L’angolo del dottore: Perché fare sport

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nuotoL’ISS (Istituto Superiore di Sanità)ha recentemente pubblicato un articolo sugli effetti benefici dell’attività fisica sulla salute e sulla qualità della vita, affermando a gran voce che l’organismo umano non è nato per l’inattività: la scarsa attività fisica è implicata nell’insorgenza di alcuni tra i disturbi e le malattie oggi più frequenti: diabete di tipo 2, malattie cardiocircolatori (infarto, miocardico, ictus, insufficienza cardiaca),obesità.

Perché fare sport: – La bibliografia scientifica vanta innumerevoli studi che pongono l’accento sulle capacità dell’attività fisica di:

1 -migliorare la tolleranza al glucosio riducendo il rischio di ammalarsi di diabete di tipo 2; 2-prevenire l’ipercolesterolemia e l’ipertensione diminuendo i livelli della pressione arteriosa e del colesterolo; 3-decrementare il rischio di sviluppo di malattie cardiache e di diversi tumori;4-ridurre il rischio di morte prematura, in particolare quella causata da infarto e altre malattie cardiache;5-prevenire l’osteoporosi e il rischio di fratture, ma anche i disturbi muscolo-scheletrici (per esempio il mal di schiena);6-ridurre i sintomi di ansia, stress e depressione e prevenire, specialmente tra i bambini e i giovani, i comportamenti a rischio come l’uso di tabacco, alcol, diete non sane e atteggiamenti violenti; 7-promuovere il benessere psicologico attraverso lo sviluppo dell’autostima, dell’autonomia,facilitando inoltre la gestione dell’ansia e delle situazioni stressanti.

Ciò su cui invece ci si concentra meno sono tutte quelle situazioni e condizioni in cui lo sport può fare male.
Lo sportivo agonista,ma, soprattutto e non troppo paradossalmente, lo sportivo amatoriale, talvolta richiede al proprio corpo sforzi troppo importanti, portandolo all’overstress con i classici infortuni su tendini,borse o microlesioni ossee (l’appassionato di tennis che gioca nonostante l’epicondilite) o ancora chiedendo al proprio corpo virtuosismi atletici per i quali esso non è pronto, esitando quindi il lesioni muscolari, che vanno dalla semplice elongazione allo strappo (il quarantenne che dopo una giornata di lavoro va a giocare la partita di calcetto con gli amici senza riscaldarsi). Un altro errore che si può compiere è quello di non lasciare al corpo i tempi di recupero necessari,allenandosi con una intensità eccessiva(l’iscrizione pentasettimanale in palestra) che può comportare degenerazioni articolari e cartilaginee e soprattutto una sorta di “schiavitù” dalle cotecolamine (l’adrenalina, la noradrenalina e la dopamina, tre sostanze che aumentano la soglia del dolore e danno una sensazione di benessere). Ci sono infine situazioni in cui si sbaglia a priori nella scelta dello sport, perchè la propria struttura fisica non permette in assoluto di realizzare performance senza danno.Lo sport dunque, diversamente da quanto si pensi e ugualmente a ciascun altro piacere della vita, va praticato nella giusta misura, rivelandosi, spesso,potenzialmente dannoso.

Comunque Ciascuna di queste condizioni trova il suo luogo di guarigione, recupero funzionale e counselling nello studio del fisioterapista,il quale quotidianamente si relaziona con problematiche di questo tipo per tentare di risolverle.

Giancarlo Colonna
Fisioterapista

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