Antonella Leardi: “Vorrei che Napoli – Roma si giocasse in maniera tranquilla e soprattutto con le due tifoserie sugli spalti a seguire l’evento”.

I cookie, anche di terze parti, ci permettono di migliorare la navigazione e la fornitura di annunci pubblicitari. Proseguendo nella navigazione accetti l'utilizzo dei cookie. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. Per più approfondite informazioni ti invitiamo a leggere l'informativa estesa  
I cookie, anche di terze parti, ci permettono di migliorare la navigazione e la fornitura di annunci pubblicitari. Proseguendo nella navigazione accetti l'utilizzo dei cookie. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. Per più approfondite informazioni ti invitiamo a leggere l'informativa estesa  
Antonella Leardi mamma di Ciro Esposito (foto Luigi Irolla)

Antonella Leardi mamma di Ciro Esposito (foto Luigi Irolla)

«Vorrei che Napoli – Roma si giocasse in maniera tranquilla e soprattutto con le due tifoserie sugli spalti a seguire l’evento. Quella capitata a mio figlio è stata una disgrazia, non ho nulla contro i tifosi della Roma. Tra i primi a visitare Ciro mentre era ricoverato al Gemelli, di loro conservo anche una sciarpa donata a mio figlio – racconta Antonella Leardi con le lacrime agli occhi – sarebbe bello vederli al San Paolo».
Sono queste le parole di una commossa e composta Antonella Leardi. La mamma di Ciro Esposito, il ragazzo rimasto ferito a morta nel pregara di Napoli – Fiorentina finale di Coppa Italia dello scorso maggio e deceduto dopo oltre 50 giorni di lotta tra la vita e la morte.
Antonella ha gli occhi lucidi quando parla del suo Ciro, strappato alla vita troppo presto e in un modo troppo orrendo. Mentre lo ricorda in sala, dove erano presenti oltre al sindaco di Piano Ruggiero e quelli della Pro Loco cittadina anche i responsabili del Napoli Club di Massa e Piano, c’è chi scuote la testa pensando ancora a quelle scene. Chi piange pensando a Ciro: «A tutti voglio dire – racconta Antonella Leardi – che mio figlio era un ragazzo tranquillo. Aveva soltanto la passione per il Napoli. Il coltello non lo portava neanche per tagliare il casatiello o le frittate di pasta che condivideva con gli amici allo stadio. Si è trovato lì, nel momento sbagliato».

Ma le ombre su quello che è accaduto a Tor di Quinto restano. Non c’è un assassino e ancora non si capisce perché in quel posto la polizia non ci fosse: «Queste, e non solo, sono le spiegazioni che dovranno darmi un giorno. Nessuno mi farà dimenticare gli occhi di Ciro quando, dopo la tracheotomia, cercava di comunicarmi qualcosa tramite gli sguardi. Lì ho visto la sofferenza. La fede, le persone sincere che sono venute a far visita a Ciro all’Ospedale e l’aiuto del primario del Gemelli Massimo Antonelli mi hanno aiutato molto». Anche il sindaco Ruggiero ha voluto ricordare Ciro Esposito: «Una tragedia bruttissima – ha detto il primo cittadino di Piano – quando ho visto la gente lanciare petardi all’interno dell’Olimpico mi sentivo un animale. Poi ho capito che non si agisce così. Spero che la storia di Ciro non resti indimenticata e che la gente che gli ha voluto bene in questi mesi continui a farlo in futuro».

I cookie, anche di terze parti, ci permettono di migliorare la navigazione e la fornitura di annunci pubblicitari. Proseguendo nella navigazione accetti l'utilizzo dei cookie. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. Per più approfondite informazioni ti invitiamo a leggere l'informativa estesa  
I cookie, anche di terze parti, ci permettono di migliorare la navigazione e la fornitura di annunci pubblicitari. Proseguendo nella navigazione accetti l'utilizzo dei cookie. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. Per più approfondite informazioni ti invitiamo a leggere l'informativa estesa  



Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 

error: Stai cercando di copiare il testo di questo articolo? Ovviamente non hai il permesso per farlo, ma ti ritieni un grande giornalista... in fondo pensi di cambiare qualche parola, di toglierne qualche altra ed hai risolto. Appartieni anche tu a qualche importantissima testata locale che fa centinaia di visite sulla pelle di chi lavora? Magari vieni anche pagato, complimenti!!! Sei proprio un furbacchione tu ed il tuo direttore che te lo permette, abbiamo fatto in modo di renderti il lavoro un po\\\' arduo, abbiamo deciso di farti applicare 1 minuto in più per copiare!!!