Salvatore Venanzio si racconta a Sportinpenisola

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La rotonda incriminata per Salvatore Venanzio (foto gentilmente concessa da Francesco Catalano)

La rotonda incriminata per Salvatore Venanzio (foto gentilmente concessa da Francesco Catalano)

Un testa coda nel corso della ricognizione avrebbe potuto far saltare i nervi al più freddo automobilista, mentre Salvatore Venanzio, fresco campione italiano l’ha interpretata così.
“Madonna mia com’è cominciata…”.
Queste le prime dichiarazioni del fresco scudettato nella specialità Slalom. Un successo sulle orme dei suoi conterranei Luigi Vinaccia e Salvatore Langelloto. Una tradizione che si conferma quella del “manico” più veloce e abile tra i birilli in strada in penisola sorrentina.
Nel 13esimo Slalom di Monte Condrò in provincia di Cosenza l’alfiere dell’Autosport Sorrento ha sbaragliato la concorrenza e messo la pietra tombale al campionato ancora aperto dopo lo slalom di Bolca.
“Una strada adatta alle caratteristiche della macchina, ma con un asfalto particolarmente scivoloso” spiega Venanzio, “La parte nuova avrebbe dovuto portare vantaggi a tutti, ma la macchina sembrava incontrollabile”.
Una stagione che è stata un continuo tourbillon di emozioni. Vittorie, piazzamenti, vantaggi aumentati e poi scesi. Insomma tutto ed il contrario di tutto.

L'arma segreta di Venanzio: l'ingegnere Andrea Stella

L’arma segreta di Venanzio: l’ingegnere Andrea Stella

“Il momento migliore è stato al MaxiSlalom del Colle San Bartolomeo” evidenzia il driver sorrentino, “Il peggiore? Beh a parte il testa coda direi Erice e Garessio quando la macchina di andare non voleva proprio saperne”.
Una stagione quella di Venanzio e della sua fida Radical migliore rispetto a quella del 2013. Secondo posto solo 12 mesi fa, scudetto tricolore in questa annata.
“Un anno ancora più difficile”, evidenzia il pilota – meccanico, “Siamo stati in grado io ed Emanuele di abbassare i tempi gara per gara di circa tre secondi a manche”.
Tempi che vanno giù significano che il “mezzo” si migliora di anno in anno, metro in metro e gara dopo gara. Nelle parole del pilota si capisce come la mente sia già proiettata al 2015.
“Ogni anno è sempre più difficile rispetto al precedente. Nel corso delle gare di quest’anno sono stato un po’ fortunato, perché Emanuele ha pizzicato diversi birilli, ma noi ci proveremo”.
Provarci si, ma senza andare oltre i limiti, anche perché c’è qualcuno che è pronto a tirare le orecchie a Venanzio.
“Beh ad Alessandra (la fidanza ndr) non piacerebbe” se la ride il campione italiano, “Noi siamo già al lavoro per migliorare ancora di più la Radical che abbiamo a disposizione”.
La ricetta che il meccanico Venanzio ha in serbo per la sua fida compagna di battaglia è semplice: trazione.
“Ci sarà da intervenire per mettere giù al meglio i cavalli che abbiamo a disposizione e forse migliorare l’aerodinamica, ma abbiamo un asso nella manica”.
Un colpo ad effetto che Venanzio ha tenuto ben nascosto: Andrea Stella.

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