Sorrento – Ischia 1-2, Simonelli: “Sconfitta immeritata. Il 4-4-2? Adesso, paga di più”

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Giovanni Simonelli (foto Penna)

Giovanni Simonelli (foto Penna)

Quattro sconfitte di fila sono tante, troppe per poterle reggere tutte insieme. La situazione in casa rossonera sembra degenerare sempre di più di partita in partita. “La squadra è senza personalità, dignità e qualità”, fa notare un cronista appena siede nella sala stampa dello stadio “Italia”, ma per Giovanni Simonelli tali affermazioni non sono veritieri: “E’ un giudizio eccessivo. Credo che la squadra non ha fatto male, soprattutto nel secondo tempo. Il gol annulatoci, poi, ci ha tagliato le gambe e, a dirla tutta, anche il rigore era inesistente nonostante c’è da ammettere che l’errore sia partito da noi”.

“Nel primo tempo la prova non mi è parsa tanto negativa, anche prima che subissimo il primo gol: non abbiamo fatto nulla di trascendentale nella fase offensiva, è vero, ma non abbiamo neanche subito molto. Certo è che dopo tre sconfitte consecutive emotivamente non è semplice giocare in casa. La partita non era semplice, ma la squadra è stata brava nel secondo tempo, rimanendo ordinata e controllando discretamente la partita. Infatti, l’Ischia ha concluso verso la nostra porta pochissime volte, se non addirittura solo in quelle dove abbiamo subito gol”.

“Adesso, comunque, le parole sono relative. La sconfitta è stata determinata da due errori difensivi, che nel computo di una partita ci possono stare. L’Ischia è comunque una squadra in netta ripresa, sicuramente più tranquilla rispetto a noi. La sorte è stata beffarda, anche perché la nostra nel secondo tempo è stata più che sufficiente se paragonata a quella dell’Ischia, che nella ripresa è andata in porta una sola volta, mentre noi oltre una decina. Secondo me, il problema non va ricercato nel metodo di gioco poiché il 3-5-2, fino alla gara contro il Cosenza, era stato un ottimo metodo poiché ci ha permesso di subire sempre pochi tiri in porta ed ha portato anche ordine mentalmente. Ma ciò non toglie che, utilizzando tale modulo, si attacca a fatica. Avere due moduli da alternare è sicuramente un fattore positivo, ma devo ammettere che, in questo momento, il 4-4-2 paga di più, viste le nostre esigenze, anche se poi i fatti dimostrano che abbiamo subito gol anche con questo schema ma abbiamo sicuramente creato più occasioni. Sono convinto che avremmo avuto le stesse difficoltà emotive anche utilizzando il 4-4-2 dall’inizio del match. Infatti è stata più una questione di freno a mano tirato. Siamo arrivati spesso con Canotto a sinistra e Imparato a destra a mettere palle al centro, tutte azioni propedeutiche per un eventuale tiro in porta. Nel secondo tempo, invece con l’ingresso di Innocenti, che ha più esperienza, la situazione è andata via via migliorando”.

“Senza nulla togliere a nessuno, il problema principale è da ricercarsi nell’ambito psicologico. Vi è una sorta di rassegnazione che potremmo paragonare alla “sindrome di Ettore”, che dà tutto nonostante sa che il destino gli è avverso, e ciò è doloroso”.

“A fine gara i tifosi hanno contestato la squadra, allenatore e società. Loro, vedono la partita da un altro punto di vista, non possono mica gioire per tale risultato, però allo stesso tempo non posso neanche affermare che la squadra non si sia impegnata e dato tutto, sarebbe stato antipatico se ci fossero state ammonizioni o caos vari ma ciò che mi lascia l’amaro in bocca, nulla togliendo all’arbitro, sono state alcune sue decisioni, per me, eccessive”.

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