Sorrento – Castel Rigone 0-1, le pagelle: Improta non fa la punta, Canotto come Eto’o

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Marcos Miranda

Marcos Miranda

MIRANDA 5: A parte le rimesse dal fondo e, forse, giusto un paio di uscite sui cross sbilenchi che arrivano dagli esterni umbri, la sua presenza la si nota solo ad inizio partita, quando ci sono da scegliere i pali da difendere. Il problema è che non lo si vede neanche quando Agostinelli deposita in rete, dopo un flipper ai limiti del comico con Imparato, il pallone di Ubaldi. Pallone su cui, per motivi inspiegabili, si getta in tuffo con un ritardo palese: un’uscita che, a posteriori e forse anche a priori, poteva tranquillamente risparmiarsi.

BENCI 6: Contro il Messina fu il direttore di gara a ricacciargli in gola l’esultanza per la sforbiciata con cui fulminò Lagomarsini. Quindici giorni dopo, invece, è Improta a metterglisi di traverso, rimpallando sullo stinco la sua “frontata” che, con molta probabilità, avrebbe permesso al pallone di finire la sua corsa dritta nel sacco. Bomber instinct a parte, dietro soffre il minimo sindacale senza mai sbavare.

VILLAGATTI 5,5: In occasione del gol chiude in ritardo su Redi che, in piena area di rigore, ha tutto il tempo di stoppare e inventare la giocata che l’asse Ubaldi – Agostinelli, in versione re Mida, trasforma nei tre punti. La macchia, unica di una partita in cui si “diverte” a fare spalla a spalla con Agostinelli, è pesante e solamente un buon lavaggio può mandare via.

PISANI 5: Si fa irretire anche lui da Redi, uscendo in ritardo sul suo appoggio e lasciando scoperta la marcatura di Agostinelli che ringrazia a nome di tutta Castel Rigone e dintorni.

IMPARATO 5: Diciamolo chiaramente: non ha il passo (né tantomeno la qualità) per fare la doppia fase. Infatti, dalla cintola in su, quando riesce ad arrivare sul fondo spesso (troppo) non ha precisione nel cross ed in fase di ripiegamento, proprio perché costretto a fare da stantuffo, non ha la lucidità per difendere al meglio. Ancora peggio, se possibile, quando viene spostato a sinistra: in palese difficoltà a giocare col piede opposto, preferisce non proporsi più piuttosto che esporsi a possibili figuracce (dal 33’ s.t. PANTANO s.v.: Entra giusto perché Simonelli si accorge che un mancino sulla corsia sinistra rende meglio di un destro adattato. Ma, comunque, non lascia il segno).

Raffaele Imparato

Raffaele Imparato

COPPOLA 6: Emerge nel grigiore generale, andando alla conclusione per ben tre volte e dimostrando ottima scelta nei tempi d’inserimento. Un velo pietoso sarebbe da stendere sulla gestione del pallone, soprattutto quando s’intestardisce nel servire per via aerea invece che rasoterra i compagni. Ma, almeno per questo match, sorvoliamo e, con evidente difficoltà, gli assegniamo la palma di meno peggio della squadra.

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DANUCCI 5: Col capitano, invece, stavolta non possiamo essere magnanimi. Perché perde il duello col “nonnetto” Coresi, che va al doppio della sua velocità. E già questo è tutto un dire. E soprattutto perché si appiattisce ancor prima che la gara inizi, senza mai provare a tirare fuori il coniglio dal cilindro limitandosi a girare la sfera come in un “torello” d’allenamento.

MARGARITA 5: A tratti fa tenerezza, perché s’impegna per far sì che i suoi limiti non vengano ancor di più evidenziati. L’abnegazione che ci mette però non può far passare dalla mente il suo passo quasi pachidermico e, soprattutto, quel sinistro sparato in curva Nord ad inizio primo tempo che, un po’, è lo specchio del suo perenne “vorrei ma non posso” (dal 28’ s.t. LALLI 5,5: Porta un po’ di qualità in mezzo al campo, ma ad essa non accoppia né incisività né personalità. Il che è come dire che, a conti fatti, il suo apporto è indifferente).

Luigi Canotto

Luigi Canotto

CANOTTO 6: Chiamatelo pure, senza paura di essere smentiti, il novello Samuel Eto’o. Il motivo è presto detto: come il camerunense sotto la guida dello “Special One” Mourinho, anche i rossoneri hanno il loro attaccante che fa il terzino. Con Ubaldi che dal suo lato spinge come un dannato, nel primo tempo quello che fino a poco tempo fa era il calciatore con la miglior media realizzativa, finisce a fare il quinto di difesa, con buona pace di chi era abituato a rimanere sbalordito di fronte alle sue cavalcate. Costretto, nella migliore delle ipotesi, a partire da una distanza di 40 metri dalla porta avversaria, è normale che arrivi spompato e senza idee nella zona rossa. Ma, nonostante ciò, trova tempo e, soprattutto, fiato per impensierire Franzese in almeno due occasioni.

MAIORINO 5,5: Eccone un altro che, nel nuovo ruolo ritagliatogli dal prof, non riesce a cavare più nemmeno un ragno dal buco. Costretto a gravitare alle spalle di Improta, partendo da posizione centrale non ha lo spazio per mettere in mostra il suo estro, stretto com’è dalla gabbia che centrali di centrocampo e difensivi gli costruiscano attorno. Non è un caso, quindi, che le poche volte in cui arrivi al tiro e, in generale, si renda pericoloso è quando “disobbedisce” all’allenatore e parte dall’esterno.

IMPROTA 4: Se il gioco del calcio premiasse anche chi sul rettangolo verde si batte e si danna l’anima, lui sarebbe il candidato al “Cuore d’oro”. Peccato, però, che nel calcio vince chi la butta dentro di più, un compito che tocca proprio a chi, come lui, di mestiere fa la punta. Invece, anche contro il Castel Rigone, dimostra che, almeno in questo periodo, questo ruolo non gli calza più a pennello: tant’è che sbaglia da cinque metri tirando addosso al portiere avversario e, come se non bastasse, si traveste da difensore togliendo dalla porta il colpo di testa di Benci. (dal 7’ s.t. CHINELLATO 5: Qualche sponda la fa, ma il problema è che in quaranta minuti abbondanti non prova neanche per sbaglio a concludere almeno verso la porta).

ALL.SIMONELLI 5: L’involuzione è chiara: se con il predecessore Chiappino il Sorrento perdeva ma, almeno, provava a giocare, con lui alla guida i rossoneri escono sempre sconfitti ma con l’aggravante di essere brutto a guardare. Tutto questo perché s’è intestardito con un modulo che la squadra non ha gli interpreti per fare e che mortifica le poche qualità (leggasi Maiorino e Canotto) che nel passato avevano risolto parecchi problemi.

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error: Stai cercando di copiare il testo di questo articolo? Ovviamente non hai il permesso per farlo, ma ti ritieni un grande giornalista... in fondo pensi di cambiare qualche parola, di toglierne qualche altra ed hai risolto. Appartieni anche tu a qualche importantissima testata locale che fa centinaia di visite sulla pelle di chi lavora? Magari vieni anche pagato, complimenti!!! Sei proprio un furbacchione tu ed il tuo direttore che te lo permette, abbiamo fatto in modo di renderti il lavoro un po\\\' arduo, abbiamo deciso di farti applicare 1 minuto in più per copiare!!!