarebbero anche problemi logistici: il “San Michele”, storico stadio della cittadina stabiese, è attualmente interessato da lavori di ristrutturazione. Restyling che difficilmente vedrà la luce prima dell’inizio del prossimo campionato di serie D ed, a quanto filtra, non permetterà comunque all’impianto di ottenere l’omologazione allo svolgimento delle gare da parte della Lega Nazionale Dilettanti. Circostanze queste che, qualora fossero confermate, condannerebbero il Gragnano a peregrinare tra gli stadi del circondario, con un ulteriore e non indifferente esborso di denaro. Per tali motivi, la D nella città della pasta sembra un’utopia. Ma non per questo il calcio sparirà da Gragnano: gli attuali dirigenti rimasti starebbero vagliando l’ipotesi di continuare la loro attività in Eccellenza, in attesa di progettare il futuro con basi più solide.

Nello Savarese

Nello Savarese

Proprio questa volontà potrebbe spianare la strada a Real Vico, Sant’Agnello o Sorrento (in lizza, comunque, ci sarebbero anche Arzanese, Savoia e Sant’Antonio Abate). Tra le pretendenti, quella che attualmente ha le maggiori chanches è il Sant’Agnello. Oltre all’ipotesi ripescaggio (ipotesi che premierebbe i biancoazzurri ma solo a fronte di effettivi posti vacanti in D), Franco Giglio sta seriamente cullando la possibilità di rilevare il titolo del Gragnano al fine di, previo cambio di denominazione e trasferimento di sede, tornare a fare calcio a Sorrento. A tal fine, i contatti con Cipriano Coppola sono già avviati e, secondo voci di corridoio, ci sarebbe già un accordo sulla parola in merito.

Alla porta del direttore sportivo gialloblu, a prescindere dalle smentite di facciata, il primo a bussare è stato, però, il collega del Real Vico, Aniello Guidone, “spalleggiato” dallo storico ex presidente del Vico Equense, Nello Savarese. Anche in questo caso la situazione resta in stand – by, con i dirigenti vicani alla finestra.

L’ultimo interessamento, in ordine di tempo, è stato, invece, quello di Damiano Genovese, detentore del 97% delle quote azionarie del Sorrento calcio. L’imprenditore avellinese avrebbe intenzione di lasciare l’indebitato sodalizio costiero (resta il quesito di chi, e per farne cosa, si assumerebbe la patata bollente) per provare a “rifare azienda” nella categoria persa sul campo dopo il play – out contro la Battipagliese. Ignota sembra anche la location di questa sua ipotetica nuova avventura, visto che tifoseria e politica sembra gli abbiano consegnato un biglietto di non ritorno dalla Terra delle Sirene.

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