Il Sant’Agnello è questione di famiglia: Sibilli padre e figlio in campo insieme

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Sasà Sibilli

Sasà Sibilli

Domenica scorsa, al “Marcellino Cerulli” di Massa Lubrense, il numero sette ed il numero nove biancoazzurri hanno corso fianco a fianco, battagliando l’uno accanto all’altro per lo stesso obiettivo. Nulla di strano, si dirà: entrambi sono tesserati dell’F.C. Sant’Agnello, quindi sudare e dare l’anima per i propri colori è un pezzo di routine. Ma c’è dell’altro: l’esterno sinistro ed il trequartista centrale che hanno supportato Russo nel derby, vinto con il risultato di 2-0 ai danni dei nerazzurri massesi, hanno un feeling particolare. Che non è nato tra le mura dello spogliatoio di viale “Dei pini”, ma tra quelle di una casa, che condividono da quasi diciotto anni.

Il numero sette santanellese si chiama, infatti, Salvatore Sibilli. Quello con la camiseta numero nove, invece, porta l’identico cognome, ma di nome fa Giuseppe. Tra di loro un legame indissolubile, quasi viscerale: quello di padre e figlio. Saldato ancora di più dalla stessa passione, quella per il pallone. Che domenica li ha portati per la prima volta a vestire la stessa maglia in un incontro ufficiale, in un giorno che, per la famiglia Sibilli, sarà sicuramente difficile da dimenticare.

Giuseppe Sibilli, in azione contro il Massa Lubrense

Un’emozione indescrivibile soprattutto per papà Sasà. Una di quelle che non è neanche comparabile alle altre che pur ha vissuto nella sua lunghissima carriera. A trentott’anni suonati, infatti, avere come compagno di squadra su di un rettangolo di gioco il bambino che, fino a qualche anno prima, cullava tra le sue braccia, è esperienza che in pochi hanno vissuto.

Non gli saranno tremate le gambe, ma una strana sensazione nel vedersi il padre al fianco l’avrà provata anche Giuseppe, cresciuto, manco a dirlo, sulle orme del papà. Dal quale ha rubato ogni segreto, ereditandone anche le caratteristiche di gioco: il classe 1996, infatti, ricopre proprio il ruolo in cui il padre ha deliziato con le sue giocate, quello di esterno d’attacco. A destra ed a sinistra indistintamente, visto che calcia, e bene, con entrambi i piedi, oltre ad avere nel dribbling nello stretto (altra peculiarità di Sibilli senior) una delle armi più affinate. In più rispetto al genitore ha solo una cosa: l’altezza. Ad appena diciotto anni, infatti, il fisico slanciato che possiede gli ha permesso già di superare nettamente il papà. Il quale, siamo sicuri, per questo non si arrabbierà: i figli, infatti, “so piezz e’ cor”. Soprattutto quando te li ritrovi accanto a te, mentre corri dietro ad un pallone.

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