Sorrento, con la capolista Casertana arriva il terzo k.o. di fila

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Ancora evanescente Emanuele Catania

Ancora evanescente Emanuele Catania

Sorrento che ci ricasca. Terzo k.o. consecutivo per la squadra costiero. Classifica horror e solo la matematica a reggere in piedi le chance di salvezza di Danucci e compagni.

Le scelte non tengono conto del manto erboso, a tratti, del “Pinto”: non mette i “pesi massimi” Simonelli, che sceglie il doppio palleggiatore con Catania e Danucci, mentre D’Anna mette cuore e polmoni. Una scelta che non paga, come dimostra il risultato del campo: L’azzardo del doppio playmaker mette a corto di fiato la mediana.

Palla al centro e ritmi che si fanno immediatamente vertiginosi. La Casertana mette sul tavolo la mano forte. Il Sorrento tiene botta, cerca di resistere, ma nell’arco di quattro minuti prima rischia di beccare la rete del vantaggio, poi viene punito da Mancino.  Reduce da due k.o. di fila, la truppa di Simonelli è all’angolo. I falchetti dispongono degli avversari. In mediana Marano comanda le operazioni con piglio e determinazione, Catania resta un ectoplasma e la superiorità, solo numerica in mediana, vola via come la polvere. Senza copertura, la premiata ditta Benci-Pisani-Caldore soffre le pene dell’inferno.

Casertana sempre a ruota libera. Pieno possesso del campo e falchetti pronti al  raddoppio. È sempre un uno due a condannare i rossoneri. Prima Correa centra la traversa su calcio piazzato, poi, sul seguente corner, Marano, appostato al limite, trova il varco giusto. Vane le proteste per un presunto fuorigioco di tre elementi sul tiro del centrocampista: può solo incassare il Sorrento, che messo alle corde, resiste strenuamente come un soldato giapponese nel proprio fortino. I costieri pattinano sul manto del “Pinto” alla pari degli avversari, che hanno, però, maggiore grip e resa.

In un attacco flash alle linee nemiche i costieri accorciano. Missile di Maiorino, Fumagalli si incarta e Musetti batte sul tempo Idda e deposita in rete.

Con l'ingresso di Imparato, il Sorrento è passato al 4-4-2

Con l’ingresso di Imparato, il Sorrento è passato al 4-4-2

Si gioca la carta del 4-4-2 Simonelli in avvio di ripresa. Dentro Imparato, fuori Caldore. La spinta c’è, manca la lucidità. I costieri capiscono che per l’impresa serva tutto: cuore, grinta e gambe. Le mettono in campo in ordine sparso i rossoneri, che spingono sugli esterni e innescano Canotto. Diagonale forte e preciso, Fumagalli chiude il portone. L’arretramento dei falchetti spinge i costieri ad osare. Si danna l’anima Maiorino che viene fuori dalle linee e cerca di inventare. La magia di Cruciani trova il cilindro senza il coniglio, poi Sorrento con Maiorino che tenta di ritrovare il goal di Santa Croce sull’Arno. Squadre lunghe ed emozioni a gogo. Prima Canotto taglia alle spalle della difesa chiamando Fumagalli alla prodezza, poi Mancino si divora la rete della sicurezza.

Prova a giocarsi tutte le carte offensive Simonelli che lancia Soudant. C’è verve, vitale per la truppa rossonera, ma senza il guizzo. È questo quello che manca a Musetti dopo un pregevole stop di destro. Fumagalli in veste di vigile chiama l’alt. Il baricentro dei rossoneri è sempre più alto. Si chiude con un 4-2-4. Le prova in pratica tutte il professore, che non bada alla forma, ma solo alla sostanza. Peso specifico che manca alla fine nel reparto offensivo quando si tenta l’assedio e Conti ordina il serrate le fila.

D’Anna perde la testa, si becca il rosso e lascia i suoi in dieci per pochi istanti prima del triplice fischio. Triplice come la serie di sconfitte consecutive che condanno il Sorrento ad una classifica piangente.

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