Sant’Agnello – Gragnano, la differenza è tutta nella zona Cesarini

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I due capitani, Martone e Russo, prima dell'inizio dell'ultima sfida tra Sant'Agnello e Gragnano

I due capitani, Martone e Russo, prima dell’inizio dell’ultima sfida tra Sant’Agnello e Gragnano (foto Carmine Galano)

Sant’Agnello 63, Gragnano 54. Sarebbe questa la classifica delle due maggiori pretendenti al salto in D se le partite durassero ottanta minuti e non i canonici novanta. Un +9 che, a cinque giornate dal termine, per gli uomini di Mario Turi significherebbe avere tre quarti di promozione in tasca. Ma, invece, la realtà dice tutt’altro: mentre i santanellesi riposavano, il blitz di domenica pomeriggio dei gialloblu in quel di Faiano ha sancito il sorpasso in vetta. Tre punti pesanti, quindi, quelli colti da capitan Martone e compagni in terra salernitana grazie ad un rigore trasformato da Carotenuto ad un amen dal novantesimo. Una sana abitudine per i pastai quella di dare il meglio di sé negli ultimi minuti, afferrando per i capelli risultati spesso compromessi per trasformarli in successi dal peso specifico doppio. Consuetudine che, invece, in costiera non attecchisce. Anzi, a conti fatti, proprio l’allergia alla zona Cesarini potrebbe risultare decisiva in negativo per Giulio Russo e compagni.

Gli expolit dei gragnanesi nei finali di gara cominciano dalla quarta giornata, quando Martone, all’87’ riagguanta la Scafatese che aveva precedentemente ribaltato il vantaggio di Chierchia con i gol di Teta e Spasiano. Un girone fa, invece, ancora un rigore condanna il Faiano: a trasformarlo, un minuto dopo il novantesimo, è Vitiello, che fissa il risultato sul 2-1 e permette ai suoi d’incamerare due punti in più in pieno recupero. Una settimana dopo la vittima è il San Tommaso che addirittura vede sfumare il pareggio al 94’ a causa della marcatura di Di Ruocco. La trasferta successiva registra un altro blitz in zona Cesarini: il derby col Sant’Antonio Abate, infatti, lo decide Loreto all’87’, segnando il gol del definitivo 1-2. Dopo il tris di successi in extremis nel giro di un mese, la zona Gragnano torna il 18 gennaio, nel big match contro la Scafatese: a decidere la sfida del “Romeo Menti” è un gol di Francesco Di Ruocco all’84’ che manda al tappeto i canarini con il risultato di 2-1. Ultimo, poi, il successo esterno di Faiano, per un totale di cinque vittorie ed un pareggio ottenuti grazie a reti segnate oltre l’80’, per un totale di ben undici punti guadagnati.

Momenti concitati dopo le espulsioni di Chierchia e De Stefano (foto Carmine Galano)

Momenti concitati dopo le espulsioni di Chierchia e De Stefano (foto Carmine Galano)

Ben diverso è, invece, il saldo del Sant’Agnello. Che, eppure, proprio alla prima aveva festeggiato nel finale, grazie al gol di Iennaco all’88’ che legittimò lo strapotere dimostrato dai biancoazzurri nel match casalingo contro l’Eclanese. Alla sesta, invece, c’è il patatrac: il Sant’Agnello cade sul campo della Vis Ariano complice il gol di Errico all’86’. Da allora comincia il momento buio dei costieri, che colgono quattro pareggi consecutivi prima di tornare alla vittoria contro la Mariglianese grazie al gol al 95’ messo a segno da Sasà Sibilli. La vittoria contro i napoletani dà nuova linfa vitale ai biancoazzurri, capaci di rosicchiare punti preziosi alla capolista Gragnano giornata dopo giornata, fino ad arrivare alla vittoria nello scontro diretto, che garantisce, in attesa del turno di riposo, un confortante +1. Ma è nelle due trasferte successive che Giulio Russo e compagni dilapidano il vantaggio. Manco a farlo a posta, perdendo punti proprio nelle battute finali. In tal senso, clamoroso è il pari contro la Scafatese: in vantaggio di due reti, un inspiegabile calo di concentrazione ha permesso ai canarini di acciuffare il punto grazie alla doppietta di Teta, messa a segno all’86’ ed al 93’. Ancora più eclatante, il pareggio di Brusciano contro la Mariglianese: Inserra porta in vantaggio il Sant’Agnello, ma Pastore, all’81’, trova il gol dell’1-1. All’86’, però, capitan Russo ha l’opportunità di riportare i suoi in vantaggio ma, dal dischetto, si lascia ipnotizzare dall’estremo difensore napoletano. Risultato? Altri due punti persi che, sommati algebricamente agli altri e, soprattutto, rapportati al saldo del Gragnano rappresentano dati pesanti nella corsa alla serie D.

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