Sorrento – Ischia 1-2, le pagelle: Coppola il migliore, Benci ha (ancora) un gol sulla coscienza

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Ancora una volta un errore di Rocco Benci costa un gol al Sorrento

Ancora una volta un errore di Rocco Benci costa un gol al Sorrento

 

POLIZZI 5: L’uscita bassa con cui prova a chiudere su Cunzi dopo l’assist al bacio di Benci sembra regolare, ma è sicuramente troppo irruenta: l’arbitro, infatti, è tratto in inganno dalla foga dell’intervento, visto che il contatto con il numero dieci ischitano c’è, ma avviene dopo quello con la sfera. Se, comunque, le responsabilità sulla realizzazione dagli undici metri del fantasista di Porta, che lo spiazza con abilità, sono irrisorie, ben più evidenti sono quelle in occasione del gol decisivo targato Spadafora: sul colpo di testa dell’ex Santarcangelo. ha le mani di burro e si lascia trafiggere da una conclusione sì ravvicinata ma sicuramente non irresistibile in quanto a potenza ed angolazione. Conscio dell’errore, a fine gara chiede scusa ai propri sostenitori.

BENCI 4: Ci risiamo: per l’ennesima volta il difensore calabrese incappa in un errore pacchiano, che condanna la sua squadra a subire una rete. Stavolta la frittata la fa con un retropassaggio strozzato che, invece di servire Polizzi, viene intercettato da Cunzi, il quale ringrazia, guadagnandosi e trasformando il rigore dell’1-0. Il peso del “peccato” lo tormenterà per tutto il prosieguo della gara, giocata con la paura di sbagliare di nuovo e, quindi, palesemente non in condizioni ottimale, né per se stesso, né per i compagni. Manco a dirlo, sia a fine primo tempo che al triplice fischio è tra quelli a finire nel bersaglio delle critiche dei tifosi: d’altronde, essendo recidivo, la misura nei suoi confronti è decisamente colma.

Dura quarantacinque minuti la partita di Marco Villagatti, che finisce all'ospedale dopo una gomita ad un fianco

Dura quarantacinque minuti la partita di Marco Villagatti, che finisce all’ospedale dopo una gomita ad un fianco

VILLAGATTI 6: In avvio è messo in difficoltà dalla stazza di Scalzone, un cliente scomodo soprattutto sulle palle aeree, e dallavelocità di Cunzi, che scambia continuamente la posizione con l’attaccante ex Arzanese, ma, dopo il tempo necessario a studiare gli avversari, riesce a prendere loro le adeguate contromisure. Dopo il gol appare nervoso, come dimostra il rimprovero a Pisani, reo di non avergli fornito il giusto appoggio in fase di costruzione. E’ costretto ad alzare bandiera bianca nell’intervallo dopo una gomitata in un fianco che, per il dolore, gli impedisce anche di camminare (dal 1’ s.t. PANTANO 5,5: Lasciato a sorpresa in panchina da Simonelli, che in avvio preferisce schierare Imparato sulla corsia di destra di centrocampo e Canotto, destro naturale, sulla quella mancina, entra a fine intervallo come terzino sinistro, ruolo che, per caratteristiche, gli calza a pennello. Con la squadra proiettata in avanti alla ricerca di ribaltare il risultato, dà un apporto considerevole in fase offensiva, andando, spesso anche bene, al cross con continuità. Qualche responsabilità sul gol del decisivo vantaggio firmato Spadafora però le ha: è dal suo lato che Cunzi, seppur innescato da un’azione di contropiede, ha tutto il tempo per calibrare il cross e pescare sul secondo palo il compagno classe 1994.

PISANI 6: Ha un’unica sbavatura, nella ripresa, quando con un appoggio sbagliato di testa, invece che servire Benci rischia di spianare ancora una volta a Cunzi la via della rete. Uno svarione, veniale solo perché non capitalizzato dall’avversario (grazia anche all’intervento del compagno di reparto) che non macchia una prestazione tutto sommato positiva, visto che, quando viene a mancare il perno Villagatti, è lui a comandare l’intero pacchetto arretrato, mai in difficoltà se non in occasione del gol dell’1-2, quando, comunque, la colpa non è di certo attribuibile a lui.

Mario Coppola è stato il faro del centrocampo rossonero

Mario Coppola è stato il faro del centrocampo rossonero

IMPARATO 6: Encomiabile in fase difensiva, dove da quinto di centrocampo prima, terzino sinistro dopo il vantaggio di Cunzi e definitivamente terzino destro dopo l’intervallo, non soffre mai gli avversari diretti, garantendo un’ottima copertura. Dalla cintola in su, però, il suo apporto è, come ha da tempo ha abituato tutti, sicuramente irrilevante: quando va al cross difetta sempre nella mira, come dimostra il cross poco dopo la mezz’ora del primo tempo che, invece di servire Musetti al centro, finisce per toccare la traversa e finire sul fondo.

COPPOLA 6: Parte, nel centrocampo a tre, con compiti di rottura e finisce, in quello a due al fianco di Danucci, con l’essere l’unico elemento in grado di dare linearità all’azione: soprattutto nel secondo tempo, infatti, le trame di gioco offensive dei rossoneri partono (e bene) tutte dai suoi piedi.

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DANUCCI 5: Il tabellino non tragga in inganno: nonostante metta al segno il suo primo gol in maglia rossonera, non è più il faro del gioco del Sorrento. Già nel primo tempo lascia spesso l’incombenza dell’impostare il gioco al giovanissimo Lalli, così come accade, con Coppola, anche nella ripresa. L’impressione è che lo strappo con la società dopo la querelle dell’ultimo giorno di mercato non sia stato ricucito e che il capitano sia il primo a non spendere il 100% per la fascia che indossa.

LALLI 5,5: La latitanza di capitan Danucci gli impone di prendersi l’onere di far girare il 3-5-2 simonelliano. Compito che porta

Riccardo Innocenti ha sciupato due buone occasioni da gol

Riccardo Innocenti ha sciupato due buone occasioni da gol

avanti con caparbietà ed abnegazione, ma senza dare quel tocco di qualità che nelle precedenti uscite ha dimostrato di possedere. A fine primo tempo è sacrificato con il cambio di modulo anche se il suo piede con la squadra votata all’attacco e due esterni in grado di spingere sarebbe stato sicuramente apprezzato. (dal 1’ s.t. INNOCENTI 5: Come uomo sponda è perfetto, come dimostra la triangolazione che apre la via della rete a Canotto. Peccato che in fase conclusiva sia opaco, visto che si divora due occasioni, la prima sul cross di Maiorino, sul quale, nonostante sia lasciato solo, non trova il bersaglio, e la seconda, più clamorosa, sul pallone vagante dopo il colpo di testa di Musetti respinto da Impagliazzo, in cui conclude a rete in maniera molle e tra le braccia di Mennella”

CANOTTO 6: La storia è sempre la stessa: da esterno di centrocampo a cinque è un uomo regalato agli avversari. Lo dimostra la differenza del rendimento tra il primo tempo, dove oltre un pallone rasoterra con cui serve Coppola, in fase offensiva non riesce a produrre, e il secondo tempo, dove sempre da esterno, ma nel 4-4-2, quindi senza particolari compiti difensivi, già dopo meno di un giro di lancette spacca in due la difesa ischitana e mette i brividi a Mennella, ripetendosi al 21’ dopo la triangolazione con Innocenti. Un segnale chiaro per l’allenatore che per troppo tempo ne ha imbrigliato le potenzialità, mortificando anche le  qualità (dal 37’ s.t. SOUDANT s.v.: Si vede solo per il cross, di ottima fattura, con cui per poco non manda a rete Musetti).

Tanti i dubbi sul gol annullato per fuorigioco a Riccardo Musetti

Tanti i dubbi sul gol annullato per fuorigioco a Riccardo Musetti

MAIORINO 5: Nel primo tempo vive nell’anonimato, anche perché i suoi compagni faticano a creare azioni di gioco in grado di coinvolgerlo. Nella ripresa, quando ritorna al ruolo naturale di esterno, dimostra di avere ancora il passo per mettere a sedere gli avversari anche se, in fase di conclusione, è fin troppo precipitoso, cercando la conclusione, sempre ribattuta, anche da posizioni improbabili, invece di servire compagni meglio appostati.

MUSETTI 5,5: Quasi non tocca un pallone fino al primo rientro negli spogliatoi. Trae, invece, giovamento dall’avanzamento del baricentro di tutta la squadra nei secondi quarantacinque minuti, trovando, però, un Mennella in versione super a dire di no al suo diagonale, la schiena di Impagliazzo come scudo al suo colpo di testa a botta sicura e, soprattutto, la bandierina del guardialinee che, forse ingiustamente, gli annulla il gol che avrebbe portato il Sorrento sul 2-1.

ALL.SIMONELLI 5: Ci è voluto lo schiaffo di Cunzi per fargli capire che con il 3-5-2 la squadra non rende come, invece, ha dimostrato con il 4-4-2. Nella ripresa, grazie soprattutto al mutamento nel sistema di gioco e all’utilizzo di giocatori, come Canotto, liberi da compiti difensivi, la squadra cambia volto e rischia anche di portare a casa i tre punti, prima di capitolare sotto l’unico tiro nello specchio degli uomini di Porta in tutto il secondo tempo. Resta, comunque, che quella con i gialloblu è la quarta sconfitta consecutiva, che allontana ancora di più il sogno della Lega Pro unica. Classifica deficitaria di cui, senza dubbio, ha le sue responsabilità. E che per queste, come a gran voce richiesto dai tifosi, deve pagare.

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