Francesco Agresta: Il terzino è un ruolo delicato. Se sbagli vieni punito al primo errore, ed è ciò che è capitato al Sorrento”

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A distanza di due giorni, la delusione è ancora dura da smaltire. Un campionato iniziato sotto i migliori auspici, sbandierando progetti importanti a lungo termine, per poi giungere ad un tristissimo epilogo nella maniera più indecorosa. Una retrocessione in Eccellenza che neanche il più pessimista tra i tifosi rossoneri osava immaginare circa un anno fa. Ci si aspettava, anzi, sarebbe stato doveroso che almeno un esponente della società si presentasse in sala stampa  per spiegare, per rendere pubbliche le ragioni di un fallimento, per chiedere scusa. Nulla di tutto ciò.

Ne prendiamo atto e per analizzare quelli che sono stati gli episodi salienti del match contattiamo uno dei protagonisti del match. Francesco Agresta è stato il man of the match per la Battipagliese di Squillante. È entrato nell’azione che ha portato al calcio di rigore, per poi completare la rimonta con una straordinaria forbice al volo su cross dalla sinistra di Garofalo. E dire che per Agresta si è trattato soltanto del secondo gol stagionale, dopo quello peraltro inutile realizzato lo scorso marzo sul campo della Neapolis, e terminato con il punteggio di 3-1 in favore dei padroni di casa.

La Battipagliese sembrava arrivare alla fondamentale sfida play-out in condizioni disperate. Dopo la sconfitta interna contro la Tiger che aveva di fatto determinato l’addio alle speranze di giocare la gara secca al “Pastena”, l’esonero di Condemi ed il ritorno di Squillante. A tuo parere, cosa ha compattato e spinto tutti verso un miracolo sportivo?

“Non credo si sia trattato di un miracolo sportivo perché, a mio parere, la squadra era forte, seppur indubbiamente giovane”.

Situazione societaria complicata, con diverse mensilità arretrate, come a Sorrento e in molte altre realtà del nostro girone. Dove si trovano le motivazioni in casi simili ed a chi vuoi dedicare il raggiungimento della salvezza?

“In queste gare le motivazioni vengono da sole, poi portare 500 tifosi in trasferta non è da tutti e ti dà una marcia in più. Voglio dedicare la salvezza ai tifosi, che ci sono stati sempre vicini consapevoli delle nostre difficoltà”.

Sei un calciatore molto duttile. Esterno alto, basso, difensore centrale, sempre con buoni risultati. Domenica è stata senza dubbio una giornata da incorniciare. Cross per Compierchio da cui è scaturito il rigore, poi la forbice al volo a centro area. Secondo gol stagionale, probabilmente il più importante.

“Sì, sicuramente so adattarmi a più ruoli.  Nasco terzino sinistro, ma proprio qui a Battipaglia ho iniziato da difensore centrale a causa dell’infortunio di Pascuccio al tendine d’Achille. Poi, la sorte ha voluto che giocassi la partita più importante della stagione da esterno alto ed è andata davvero bene!”

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Ti aspettavi di più dal Sorrento? Dopo un primo tempo equilibrato, ed il vantaggio trovato in avvio anche con un po’ di fortuna, il gol del pari ha fatto sprofondare la squadra in un baratro da cui non si è più ripresa.

“Mah. Sinceramente non avevo fatto alcun tipo di calcolo sul Sorrento, ma mi sono concentrato solamente sulla mia squadra. Sapevo che se avessimo giocato come sapevamo, avremmo potuto farcela. E così è stato”.

La chiave del match è stata probabilmente la sostituzione di Caldore con D’Ambrosio. Un mediano, per di più classe ’97 in un ruolo così delicato mai però ricoperto in carriera. Essendo questo proprio il tuo ruolo, ritieni che sia stata la maggiore esperienza e personalità della Battipagliese in alcune posizioni a determinare la vittoria?

“Sorrento e Battipagliese sono due squadre giovani. Si dice spesso che bisogna schierare gli under nel ruolo di terzini per evitare che facciano danni.  Io non sono assolutamente d’accordo perché è un ruolo delicatissimo dove se sbagli vieni punito al primo errore. Ed è proprio questo che  è capitato al Sorrento”

La tifoseria della Battipagliese è stata encomiabile. Presente in massa allo Stadio Italia, ha sostenuto a gran voce la squadra. Non a caso è una piazza blasonata che vive di calcio.

“Dopo essere stato fermo molti mesi, ho accettato l’offerta della Battipagliese principalmente perché si tratta proprio di una piazza che vive per questo sport”.

Una tuo augurio per Sorrento e la sua gente. Dopo 2 semifinali play-off per il grande salto dalla C alla B, terza retrocessione consecutiva e l’anno prossimo sarà Eccellenza dopo quasi 20 anni. Una piazza ormai delusa e disaffezionata che non merita tutto ciò.

“Dispiace sicuramente vedere Sorrento in questa situazione, soprattutto perché ricordo quando l’ho affrontato in Serie C con la maglia della Paganese  ed aveva un ottimo organico. In più, essendo campano, mi dispiace ancora di più per questo suo triste declino. Il mio augurio è che possa esserci qualche imprenditore disposto ad investire davvero per questa favolosa città affinché la squadra possa ritornare quanto prima al calcio che conta”.

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