Sorrento – Aversa Normanna 0-1, le pagelle: per Catania e Danucci è la peggior partita in rossonero

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Andrea Pisani

Andrea Pisani

POLIZZI 6: Resta di sasso al cospetto del capolavoro di Orlando sul quale, obiettivamente, nulla avrebbe potuto neanche il miglior portiere del mondo. Al di là del gol incassato, rimane sempre attento e concentrato, facendosi trovare pronto sul diagonale dell’ex Paganese sul finire della prima frazione e opponendosi d’istinto su un colpo di testa di Galizia nel secondo tempo.

PISANI 6: E’ uno dei pochi a non naufragare insieme alla barcone rossonero. Non  è che eccella, ma, rispetto ai compagni, almeno non dimostra confusione e mancanza di determinazione: la sua abnegazione, infatti, gli consente di disputare una prestazione attenta e senza sbavature, nella quale controlla senza patemi gli attacchi di Galizia.

VILLAGATTI 5,5: Ha solamente un’indecisione, ma è fatale: sulla sponda aerea di Comini, concede ad Orlando quel metro che gli consente di coordinarsi e trovare il gol della domenica. Nel prosieguo della gara, a parte qualche fisiologica mancanza nel duello con la punta normanna, gioca con la consueta padronanza, partecipando, nel ruolo di attaccante aggiunto, all’infruttuoso assedio dei sette minuti di recupero.

CALDORE 5: Scende in campo con troppa insicurezza, come dimostra il retropassaggio killer in apertura della seconda frazione di gioco e le evidenti indecisioni sui raddoppi allo scatenato Comini, che, soprattutto in avvio, è una fastidiosa spina nel fianco sinistro della retroguardia costiera.

Emanuele D'Anna

Emanuele D’Anna

D’ANNA 4,5: Da esterno destro nel primo tempo, e sinistro nel secondo, non riesce mai a rendersi utile alla causa, complice anche una condizione fisica non eccellente. Nel finale, inoltre, è palesemente in debito di ossigeno, il che, unito allo stravolgimento della posizione, non gli consente di esprimersi sui livelli d’intensità e di qualità che ha mostrato nelle prime uscite in rossonero.

COPPOLA 5: Si sbatte tanto, ma senza costrutto. Il suo apporto alla manovra è qualitativamente scadente, come dimostrano i tanti appoggi errati in fase di costruzione (dal 26′ s.t. LETTIERI 6: Entra e si danna l’anima, con l’intenzione di dimostrare che non merita il ruolo di panchinaro a cui è relegato. La sua caparbietà è premiata quando riesce a rubare un pallone destinato a finire sul fondo, senza, però, riuscire a recapitarli sui piedi di un compagno).

Ciro Danucci

Ciro Danucci

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DANUCCI 4: Di gran lunga è la peggior partita da quando porta i galloni di capitano dei costieri. Sbaglia, infatti, anche i passaggi più semplici, rischiando più di una volta di innescare pericolose ripartenze degli ospiti. La sensazione è che gli strascichi dell’ultimo giorno di mercato, in cui è stato messo quasi alla porta dalla società dopo l’offerta del Real Vicenza, abbiano scalfito il suo morale, condizionandone anche la prestazione (dal 13′ s.t. LALLI 6,5: Vederlo giocare è un piacere: testa alta e piedi buoni, nonostante lo squallore generale che lo circonda, riesce a dare le giuste geometrie alla manovra).

CATANIA 4: Anche per lui è la partita più brutta da quando veste il rossonero. Da interno di centrocampo sembra, infatti, un pesce fuor d’acqua. A tratti, poi, è irritante per la superficialità delle giocate, la maggior parte delle quali inconcludenti e sicuramente non all’altezza di un calciatore dal quale tutti si attendono il guizzo che cambi il match.

PANTANO 4: Praticamente, non è mai sceso in campo. Per tutto il tempo in cui rimane sul rettangolo verde sembra addormentato, come fosse vittima di un misterioso sortilegio. Per di più ha gravi responsabilità sul gol di Orlando, perché lascia saltare Comini quasi indisturbato, permettendo all’esterno casertano di piazzare l’assist vincente. (dal 1’s.t.: CANOTTO 5: Non riesce a trasformare in fatti la voglia che ha di dimostrare di poter essere utile a questa squadra. Un po’ per il ruolo in cui è chiamato a giostrare e un po’ per gli spazi risicate che la difesa granata concede, sfonda poco e con lucidità insufficiente).

Luigi Canotto

Luigi Canotto

MAIORINO 5: Nel ruolo in cui è impiegato è troppo semplice limitarne il raggio d’azione: l’ha capito anche Di Costanzo che, infatti, gli sguinzaglia Prevete alle calcagna, ordinandogli di seguirlo fin dentro gli spogliatoi. La marcatura asfissiante riservatagli lo infastidisce a tal punto che lo si vede perdere anche i palloni più semplici da addomesticare. L’unico acuto è una botta dalla lunetta nella ripresa, ma il tiro è centrale e trova la pronta risposta di D’Ambrosio.

MUSETTI 4,5: In avvio ha due buone occasioni: nella prima chiude male il diagonale da ottima posizione, nella seconda, invece, è egoista, preferendo, in una situazione di due contro due, andare a sbattere contro Porcaro invece di servire il meglio appostato Maiorino. Successivamente, sparisce dal match, anche perché ben controllato dai due centrali ospiti.

ALL.SIMONELLI 4: Tralasciamo volutamente gli aspetti tecnico – tattici su cui sarebbero molte le osservazioni da fare, e ci soffermiamo sull’atteggiamento mentale, a lui tanto caro. Ebbene, è palese come la sua squadra abbia toppato clamorosamente la partita, dimostrando scarsa voglia e poca determinazione. E quando mancano queste componenti, come da lui stesso riconosciuto in sala stampa, il responsabile non può che essere l’allenatore.

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