Tre sberle del Messina per il risveglio del Sorrento

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Silvestri batte Polizzi per lo 0-1 (foto Penna)

Silvestri batte Polizzi per lo 0-1 (foto Penna)

Involuto, pesante e spaesato.
Come se giocasse in trasferta il Sorrento perde la sesta sfida interna della stagione.
Aveva il compito di dare continuità, ma ci ricasca la truppa costiera.
All’Italia passa il Messina che passeggia con determinazione feroce su quella che era parsa una squadra al Masini di Santa Croce sull’Arno.
Il Sorrento si scopre vulnerabile in difesa, abulico in mediana, senza sprint in attacco. Imparato a sinistra è un’invenzione che non paga, Margarita a dettar tempi un regista classico in un horror, mentre Improta è una forma fisica di un ectoplasma.
In pratica pecca al centro sulle fasce ed in avanti la truppa di Simonelli che rialza l’età media sedendo Caldore in panchina e preferendogli l’ex Paganese.
Il ko è frutto di 300 secondi di ordinaria follia. Un solo angolo basta ai peloritani per rompere la resistenza di Polizzi, poi la saga degli orrori si apre con Margarita che perde palla e dà il là alla ripartenza del Messina.
Ko tecnico in poco più di 15 minuti.
La paura che doveva avere il Messina la ha il Sorrento. La perde prima nella testa e poi nella prestazione la sfida l’undici costiero che, quando accelera, spedisce nella propria metà campo i giallo rossi in chiusura di tempo dilapidando tre palle goal e 7 angoli.
Il triplice fischio spezza il ritmo.
Alla ripresa dentro Musetti, fuori Margarita. La pressione aumenta come quella di un pneumatico gonfiato stile palloncino. Ospiti che arrancano stringono i denti spazzano tutto quello che capita a tiro, ma sono puniti da Maiorino su rigore.
Trovata la rete l’entusiasmo spinge in avanti la Simonelli’s band. Nel primo affondo Pisani decide che protestare è un giusto viatico per raggiungere gli spogliatoi, Bellotti lo accontenta e gli mostra il rosso dopo un fallo veniale.
Ennesimo ko tecnico che il Sorrento si autoinfligge.
Corona ringrazia e nella prima chance parla alla palla, paroli dolci ed amorevoli come il tocco di destro con cui manda la sfera a spegnersi all’incrocio.
Titoli di coda e vittoria che ormai in casa è un lontano ricordo.

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