Il toreto sorrentino alla conquista della voga alla veneta

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Fabio Maresca (vogatore di prua) il primo non indigeno a vincere la Regata Storica nelle categorie giovanili

Fabio Maresca (vogatore di prua) il primo non indigeno a vincere la Regata Storica nelle categorie giovanili

“Sei tu il toreto”. È stato accolto con queste parole sulla “macchina” (palco delle premiazioni) dal presidente del Senato, Piero Grasso, il vincitore della Regata Storica di voga veneta, nella categoria Maciarelle,  Fabio Maresca.
Tredicenne di belle speranze che ha un curriculum vitae tutto particolare. Il perché? È il primo non veneto purosangue ad imporsi nelle regate storiche.
Al tempo di indiani e cowboy sarebbe stato definito “mezzosangue” dalle malelingue. Lui ci ride su e si coccola i suoi genitori.
Il padre Vincenzo Maresca è partito 20anni  fa da Sant’Agnello, in costiera sorrentina, per seguire l’amore, Luigina Busato.
Per Fabio Maresca oltre ad essere il primo non “pure veneto” ad imporsi nella propria categoria di Regata storica, aggiunge anche la consecutio temporum. Si, perché i successi complessivi del tredicenne santerasmino sono ben tre.
Un inizio casuale.
Fabio aveva scelto il calcio, poi il passaggio estivo alla canoa ed infine la scelta delle voga veneta.
“Ho iniziato ad otto anni come un semplice curioso” spiega il giovane trionfatore dell’ultima storica nella categoria “Maciarelle”. “Avevo visto in bottega un invito a provare la voga veneta e sono andato”.
Alla Remiera Asd Sant’Erasmo ha iniziato le prime “cavate”, ha conosciuto la forcola (scalmo) e trovato il suo compagno Alvise Vignotto.
L’esordio a 10 anni nella categoria delle “Schie”dove nell’ultimo anno a sua disposizione con Vignotto si impone nella sua prima Regata Storica.
Nei due anni successivi il crescendo sino al doppio successo consecutivo nel 2013 e nel 2014. una sorta di mannaia per chiunque gareggiasse contro di lui. “Per fortuna che è l’ultimo anno di Toreto” dicevano alcuni suoi avversari nelle “Maciarelle”.
Fabio Maresca partito con i favori del pronostico non ha avuto pressioni. In testa dall’inizio alla fine e bandiera rossa (simbolo del successo) conquistato.
“Voglio dedicare questo successo a tutta la mia famiglia, ma soprattutto al mio maestro di voga e di vita Piero De Nat”.
Idee chiare anche per quello che sarà il futuro. Nel 2015 una nuova sfida nella categoria superiore ed un pallino chiaro in mente.
“Voglio essere ricordato nella storia della voga alla veneta”.

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