Sorrento: Dati alla mano si subisce meno

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Difesa del Sorrento che subisce meno e mette in mostra un Villagatti (foto Penna) più autoritario

Difesa del Sorrento che subisce meno e mette in mostra un Villagatti (foto Penna) più autoritario

Era tornato a Sorrento lo scorso 26 novembre.
Dopo due anni, l’amarezza dell’ennesimo spareggio perso contro il Verona e la voglia di rimettersi in gioco Gianni Simonelli.
Dopo cinque gare, la pausa natalizia, il Sorrento non ha cambiato posizione in classifica. Terzultimo era, terzultimo resta.
Qualche cosa, però, è cambiata nei rossoneri. La squadra garibaldina di inizio campionato non c’è più. Maggiore oculatezza nella gestione della palla, meno frenesia, ma più praticità.
Un Sorrento che non sciorina calcio 2.0, ma bada al sodo come deve accadere a chi ha la assoluta necessità di fare punti.
Si parte dal classico “non prenderle”. Il professore di Saviano sa bene che la politica dei piccoli passi è necessaria per far aumentare l’autostima e mettere fieno in cascina, alias punti in classifica.
A segnare le ultime reti ai costieri è stato il Castel Rigone di Luca Fusi.
A punire Miranda fu Agostinelli. Poi la pausa, il mercato e la rinascita 2014 dei costieri.
Il Sorrento nelle ultime due uscite è rimasto con la porta immacolata. Polizzi con Lamezia e Aprilia ha impresso un nuovo piccolo record. Il precedente era targato sempre Polizzi dopo Arzanese e Gavorrano.
Rossoneri che viaggiano in perfetto equilibrio nel corso Simonelli tra reti segnate e subite. 0.8 in entrambe le graduatorie statistiche alla mano. 4 reti fatte e 4 subite dal ritorno dell’allenatore partenopeo.
E’ una sorta di San Michele il professore di Saviano. L’equilibrio è sempre quello che cerca nella propria squadra proprio come il santo patrono di Piano di Sorrento.

Tra espulsioni e squalifiche Simonelli ha fatto ruotare tutti gli uomini a sua disposizione. Il meno utilizzato, Coulibaly, ha cambiato aria.
A comandare la difesa è Marco Villagatti. Nulla di nuovo per chi ha visto il Sorrento di Chiappino, la novità sta nella trasformazione del giocatore ancora più autoritario e determinato. Il traino per i giovani compagni di reparto che scendono in campo spesso e volentieri complice la trasformazione in “toro” di Pisani che vede rosso con costanza.
Benci, Caldore e proprio l’ex Portogruaro hanno raggiunto quota tre presenze con Simonelli. La quadratura del cerchio tarda ad arrivare, ma l’abbattimento della media di un goal e mezzo a gara con Chiappino è servito seppur in sole 5 gare.

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