Sorrento – Aprilia 1-0, le pagelle: Maiorino segna e crea pericoli, Polizzi salva il risultato

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Polizzi

Polizzi

POLIZZI 6,5: E’ formidabile e fondamentale su Montella, a tre minuti dal novantesimo, quando devia in angolo il diagonale, destinato a rete, del capitano laziale. Una parata che, a conti fatti, vale due punti e cancella qualche indecisione palesata nel corso del match: tra queste, poteva costar molto cara l’uscita a vuoto ad inizio ripresa sul cross di Mazzarani, su cui Barbuti non è preciso nella conclusione.

IMPARATO 5,5: Piazzato sul centro – destra della difesa a causa delle squalifiche di Benci e Pisani che costringono Simonelli a rivoluzionare, negli uomini, tutto il reparto, mostra impegno e lucidità per gran parte della partita, favorito anche dalla cattiva luna degli attaccanti di Paolucci, il suo dirimpettaio Ferrara in primis. Nonostante il pomeriggio tutto sommato tranquillo, trova il tempo per incartarsi in un paio di circostanze, rischiando di mettere nelle condizioni le punte avversarie di svegliarsi dal letargo. Leggerezze veniali commesse dai suoi compagni, in passato sono costate punti preziosi al Sorrento. E, per questo, non vanno assolutamente mai più ripetute.

VILLAGATTI 6: Qualche passaggio a vuoto (è a lui che Montella ruba quel metro che gli consente d’involarsi dalle parti di Polizzi nel finale) lo accusa anche lui, ma nel complesso si erge dignitosamente come baluardo della porta difesa dall’estremo difensore siciliano. La sua marcatura asfissiante su Barbuti e, soprattutto, i duelli aerei che ingaggia con la punta ex Barletta confermano che resta lui, senza se e senza mai, il padrone dei “piani alti”.

Marco Caldore

Marco Caldore

CALDORE 6: Ripescato dalla naftalina dopo un periodo passato più in panchina che sul rettangolo verde, si fa notare per l’estrema concretezza dei suoi interventi: in corso d’opera, infatti, gli capita di entrare sul pallone in ogni modo (e quasi sempre con risultati positivi), finanche di schiena. In più, nei momenti caldi, dimostra di badare al sodo come pochi. Per la serie: meglio un pallone spedito nell’adiacente chiesa della Rotonda che un potenziale pericolo per la porta.

CANOTTO 6: Se i calciatori fossero dotati di uno strumento in grado di tracciare il percorso svolto, lui sarebbe quello che, per distacco, batterebbe tutti gli altri in quanto a chilometri macinati: dalla difesa fino all’attacco, la corsia destra la ara che è un piacere. Peccato che (è questo lo ricordiamo da quando Simonelli l’ha piazzato in questo ruolo) da quinto di centrocampo il suo potenziale offensivo sia calato drasticamente: in area di rigore, infatti, dopo una corsa di trenta e rotti metri è normale arrivi a corto di fiato e, conseguentemente, poco lucido.

D’ANNA 6: All’esordio, un po’ perché a corto di fiato (e, quindi, impossibilitato a giocare da esterno destro, la sua posizione naturale) e un po’ perché Simonelli sembra godere a cambiare ruolo ai giocatori, agisce da interno destro, trovandosi a lottare pallone su pallone con i dirimpettai laziali. Compito che, soprattutto nella fase iniziale e finchè le gambe glielo consentono, svolge che è un piacere, dimostrando quell’abnegazione e quello spirito di sacrificio per il collettivo che è sempre una gioia vedere. Col passare dei minuti, i sette mesi e mezzo senza partite ufficiali cominciano a farsi sentire ed il rendimento, ovviamente cala senza, però, che la concentrazione e il grado di attenzione scemino. (dal 36’ s.t. LETTIERI s.v.: Gioca poco più di dieci minuti, ma riesce comunque a far sentire il fiato sul collo ai portatori di palla avversari nel momento in cui cercando lo sterile arrembaggio finale).

Emanuele Catania

Emanuele Catania

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CATANIA 6: Anche lui è fuori ruolo, vista l’assenza, per squalifica, di capitan Danucci. Nonostante ciò, nel traffico di centrocampo sembra inizialmente a suo agio, soprattutto quando si tratta di accendere, alternativamente, gli esterni: la qualità del suo piede, d’altronde, non è mai stata in discussione. L’ottimo impatto che ha con la partita è dimostrato anche dal recupero palla e relativo servizio vincente a Maiorino in occasione del gol partita, in cui dimostra un mix di tenacia ed astuzia vincente. Nella ripresa, però, comincia a soffrire: quando l’Aprilia comincia ad alzare il baricentro, il primo ad essere braccato è lui e, senza conoscere le contromisure dei mestieranti, finisce col farsi risucchiare troppo spesso nell’imbuto di Corsi e Rante.

COPPOLA 6: Senza Lettieri, se non altro perché è il più giovane del lotto dei centrali di centrocampo, tocca a lui randellare. Compito che svolge con acume e intelligenza, attaccandosi alle caviglie di Amadio al fine di impedirgli un giro palla pulito. In fase di possesso è sempre presente nel vivo dell’azione, fornendo un’utile canale di sbocco a Catania nei momenti di difficoltà.

PANTANO 6: Pensa più a difendere che ad attaccare, così come ci si aspetta da un terzino impiegato a centrocampo. La sua partita, giocata, quindi, prevalentemente dalla cintola in giù è attenta e senza sbavature. In più, in un paio di occasioni, chiude anche bene la diagonale, evitando che tagli di campo degli avversari si trasformano in brividi.

Riccardo Innocenti

Riccardo Innocenti

MAIORINO 6,5: Alla prima occasione utile, approfitta di un chiaro errore di posizionamento della difesa laziale e, con un killer instinct fenomenale, di prima intenzione fredda Ragni. Successivamente, però, ha altre tre palle gol limpide che non sfrutta: sulla prima, un quarto d’ora dopo il gol, è prodigioso l’intervento dell’estremo difensore ospite. Sulle altre due, entrambe nella ripresa, non approfitta dei regali concessi dalla linea altissima dei difensori laziali spedendo prima a lato e poi alto sulla trasversale. Tutte queste occasioni, qualora ce ne fosse la necessità, confermano che, nonostante da seconda punta non abbia più lo spazio per le sue proverbiali sgroppate, resta lui l’uomo più pericoloso dei rossoneri. (dal 41’ s.t. MUSETTI s.v.: Il fatto che sia tornato abile ed arruolabile non può che essere accolto con gioia dai fedelissimi rossoneri: per rimanere nella Lega Pro unica il Sorrento ha bisogno anche dei suoi goal).

INNOCENTI 6: A parte un colpo di testa su angolo di Maiorino che Ragni devia in angolo, non conclude mai con pericolosità verso la porta avversaria. Ma è di un’utilità pazzesca alla manovra, perché spalle alla porta smista, di testa o di piede, palloni su palloni senza che i due difensori centrale dell’Aprilia riescano nemmeno a vederlo. Come se non bastasse, nei pochi momento di pressing degli uomini di Paolucci, riesce con estrema facilità a far salire e respirare la squadra, proteggendo la sfera e procurandosi calci di punizione a ripetizione. (dal 43’ s.t. COULIBALY s.v.: Lo stop all’ingaggio di D’Orsi ha fatto slittare anche il suo addio. Appena l’arrivo del nuovo centrale verrà formalizzato, tornerà, infatti, alla casa madre Chievo per essere, poi, mandato a maturare in altri lidi).

ALL.SIMONELLI 6: Le perplessità sul modulo, sul posizionamento di alcuni elementi e sulla scarsa qualità di gioco che la squadra esprime restano, ma, stavolta, la conquista dei tre punti gli dà ragione e fa passare tutto in secondo piano. Adesso, però, sta a lui dimostrare che non si è trattato solo di un caso: la strada per la salvezza rimane lunga e tortuosa ed il Sorrento ha bisogno della giusta scossa. Che, volente o nolente e in un modo o nell’altro, deve arrivare dalla panchina.

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