Sorrento: Il rammarico del giorno dopo

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uscita_gavorrano_pennaSi retrocede per il secondo anno consecutivo in casa Sorrento, una retrocessione che ha tanti padri e migliaia di figli.
In primis una società che non è riuscita ad imparare dalla debacle della passata stagione.
Si ripartiti con una squadra ex novo e a fine anno si è dovuto ascoltare l’allarme, tardivo “del manca senso di appartenenza” tuonato da Simonelli in conferenza stampa.
Si ferma sul più bello la rincorsa al professionismo. Una rincorsa che avrebbe potuto dire tanto solo se nel corso delle 34 precedenti partite il Sorrento avesse sempre giocato come i primi 45 minuti di domenica.
Una squadra spietata e determinata, ma che non si è dimenticata la sua pecca fondamentale: il finire l’avversario.
Stanchezza o no nel secondo tempo anche l’episodio giusto dopo 30 secondi avrebbe potuto spingere oltre il limite umano la truppa rossonera per completare un quadro perfetto, nel quale anche la metafisica, richiamata dal prof sabato scorso, avrebbe avuto il suo ruolo.
Si passa dall’epico al comico. Tanto bello per 45 minuti, quanto improbabile nella ripresa.
Si azzera il gioco palla a terra, si sceglie la battuta lunga, ma senza corsa trovare gli spazi sulle seconde palle è stato una vera agonia. In pratica l’Arzanese senza neppure dannarsi l’anima ha avuto la meglio.
I tifosi parlano di delitto perfetto. Delitto si, perché ancora devono digerire il ritorno del prof sulla panchina, devono ancora capire il perché di una scelta che la società sapeva avrebbe messo contro la piazza.
Se in tanti erano giunti all’Italia solo per il commiato dal professionismo, in tanti alla fine ci avevano creduto per poi essere risvegliati da un’anestesia incredibile nel secondo tempo.
Nell’arco di un giorno pronta anche la sentenza del giudice sportivo che appieda Giancarlo Improta e Giuseppe Polizzi per un turno e commina un’ammenda di mille euro al sodalizio di via Califano per petardi introdotti e fatti esplodere all’interno dello stadio.

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