Sorrento, Lettieri: “Con Simonelli è cambiata la mentalità. Col Castel Rigone niente assillo ai tre punti”

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Manuel Lettieri

Manuel Lettieri

“Non è vero che il mister è poco incline ad utilizzare i giovani: dal primo giorno in cui si è insediato sulla panchina continua a dire che lui non guarda alla carta d’identità, ma alla qualità del calciatore”. Schietto e sincero, il centrocampista Manuel Lettieri con le sue parole sfata il mito che vuole Giovanni Simonelli essere un tecnico restio ad affidarsi ai calciatori in erba, preferendo puntare su elementi più navigati e dal curriculum “pesante”. Una caratteristica, quella dell’allenatore di Saviano, che aveva fatto storcere il naso a tifosi ed addetti ai lavori, considerato, soprattutto, il numero degli “sbarbatelli” che compongono la rosa costiera: “E’ cambiato poco o nulla rispetto al periodo in cui eravamo allenati da mister Chiappino, il cui esonero ancora mi provoca dispiacere, soprattutto perché il suo allontanamento è una sconfitta di tutto il gruppo. – ammette il centrocampista classe 1994. – Anche analizzando l’aspetto tattico, dal mio punto di vista le differenze sono minime. Nonostante con l’avvento di Simonelli il modulo sia mutato dal 4-3-3 al 3-5-2, il mio ruolo, e con esso i movimenti in campo, sono rimasti gli stessi, anche se, con quest’impostazione tattica, ho maggiori possibilità di propormi: il mister, infatti, vuole che attacchiamo lo spazio con continuità per portare quanti più uomini possibile in area di rigore”.

Gli inserimenti di Lettieri, così come quelli degli altri centrocampisti e, in generale, l’apporto degli attaccanti sono stati, però, sterili nella gara pareggiata a reti bianche contro il Melfi. Uno 0-0 che, visti i pericoli scampati nella ripresa, quando i gialloverdi hanno attaccato con continuità e pericolosità, va accolto come oro colato: “Il pareggio di Melfi lascia il bicchiere sicuramente mezzo pieno – conferma il giovane ex Nocerina. –  L’”Arturo Valerio”, infatti, è un campo difficile ed essere riusciti ad uscirne con un punto è importante, soprattutto perché la settimana prima era arrivato lo stop casalingo con il Messina”. Qualcosa, però, non ha funzionato nei secondi quarantacinque minuti di gioco: “Il problema è nato quando è subentrata un pò di paura di perdere la partita: nel primo tempo, infatti, abbiamo creato un discreto numero di occasioni per andare in vantaggio ma non siamo stati pronti a sfruttarle. Nel secondo tempo, invece, complice anche la stanchezza e la pressione avversaria, abbiamo abbassato il baricentro, riuscendo, però a difenderci con ordine. Ecco, se c’è qualcosa differenza con il cambio di allenatore è proprio la mentalità: in campo scendiamo sempre per vincere, ma a partita in corso stiamo imparando anche a gestirci.”.

Insomma, a voler cercare il pelo nell’uovo, con il ritorno in panchina dell’ex tecnico del Benevento la squadra, complice anche la classifica, ha perso l’atteggiamento sbarazzino che aveva caratterizzato la gestione di Chiappino e sta cominciando ad accontentarsi anche del punticino. Un “modus operandi” che, se nel breve può portare qualche beneficio, a lungo termine richiede qualche correttivo perché, per raggiungere l’obiettivo della Lega Pro unica, il Sorrento deve, per forza di cose, imporre sempre e comunque il proprio gioco. Lettieri, però, non la pensa così e in vista della gara con il Castel Rigone di Luca Fusi predica calma: “Non dobbiamo entrare in campo con l’assillo della vittoria, altrimenti rischieremo di perdere – chiude Lettieri. – Bisognerà mantenere sempre l’attenzione e la concentrazione giusta, poi il risultato sarà una conseguenza di ciò. Col Castel Rigone sarà una partita difficile: gli umbri, infatti, viaggiano con il morale alle stelle dopo aver centrato tre vittorie consecutive ed essersi rialzati in classifica. Noi, però, ci teniamo a far bene davanti ai nostri tifosi”.

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