Sant’Agnello, ascolta D’Agostino: “L’attenzione dev’essere sempre al massimo”

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Andrea D'Agostino (foto Penna)

Andrea D’Agostino (foto Penna)

Il livello dell’attenzione dev’essere sempre massimo, dal primo sino al triplice fischio dell’arbitro. Non dobbiamo concederci nemmeno una distrazione perché in categorie come questa alla minima defaillance gli avversari sono pronti a colpirti”. Suona forte e chiaro il monito lanciato da Andrea D’Agostino. Dall’alto della sua esperienza (sette campionati tra i professionisti e sei in serie D), il centrale classe 1985 sa bene quanto sia fondamentale non abbassare mai la guardia. Concetto espresso a gran voce dal suo allenatore, Mario Turi, all’indomani della gara vinta domenica scorsa sul campo del fanalino di coda Eclanese, dove, nonostante i tre punti conquistati, al giovane allenatore santanellese non è andato giù il gol del 2-1 di Flammia subìto nei minuti di recupero: “Il mister ha avuto tutte le ragioni per l’essere andato su tutte le furie – ammette D’Agostino. – Quel gol era assolutamente evitabile e, se non ci fossimo trovati sul doppio vantaggio, ci sarebbe costato due punti. Episodi del genere non devono accadere mai più. Basta, infatti, perdere la concentrazione anche solo per un istante e si gettano alle ortiche le fatiche di novanta minuti”.

Ramanzina di Turi a parte, però, la difesa del Sant’Agnello resta sempre una garanzia. Con appena sette gol incassati in diciassette partite, quella biancoazzurra è non solo la retroguardia meno battuta del girone B di Eccellenza ma, conteggiata la media di reti subite per ogni partita, è addirittura la migliore di tutti i campionati dilettantistici della Campania: “Quando si subisce così poco il merito non è solo di noi difensori – ribatte l’ex Orlandina e Puteolana. – E’ tutta la squadra ad interpretare al meglio la fase di non possesso: i centrocampisti ci aiutano facendo filtro in mezzo al campo mentre gli attaccanti, facendo pressing sui portatori di palla avversari, ci aiutano a tenere alta la squadra”.

Essere la difesa meno perforata non è, fino a questo momento, servito ad ottenere il primo posto nell’unica classifica che conta, quello dei punti: il Gragnano, infatti, resta avanti al Sant’Agnello di due lunghezze, mentre la Scafatese, in attesa del recupero con il Sant’Antonio Abate,  è momentaneamente staccata. Ad accomunare le due dirette avversarie dei biancoazzurri, oltre al giallo dei colori sociali, è la mini – rivoluzione attuata nel mercato di gennaio: sia i gragnanesi che i canarini, infatti, hanno perso pezzi pregiati per la strada, rimpiazzandoli in parte con elementi di pari valore: “Io non guardo in casa altrui – si affretta a precisare D’Agostino. – Posso solo dire che le finestre di mercato invernali con tante operazioni non mi piacciono. La nostra, ad esempio, è stata perfetta: si è intervenuti con raziocinio, andando a prendere tre giovani di prospettiva ed un elemento di valore assoluto come De Rosa. In questo modo non si è intaccato l’equilibrio dello spogliatoio né si è rivoluzionato il lavoro tattico del mister”.

Chiuso il capitolo mercato, il pensiero va rivolto solo ed esclusivamente alla prossima sfida, in programma domani pomeriggio allo stadio “Marcellino Cerulli” di Massa Lubrense, conto il Sant’Antonio Abate: “Un match assolutamente da non fallire – conclude lo stopper a disposizione di Mario Turi. – I tre punti sono l’unica cosa che conta. Coglierli sarà sicuramente dura, perché le squadre che ci affrontano non ci regalano nulla, anzi, con il loro atteggiamento ci mettono spesso in difficoltà: contro di noi tutti giocano con undici uomini dietro la linea della palla, rendendo la vita difficile ai nostri attaccanti. Per questo motivo dobbiamo essere bravi a sbloccarla subito. In questo modo la vittoria dovrebbe essere alla nostra portata senza alcun problema”. Tenendo sempre alta la concentrazione, ovviamente.

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