Il Sant’Agnello va in bianco. Inizia la rincorsa

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Mani in alto per il capitano Giulio Russo (foto astjo)

Mani in alto per il capitano Giulio Russo (foto astjo)

Massa Lubrense – La pareggite è una malattia che sembra non voler più lasciare il Sant’Agnello.

Goal annullati, pali, occasioni sprecate e quella cronica carenza in zona goal che diventa sempre un macigno da cui ripartire.
Per una squadra esperta e con la riserva che arriva prima degli altri avere la precisione di un tiratore di freccette sarebbe consigliato. Russo e compagni ci provano in ogni modo, ne fanno uno, annullato, beccano un palo, ma ringraziano Romano che ad un passo dalla linea calcia sulla traversa.
Alla fine un tempo a testa per occasioni ed emozioni, palla molto più giocata dai padroni di casa, Scafatese maledettamente cinica che avrebbe potuto rompere l’imbattibilità interna dei costieri.
Il tour de force termina domenica a Benevento. Forse meglio così. Si ci ferma, si riflette e non si bada alla classifica. La parità di punti con il Gragnano è solo ipotetica. Si, perché i pastai hanno già riposato, mentre i costieri no.
La Scafatese è squadra quadrata, senza picchi e fronzoli che sa bene come vuole ottenere le cose e come fare per bluffare in campo riuscendo a calare il colpo da tre punti.
Alla fine ne scaturisce uno 0-0 che non accontenta nessuno, ma rende tutti inseguitori accaniti del Gragnano neo capolista.
Il decollo è lento, quasi verticale come un jet da caccia. Nessuno vuole scoprire le proprie carte. I canarini sono soliti iniziare a mille, ma complice voglia e determinazione dei costieri arrancano. Le emozioni si fanno attendere sino a metà frazione.
Quando la gara è in mano alla truppa di Turi, l’episodio che fa cambiare il vento: esce Teta. Il numero 10 giallo blu in affanno alza bandiera bianca. Incitti sceglie de Bellis che si piazza a mo’ di Golem guardiano.
Nella ripresa lo sprint è di marca ospite. Due schegge impazzite impensieriscono Napolitano. Si grida la rigore, sarebbe troppo, mentre iniziano a piovere palloni. La Scafatese piazza la contraerea, il Sant’Agnello, in versione drone cerca la testa di Russo per gli inserimenti. La gara a scacchi mette dentro altri tre giocatori, ma è il solo D’Esposito che cerca di metterci il lievito giusto. Da una sua percussione esce la palla che D’Agostino potrebbe trasformare in oro, ma non essendo “Re Mida” si vede ribattuta dalla difesa.

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