Massa Lubrense – Nocerina 3-1, le pagelle ai nerazzurri: Cacace mantiene la promessa, Ferrara fondamentale

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Altra grande giornata per Marcello Ferrara

Altra grande giornata per Marcello Ferrara

FIORENTINO 5,5: Lo frega un attimo d’indecisione: sul lancio di Ferrara M. per Santoriello prima esce quasi al limite dell’area, poi, accortosi di essere in ritardo abbozza quel dietrofront che l’attaccante molosso non gli perdona, uccellandolo con un preciso pallonetto. Fortunatamente per lui e per il Massa, la squadra reagisce a dovere, quindi il suo errore di valutazione risulta minimale. Per il resto, svolge senza patemi l’ordinaria amministrazione, facendosi trovare pronto sulle poche conclusioni ospiti, che avvengono prevalentemente dalla lunga distanza.

LA MONICA 7: Schierato terzino destro per necessità, svolge con attenzione ed abnegazione i compiti richiestigli da mister Gargiulo. La sua partita cambia quando ritorna in mediana, dove garantisce dinamicità e velocità, surclassando i dirimpettai della Nocerina. Protagonista del gol del raddoppio (da un suo tiro deviato nasce il calcio d’angolo da cui, successivamente, scaturisce il primo rigore di Cacace, per un tocco di mano di Iommazzo proprio su un colpo di testa), avrebbe anche l’occasione per mettere il sigillo ad una partita perfetta, ma sugli sviluppi di un corner, da due passi spara incredibilmente alle stelle con la porta sguarnita.

FERRARA 7: A fine gara, il suo allenatore ne ha elogiato la prestazione: “Con Marcello dietro è tutta un’altra partita”. E come dargli torto. L’esperienza dell’ex Sorrento è, infatti, fondamentale negli equilibri difensivi del Massa Lubrense, che, a parte l’ultimo quarto d’ora della prima frazione, non soffre praticamente nulla. Va anche vicino al gol con una superba traiettoria da calcio piazzato, ma D’Antuono prima ed il palo poi gli negano di replicare la perla disegnata contro il Gragnano.

D’ESPOSITO 6,5: Prima dello start, baci ed abbracci col tecnico molosso Criscuolo. Ma quando s’inizia a fare sul serio è tutta un’altra musica: il suo uomo, Esposito G, praticamente non la prende mai. Oltre alla marcatura ferrea, trova anche il tempo per fare male in proiezione offensiva, ma il suo colpo di testa è ribattuto appena sulla linea da un difensore molosso.

Hattrick per Cacace

Hattrick per Cacace

IZZO 6,5: Balla solo nel quarto d’ora conclusivo del primo tempo, quando Adiletta e Lamitola lo prendono d’infilata e guadagnano il fondo con scioltezza. Poi non soffre nulla più, calando la serranda in faccia a tutti quelli che passano dal suo lato.

BREGLIA 6: Partita dai due volti la sua: nel primo tempo è quasi spettatore non pagante. Nella ripresa, invece, quando è schierato sul suo lato preferito, il copione cambia completamente: la sua pericolosità, infatti, aumenta a vista d’occhio, palesandosi concretamente con l’assist a Vinaccia in occasione del secondo rigore.

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VINACCIA 6,5: Con Galdi è un bel duello, ma alla lunga lo vince per distacco. Quando l’avversario alza bandiera bianca lui è ancora a metà serbatoio, e col resto della benzina porta su il baricentro del Massa con incursioni ed il solito lavoro di rottura. Per finire, con quel pizzico di furbizia che non guasta mai, guadagna anche il secondo tiro dagli undici metri che Cacace trasforma.

AMITA 5,5: Se il mister, che ha stima incondizionata di lui, lo cambia nell’intervallo, vuol dire che davvero c’è qualcosa che non va. Il problema, manco a dirlo, è tutto nel fisico: dopo quasi cinque mesi in cui praticamente non si è mai riposato, è palese non abbia l’intensità giusta per sostenere un Massa che, quando manca la qualità, deve metterci il doppio di corsa ed agonismo. E lui, questo, al momento non lo riesce a garantire. Ed, infatti, nonostante sopperisca con l’esperienza a questa carenza, non cambia mai passo e viene risucchiato nella lotta della mediana (dal 1’ s.t. CUOMO 6,5: Che la squadra cambi volto quando entri lui non è un caso. Garantisce, infatti, freschezza ad un reparto nevralgico, girando bene il pallone e bloccando alla fonte, leggasi Galdi, il gioco avversario).

GIRACE 6: Buttato nella mischia dopo pochi giorni dalla firma, il nuovo acquisto nerazzurro dimostra subito di che pasta è fatto, proponendo un paio di accelerazioni niente male. Peccato non riesca ad incidere come si deve, ma ci sono i tempi ed i modi per trovare i giusti correttivi e renderlo una freccia importante nella faretra di mister Gargiulo (dal 1’ s.t. CASTELLANO 6,5: Gioca sulla fascia opposta al suo piede naturale, ma nessuno se ne accorge. Entra con la giusta mentalità, soffrendo il minimo sindacale quando viene solleticato).

CACACE 8: Promessa mantenuta. Voleva tornare ad essere decisivo, e ci riesce alla grande. I tre gol messi a referto sono il segnale della rinascita di un top – player che solo qualche acciacco di troppo non ha permesso al Massa di godersi ancora appieno come in passato. Il gol dell’1-0, un siluro tanto potente quanto preciso, è il primo passo della rinascita, mentre i successivi due rigori sono un assunzione di responsabilità niente male: la salvezza del Massa deve passare dai suoi piedi, così come i tre punti contro la Nocerina (dal 41’ s.t. VOLLONO s.v.: Entra a giochi già fatti solamente per concedere la standing ovation al numero dieci).

ESPOSITO 6,5: Non segna, ma la sua parte la fa comunque. Sempre sul filo del fuorigioco, attacca la profondità magistralmente e, nei pochi momenti di difficoltà, è il primo a dar manforte ai centrocampisti. Quando la Nocerina si apre, negli spazi è devastante e solo una pronta risposta di D’Antuono gli nega il primo gol con la maglia del Massa.

ALL.GARGIULO 7: Cosa avrà detto negli spogliatoio tra primo e secondo tempo è un mistero. L’unica certezza è che ha toccato le corde giuste, perché il Massa torna in campo nella ripresa con una grinta superiore a quella del primo tempo. Oltre alla strigliata, il suo lo fa anche con la mossa tattica con cui cambia modulo e tiene costantemente alto il baricentro della squadra, minando, così, le fragili convinzioni della Nocerina. Resta una domanda: perché il Massa deve aspettare sempre un tempo o una sberla per reagire? La risposta nessuno la conosce. Ma per oggi va bene così.

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