Sant’Agnello adesso serve l’impresa

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foto Pollio

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La luce della lanterna che porta alla D si affievolisce in un sciroccoso pomeriggio costiero. Il ko rimediato contro il Città di Scordìa è frutto del ghibli che ha colpito D’Agostino e Micallo. In un sol colpo la cerniera centrale salta in aria. Un’aria che porta il nome del singolo Nabi Ousmane. Il coloured siciliano in pratica ha quel passo è quella freschezza che rivolta come un calzino il discorso tattico di Turi.
Maschera lo schieramento iniziale Serafino che blinda la mediana con Zumbo e Privitera mentre manda in fascia a rientrare Cocimano.
Si vede che sarà partita vera. I ritmi esaltano la compattezza delle squadre. I 22 in campo si muovo a fisarmonica, ma alla fine, complice le espulsioni, quella che interpreta meglio lo spartito pressione è il Città di Scordìa.
Il primo acuto, invece, è del Sant’Agnello. Punizione dal vertice, fiondata di D’Agostino, Fagone c’è.
Il Città di Scordìa si assesta, ma lascia campo. Manco è Sibilli senior si trovano ed il sette riesce a vedere luce, pizzica le corde del dribbling e lo spazio per lasciare di sasso l’estremo difensore ospite.
Inizia ad entrare in gara Ousmane che chiama Napolitano alla parata. Lo stesso nove arriva al tiro, ma con la mano, giallo.
In una battaglia campale in mediana arriva il black out. Su un lancio in verticale Piacente si addormenta, D’Agostino non accompagna, ma tocca Ousmane. Secondo giallo e rigore. Dagli undici metri va Diop che spiazza Napolitano per il pari.
L’uscita dai blocchi dice Sicilia. Bellino in diagonale, Napolitano mette in corner. La risposta c’è. Sibilli jr innesca Manco, il tiro trova Fagone, poi Piacente spara alle stelle.
Nel flipper al ventesimo i due coloured trovano le sponde. Diop di testa esalta Napolitano.
Il ko tecnico arriva dopo solo 3minuti. Micallo si addormenta anche perché Sibilli jr è a terra, Ousmane ruba palla, il centrale interviene bruscamente e vede rosso.
La resistenza tiene e sono alla mezz’ora quando Tarantino pesca Bellino che batte Napolitano capitola. Serrapica fa quel che può, Inserra non salta è la frittata è girata alla perfezione dal cuoco Bellino. Russo, si divincola a modo suo, si trova libero all’appuntamento con Fagone per ben due volte, ma la stanchezza e la precisione difettano cosi l’estremo difensore fa la parte della saracinesca che salva tutto e spinge lo Scordìa ad un passo dalla finale.
Una finale per la quale al Sant’Agnello servirà l’impresa. Si, un’impresa perché espugnare l’impianto siciliano con due reti di margine senza centrali ha solo il sapore dell’impresa.

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