Verso Tiger Brolo-Sorrento: Le parole di Raul Lombardo

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Raul Lombardo è il portiere. E lo dimostra domenica dopo domenica, nella testa più che nei guanti. Ha carisma, personalità e carattere, che da soli agguantano e bloccano palloni, ma anche sogni. Quelli che portano al mantenimento della categoria, attraverso la salvezza diretta o il play-out in gara secca. Da giocare nel nostro stadio senza se e senza ma. Queste le sue parole a poche ore dalla partenza per l’isola più grande del Mediterraneo.

3 vittorie consecutive per la prima volta in stagione. La quarta, se accompagnata dal successo dell’Agropoli sul Noto vorrebbe dire salvezza diretta. Cosa impensabile appena 1 settimana fa. Qual è lo stato d’animo del gruppo a pochi giorni dal match contro la Tiger Brolo?

Sicuramente la vittoria di domenica scorsa ha portato tanta positività nel gruppo, cosa importantissima visto che appena 4 settimane fa il morale era a pezzi. Il destino dipende in parte di noi. Andremo a Capo d’Orlando a fare la nostra partita per conquistare la vittoria e magari la salvezza diretta se l’Agropoli dovesse battere il Noto. Ma se il miracolo non dovesse concretizzarsi, dovremo mantenere la freddezza e la lucidità necessaria per pensare a non perdere, in quanto il pari ci permetterebbe di giocarci il play-out con la Battipagliese in casa e sarebbe un vantaggio di non poco conto.

La Tiger, dopo aver espugnato lo Stadio Italia, è tornata a vincere soltanto la settimana scorsa a Battipaglia, in una partita per loro da dentro o fuori. Anche domenica contro di noi l’unico risultato utile per i gialloneri sarà la vittoria, pena la retrocessione diretta in Eccellenza. Che partita ti aspetti?

Sono certo che ci aspetta una guerra. La Tiger sarà motivatissima ed avranno gli stimoli che porta con sé una partita da ultima spiaggia. Sarà una partita tosta, in un ambiente caldissimo. Dovremo lottare fino alla fine, e combattere su ogni pallone senza mai mollare.

Quale, secondo te, sarà la chiave per affrontare il match? Siamo in una situazione paradossale. Ogni risultato potrebbe riservarci un finale più o meno amaro. Una vittoria potrebbe darci la salvezza, un pari la certezza di giocare il play-out nel nostro stadio, un ko ci spedirebbe a Battipaglia.

Nonostante l’importanza che riveste una partita del genere, bisognerà mantenere calma e tranquillità, senza farci trascinare dalla frenesia di conquistare la vittoria a tutti i costi. È chiaro che andiamo al di là dello Stretto per vincere, ma ripeto, la cosa fondamentale sarà non perdere. Un’eventuale sconfitta, infatti, cambierebbe tutti gli scenari vanificando tutti gli sforzi ed i sacrifici fatti nell’ultimo mese per risalire la china e conquistare un piazzamento positivo in chiave play-out.  

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Già in allenamento si vede un gruppo più cattivo, motivato e determinato. Cosa ha portato a questo cambio così radicale?

Venivamo da 7 partite in cui avevamo raccolto solo 1 pari e ben 6 ko. Ci siamo guardati  negli occhi, e tutti insieme abbiamo capito che le ultime 4 partite sarebbero state lo snodo cruciale della stagione. Volevamo riscattarci anche perché in allenamento diamo sempre il massimo e facciamo tanti sacrifici. Abbiamo finalmente ritrovato lo spirito giusto, ed anche il Mister ha dato il suo contributo riuscendo ad individuare subito quali fossero i problemi nello spogliatoio.

Come si prepara una partita del genere?

Sarà tutta una questione di testa, di mentalità. Quello che c’era da mettere sulle gambe è stato messo e la condizione fisica è ottima. Ora arrivano anche i primi caldi, ma la cosa fondamentale sarà avere sin dal fischio d’inizio l’approccio giusto alla gara. Partite come quella di domenica, dove le motivazioni sono alte e la posta in palio è altissima, si vincono soltanto se si è mentalmente forti. Non dovremo perdere la testa, ma fare una gara attenta, accorta e ragionata, soprattutto nei momenti più complicati in cui ci sarà da soffrire. Noi siamo pronti.  

Si parla spesso di attaccanti. Ma anche i tuoi miracoli hanno contributo a mantenere il risultato in equilibrio contro Torrecuso ed Hinterreggio, prima di trovare la strada per la vittoria. Anche tu arrivi al top a Capo d’Orlando. Pronto agli straordinari anche in Sicilia?

Sì, sicuramente. Da quando sono qui ho sempre sentito la fiducia da parte di tutti. Ho tantissima voglia di far bene perché Sorrento è stata la mia prima squadra, quella che mi ha svezzato e cresciuto si potrebbe dire. Per cui tengo tantissimo a salvare questa città e questa maglia. Darò sempre il massimo ogniqualvolta sarò chiamato in causa ed anche a Capo d’Orlando sono pronto a fare la mia parte per mantenere la mia porta inviolata.

Anche se è presto per fare un bilancio, quale ritieni sia stata finora la parata più importante che hai fatto per te e per la squadra?

Credo che, sia per me che per la squadra, una delle partite cruciali sia stata quella giocata in casa contro l’Agropoli. Venivamo da 3 sconfitte consecutive, poi c’era stato il buon pareggio a Rende ed una mia parata nel finale su Capozzoli ha mantenuto l’1-1 ed evitato una sconfitta che sarebbe stata mentalmente molto pesante da incassare.

Vuoi fare un appello alla città, ai tifosi in vista della prossima, importantissima sfida?

Io capisco benissimo che due retrocessioni consecutive sono pesanti e dure da digerire. Ma una terza sarebbe davvero umiliante per tutti, per cui chiedo in maniera accorata a chi tiene e ha sempre sostenuto la maglia di fare il possibile, nonostante i kilometri,  per starci vicino e farci sentire il loro calore e la loro presenza anche a Capo d’Orlando per una partita che vale la stagione. E, qualora non avvenisse il miracolo e dovessimo giocarci il play-out in casa, chiedo loro di accorrere in massa a sostenerci perché abbiamo tanto bisogno di loro.

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