Sorrento, per Majella, Pasini e Lalli c’è aria di addio

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Nunzio Majella

Nunzio Majella

In sala stampa il tecnico Claudio Pirone ha fatto luce sulla situazione di alcuni calciatori il cui destino appariva già segnato da alcuni giorni. Si tratta di Majella, Lalli e Pasini che, seppur in assenza di un comunicato ufficiale che dia tutti i crismi dell’ufficialità, non faranno più parte del progetto rossonero.

Nunzio Majella, arrivato come grande colpo del mercato invernale per raccogliere l’eredità di Ciccio Vitale passato all’Arzanese, non ha lasciato il segno come tutti i tifosi si sarebbero aspettati.
14 presenze condite da soli 4 gol realizzati. Il primo centro arrivò all’esordio, esattamente un girone fa sul neutro di Puglianello contro il Torrecuso, gara terminata con il risultato di 4-2 per i sanniti. Poi nella sfida interna contro il Marcianise sigla al 94’ l’inutile gol dell’1-3 su calcio di rigore. Gli ultimi 2 acuti sono invece valsi 6 punti alla compagine rossonera. Contro la Leonfortese decide il match con un colpo di testa vincente su corner battuto da Schiavone, mentre la settimana successiva a Montalto chiude il match con un delizioso tocco di esterno sull’uscita del portiere. Da allora, e per ben 7 partite, né Majella né il Sorrento son più riusciti a bucare alcuna porta avversaria, con la squadra rossonera che è repentinamente precipitata al terzultimo posto in classifica. A Frattamaggiore Majella vide la partita dalla tribuna a causa di un infortunio muscolare. A inizio settimana aveva ripreso ad allenarsi normalmente, mentre negli ultimi giorni non aveva partecipato alle sedute con i compagni pre-Torrecuso. L’attaccante ha avuto un colloquio con la società per  procedere alla risoluzione consensuale del contratto. Ancora non sono chiari i motivi di questa sua decisione, che potrebbero essere legati alla situazione delicata che sta vivendo il club negli ultimi tempi.

Andrea Pasini

Andrea Pasini

Andrea Pasini, esterno offensivo classe 96, non è riuscito a mantenere le aspettative di promessa del vivaio dell’Atalanta. 11 presenze nel girone di andata condite da 1 solo gol realizzato nel blitz esterno di Piraino contro il Due Torri (0-4 nel lontanissimo 19/10). Poi, problemi di pubalgia che lo hanno tenuto per 4 mesi lontano dai campi di gioco. Contro la Neapolis il ritorno sul rettangolo verde con una gara al di sotto delle aspettative. Perfino più deludente la prestazione offerta allo “Ianniello” contro la Frattese, sostituito da Elefante a metà ripresa. In settimana avrebbe chiesto alla società di essere liberato.

Più complesso il caso di Alessio Lalli. Giunto nella finestra invernale di mercato per dare qualità al centrocampo rossonero, non è mai riuscito a trovare lo spazio che un calciatore dalle spiccate doti tecniche come lui avrebbe meritato. Forse ha pesato anche la sua carta d’identità. 1994 e di conseguenza penalizzato oltremisura dalla regola degli “under” che vedeva già coperto dall’estremo difensore Lombardo la casella in questione. Solo una partita giocata per intero (contro l’Agropoli) ed altri 5 spezzoni (Hintereggio, Marcianise, Montalto, Battipagliese e Neapolis) non rendevano merito alle qualità del genietto romano. Tanta panchina e tribuna soprattutto con Chiancone ma poco considerato anche da Cioffi. Dopo l’ennesimo cambio tecnico e la mancata convocazione da parte di Pirone per la trasferta di Frattamaggiore, Lalli ha deciso di parlare del proprio futuro con la dirigenza optando per la risoluzione anticipata del contratto.

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