Sant’Agnello, col Calpazio i tre punti te li nega l’arbitro

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Il capitano del Sant'Agnello, Luigi Gargiulo, si è visto strozzare in gola l'urlo per il gol da una segnalazione dubbia di fuorigioco

Il capitano del Sant’Agnello, Luigi Gargiulo, si è visto strozzare in gola l’urlo per il gol da una segnalazione dubbia di fuorigioco

E’ un punto amaro quello che il Sant’Agnello raccoglie nella sfida disputata allo stadio “Italia” di Sorrento contro il Calpazio, terminata con il risultato di 0-0.

I ragazzi di Guarracino, vogliosi di riscattare la bruciante sconfitta subita nello scorso turno in casa dell’Angri, hanno disputato, soprattutto nel primo tempo, un’ottima partita, costringendo i salernitani nella propria metà campo fin dai primi giri di lancette, ma hanno trovato un avversario inaspettato sulla strada che portava ai tre punti. Ad impedire, infatti, ai santanellesi di far propria l’intera posta in palio è stata una direzione di gara a dir poco disastrosa della giacchetta nera di turno, il signor Vincenzo Guadagno di Nola, che ha annullato ben quattro realizzazioni dei padroni di casa.

Palesemente in giornata negativa, il direttore di gara nolano è apparso fin da subito inadeguato a dirigere una sfida dall’importanza notevole in chiave salvezza. Segnale della confusione del fischietto napoletano è stato il gol annullato a Macarone dopo appena dieci minuti: rete prima convalidata e poi, dopo le vibranti proteste ospiti per la presunta carica al portiere dell’esterno santanellese, annullata, per il più classico dei dietrofront. Episodio, questo, che non ha scoraggiato gli uomini di Guarracino, scesi sul terreno di gioco con il giusto approccio mentale e, soprattutto, con un equilibrio tattico garantito dall’ottimo lavoro, di contenimento e di appoggio all’unica punta Arcobelli, di tutta la mediana. Ottenuto il predominio nella zona nevralgica del campo, il Sant’Agnello ha sfruttato bene anche le corsie laterali, dove capitan Gargiulo e Macarone, rispettivamente sulle corsie di destra e di sinistra, sono riusciti a garantire il giusto supporto ad Arcobelli.

A rendere vana l’incisività degli avanti del Sant’Agnello, però, oltre all’indecisione del direttore di gara, anche l’occhio male allenato di Medaglia, il secondo assistente, che nel giro di cinque minuti ha sbandierato, male, due volte: prima sulla marcatura di Arcobelli, servito da Gargiulo, e poi su quella dello stesso capitano Gargiulo, partito almeno un metro dietro l’ultimo difensore granata prima del tuffo di testa con cui aveva ribadito in rete il destro di Serrapica infrantosi sulla traversa. Decisioni che hanno lasciato increduli i protagonisti in campo ed i tifosi sugli spalti, cui ha fatto seguito (stavolta correttamente vista l’evidente posizione irregolare) quella di non convalidare il tap – in, ancora di Arcobelli, al quinto della ripresa dopo la sponda aerea di Di Donna sugli sviluppi di un calcio piazzato affidato a Serrapica.

Questioni di centimetri e sviste clamorose della terna arbitrale hanno, di fatto, vanificato gli sforzi biancoazzurri, aiutati vistosamente anche dall’inconsistenza dell’undici avversario, apparso mai realmente in partita e, soprattutto, con le idee poco chiare dalla cintola in su. Motivo per cui, per il pacchetto arretrato guidato dal granitico Di Donna, è stato un pomeriggio di quasi ordinaria amministrazione.

Nonostante la rabbia per essersi visti scippare due punti dalla terna arbitrale, il Sant’Agnello può, comunque, sorridere: lo spirito, l’agonismo, la determinazione e, soprattutto, la qualità del gioco espresso sono fattori che, se custoditi, condurranno la banda del presidente Alberto Negri all’obiettivo della permanenza in Eccellenza.

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