Franco Giglio rompe il silenzio: “Ecco perchè non presi il Sorrento in estate. In questi anni persi troppi tifosi”

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Franco Giglio decide di puntualizzare alcuni dettagli sul Sorrento

Franco Giglio decide di puntualizzare alcuni dettagli sul Sorrento

Ha scelto di parlare senza video, nessuna registrazione, ma solo pochi concetti chiari e diretti per dire la sua in merito a tutto quello che circonda il Sorrento e la sua persona.
Franco Giglio ha deciso di rendere pubblico tutto quello che accadde lo scorso giugno e ha voluto esprimere le proprie ragioni su alcune affermazioni rilasciate dall’avvocato D’Angelo nel corso dell’ultima conferenza stampa. “Non è la mia verità, ma solo semplici puntualizzazioni”, afferma l’ex patron del Sorrento.
“Quando mi si disse che la società aveva un prezzo, supposi che ci fosse qualche cosa da pagare per rilevare le quote. Un qualcosa che non mi fu mai quantificato”.
In pillole nega con fermezza “l’ero disposto a dare il Sorrento gratis” dichiarato da D’Angelo più volte.
Snocciola cifre nel dettaglio Giglio, “A giugno c’erano 400mila euro per stipendi da saldare, 160mila euro per utenze verso il Comune, un milione e 300mila euro di esposizione verso l’erario e 300mila tra pagamenti, servizio steward, gasolio e varie. Si ci avvicinava ai due milioni di euro”.
Una cifra considerevole, ma sulla quale poteva esserci l’opportunità di un ripescaggio.
“In una settimana mi si chiese il versamento di 280mila euro per la ricapitalizzazione per l’eventuale opportunità di ripescaggio”, puntualizza l’ex numero uno del club, “Ma non ho mai saputo se D’Angelo avesse documenti ufficiali che garantissero il ritorno del Sorrento nel professionismo”.
Professionismo che, forse, avrebbe cambiato tanto, ma senza il quale “I 280mila euro sarebbero entrati in società solo per ripianare in piccola parte i debiti”, puntualizza Giglio, “Mi dispiace della situazione attuale del Sorrento, ma mi sovviene una domanda gli imprenditori sorrentini, che lo hanno abbandonato, sono tutti cattivi secondo D’Angelo, ma non potrebbe essere viceversa?”.

Franco Giglio ( a destra) con il tecnico del Sant'Agnello Mario Turi

Franco Giglio ( a destra) con il tecnico del Sant’Agnello Mario Turi

Un interrogativo insoluto, perché le scelte sono fatte seguendo le proprie ragioni. Ragioni che in passato hanno portato l’imprenditore turistico a lasciare prima il Sorrento e  poi la Juve Stabia.
“Dissi basta al Sorrento, perché da solo non potevo andare avanti” conferma Giglio, “Ma in entrambi i casi non ho mai percepito nulla per i miei addii, anzi…”.
Una sospensiva che trova subito chiare disquisizioni “Il Sorrento era senza esposizioni, mentre la Juve Stabia aveva qualche esposizione, ma avrebbe partecipato alla B con annessi introiti derivanti da Tv e Lega”.
Un ultimo intervento Franco Giglio lo dedica ai tifosi.
“I tifosi che sono andati via non sono una piccola parte”, spiega il collaboratore di Negri al Sant’Agnello, “Se in base ai numeri in C la media era di circa 1200 spettatori ed oggi ci sono solo poche  centinaia di persone, mi sembra che i numeri siano impietosi”.
Una scelta di campo quella di Sant’Agnello.
“Io sto solo collaborando con la squadra della città dove vivo e dove svolgo le mie attività. Lungi dal voler essere una cosa che possa nuocere al Sorrento. Io col calcio voglio solo divertirmi”.

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