“Orgoglio” Sorrento, sei nella storia degli spareggi di Prima e Seconda Divisione

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L'allenatore del Sorrento, Giovanni Simonelli, guarda, esterefatto, i suoi uomini cedere il passo all'Arzanese (foto De Crescenzo)

L’allenatore del Sorrento, Giovanni Simonelli, guarda, esterrefatto, i suoi uomini cedere il passo all’Arzanese (foto De Crescenzo)

Come ampiamente preventivabile, l’eco della clamorosa debacle subita dai rossoneri al “Pasquale Ianniello” di Frattamaggiore non accenna a placarsi: troppo grande, infatti, è lo smacco per i supporters costieri, che, in meno di quarantacinque minuti, hanno visto naufragare la truppa allenata da Giovanni Simonelli al cospetto dell’Arzanese di Salvatore Marra ed, insieme con essa, a meno di un impronosticabile ed, obiettivamente, difficilmente realizzabile ribaltone nella gara di ritorno prevista per domenica prossima allo stadio “Italia”, il sogno di vincere i play-off e guadagnarsi un posto nel prossimo campionato di Lega Pro.

Una sconfitta che ha ferito nell’orgoglio l’intero tifo costiero, già martoriato dopo la retrocessione della scorsa stagione. La reazione dei sostenitori rossoneri è stata, però, relativamente pacata: dopo il faccia a faccia tra una decina di tifosi e la squadra di ritorno dalla trasferta in terra campana, anche nel pomeriggio di ieri, alla ripresa degli allenamenti, il clima che si respirava tra i circa venti tifosi che si sono dati appuntamento sulle tribune dell’impianto di via Califano era sì surreale ma, a parte qualche epiteto indirizzato ai calciatori ed in particolar modo al tecnico di Saviano, capitan Danucci e compagni hanno svolto l’intera seduta senza particolari intoppi. Nel mirino della rabbia dei tifosi, inevitabilmente, anche la dirigenza, soprattutto nella persona dell’amministratore unico Francesco D’Angelo, assente oggi così come allo “Ianniello”, e del direttore generale Diodato Scala, che, prudentemente, ha preferito evitare ogni contatto con i presenti. Piccoli sfoghi a parte, insomma, l’ennesimo segnale di maturità di una tifoseria che, nonostante i risultati negativi potessero in qualche modo giustificare qualche reazione incontrollata, anche in questo frangente ha dimostrato la consueta signorilità.

Tra i temi trattati nel folto conciliabolo tenutosi ai bordi del terreno di gioco, inevitabilmente c’è stato il rotondo passivo rimediato dai ragazzi in maglia rossonera. Un poker difficile da digerire e che, soprattutto, iscrive il Sorrento nella storia (negativa) degli spareggi post – season della terza serie nazionale: da quando è stata introdotta la novità dei play – off e dei play – out nel campionato 1992/1993, nessuna squadra nei suddetti incontri ha subito una sconfitta con più di quattro reti di scarto. I rossoneri di Simonelli, però, non sono i soli a potersi vantare di questo poco invidiabile primato: insieme a loro, infatti, altre sette compagini hanno chiuso uno dei due incontri degli spareggi con lo stesso risultato maturato nell’andata dei play – off di domenica scorsa.

Salvatore Di Somma, da allenatore, ha subito due poker negli spareggi della vecchia serie C, con la Turris prima e la Maceratese poi

Salvatore Di Somma, da allenatore, ha subito due poker negli spareggi della vecchia serie C, con la Turris prima e la Maceratese poi

La prima squadra a subire il poker è stata la Lodigiani negli spareggi per accedere in B della stagione 1993/1994: giustiziere fu la Salernitana, che, dopo l’1-1 dell’andata, chiuse i conti della semifinale grazie alla doppietta di Pisano ed alle marcature di De Silvestro e di Salvatore Fresi, guadagnandosi la finale in gara unica, poi vinta 3-0, contro la Juve Stabia. L’anno dopo, stavolta nei play – out, toccò ad un’altra campana essere protagonista di un 4-0: a subirlo per mano del Casarano, fu la Turris dell’ex allenatore del Sorrento, Salvatore Di Somma, che, nonostante la vittoria per 1-0 dell’andata, retrocedette in C2, salvo poi essere ripescata in estate. Altro poker d’assi, nella gara di ritorno dei play – out del girone B di serie C2 della stagione 2000/2001, è quello targato Faenza, ancora ai danni di una squadra allenata da Salvatore Di Somma, la Maceratese, che all’andata era riuscita a fermare gli uomini di Regno sul risultato di 1-1. Cinque anni più tardi, dopo aver perso per 3-1 in gara 1 dei play – out del girone A di C1, la Sambenedettese ribaltò il risultato con un fragoroso 4-0, in cui fu Docente, autore di una doppietta, il mattatore principe. Ultimo, in ordine di tempo, poker servito nella seconda sfida fu quello maturato tra Crotone e Arezzo nel girone B di Seconda Divisione: tra le mura amiche dello “Scida” gli uomini allenati da Moriero confermarono il 2-1 ottenuto in terra toscana e volarono in finale, poi vinta nella doppia sfida con il Benevento.

Di sfide d’andata terminate quattro reti a zero, come quella tra l’Arzanese ed il Sorrento, sono, invece, solamente due ed in entrambe non è riuscita la “remuntada”. La prima fu quella tra Frosinone ed Albanova, la squadra di Casal di Principe, nella stagione 1997/1998: in Ciocaria finì 4-0, ed al ritorno la squadra del presidente Mario Natale centrò la vittoria, ma con un solo gol di scarto (2-1) e ritornò tra i dilettanti. Quattro reti, dopo averne ricevute altrettante nella prima gara, riuscì a segnarle il Catanzaro nella finale del play – off di Seconda Divisione di tre stagioni fa: in rete andarono, due volte ciascuno, Corapi e Montella, ma la reazione immediata dei romani, a segno con Franchini e Lanteri, spense sul nascere i sogni di gloria della squadra di Auteri, condannata a disputare un ulteriore campionato di Seconda Divisione.

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