Gragnano – Sant’Agnello 0-0, le pagelle: Manco è iperattivo, Perinelli soffre il Menti

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Giovanni Micallo, anche contro il Gragnano è il padrone dello spazio aereo (foto Carmine Galano)

Giovanni Micallo, anche contro il Gragnano è il padrone dello spazio aereo (foto Carmine Galano)

NAPOLITANO 6: Nell’arco dei novanta minuti di gioco, il Gragnano si rende realmente pericoloso solamente ad inizio ed a fine primo tempo. In entrambe le occasioni, l’ex Avellino risponde presente, limitandosi, per la parte restante del match, a sbrigare l’ordinaria amministrazione senza patemi d’animo.

SCHIAVONE 6: Controlla un poco ispirato Bizzarro con attenzione e puntualità, proponendosi, soprattutto nella prima frazione di gioco, con insistenza anche in zona cross (dal 25’ s.t. PIGNALOSA 6: Non è un caso che, con lui in campo, il Sant’Agnello ritrovi la pericolosità offensiva mancata nella prima ora di gioco. La sua presenza negli ultimi venti metri è fondamentale, anche se si divora il gol qualificazione nell’unica occasione che gli si viene concessa).

MICALLO 6: Davanti, il Gragnano ha poche idee e, soprattutto, poca intenzione di far male. E’ conseguenza naturale che trascorra un pomeriggio sostanzialmente tranquillo, dove è chiamato innanzitutto a far sentire i muscoli nello spazio aereo.

D’AGOSTINO 6: Leggasi quanto scritto per il compagno di merenda Micallo. Con l’aggravante che, a fine gara, per il troppo nervosismo rischia di far scoppiare un parapiglia tra i ventidue in campo e le rispettive panchine.

PERINELLI 5: Timoroso in avvio, si propone poco e senza idee. Nella ripresa, dopo un battibecco con Di Ruocco jr, diventa il bersaglio preferito del pubblico stabiese: le invettive ricevute finiscono col diventare inversamente proporzionali alla qualità della prestazione: più esse aumentano, meno gioca bene.

IENNACO 6: Prova a dare la sveglia quando la squadra sonnecchia: soprattutto nelle battute iniziali, infatti, sul terreno di gioco si sente solo la sua voce. Inoltre, non tira mai indietro la gamba nel traffico del centrocampo e se la cava discretamente anche in fase d’impostazione.

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SERRAPICA 5,5: Gioca un gran numero di palloni, anche in situazioni scomode. Ma ha sempre quel tocco in più che non gli permettere di prendere la difesa stabiese d’infilata.

SIBILLI G. 5,5: Meglio in fase di contenimento che in quella offensiva: è tra quelli che più si immola quando il Gragnano mette il muso davanti. A dimostrazione del grande spirito di sacrificio, dopo l’ingresso di Pignalosa finisce a fare il terzino destro.

SIBILLI 5: Si accende solo nel finale, quando mette palla e porta Pignalosa con un pregevole pallonetto. Per il resto della gara, invece, rimane intrappolato nella gabbia che gli preparano Martone e Scala.

Gaetano Manco, il migliore tra i santanellesi.

Gaetano Manco, il migliore tra i santanellesi.

MANCO 6,5: E’ iperattivo. Svaria su tutto il fronte d’attacco, punta, crossa e tira, senza, però, molta mira, appena inquadra lo specchio della porta. I suoi strappi tagliano in due il Gragnano, dimostrando uno stato di forma in netta crescita.

RUSSO 5: Non è lui. E non solo perché non tira mai in porta (ma, a sua discolpa, c’è da sottolineare che, in tutta la gara, gli arrivano a stento tre palloni giocabili), ma perché sembra svuotato della carica agonistica che lo contraddistingue ad ogni gara. A dimostrazione del pomeriggio negativo, lo stop sbagliato in pieno recupero che non gli permette di concludere a rete: a pieno regime, a quest’ora il Sant’Agnello avrebbe in tasca la qualificazione grazie all’ennesimo gol del suo capitano.

ALL.TURI 6: Ha preso in consegna la squadra appena lunedì, quindi non gli si possono muovere appunti tecnici e tattici di nessun genere. La gara contro la squadra della sua città gli è servita soprattutto per cominciare a farsi un’idea degli uomini a disposizione e delle loro caratteristiche. Ad esempio, che Sibilli nel ruolo di trequartista centrale è sprecato e che con Pignalosa e Russo davanti il Sant’Agnello può far paura a chiunque.

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