Sorrento, Simonelli: “Non ho niente da farmi perdonare. Tifosi? Non mi interessa riconquistarli”

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Giovanni Simonelli durante la conferenza stampa di presentazione (foto Antonio Abbate)

Giovanni Simonelli durante la conferenza stampa di presentazione (foto Antonio Abbate)

“Sia chiaro, io non devo farmi perdonare nulla”. Con sguardo torvo e minaccioso, Giovanni Simonelli chiude a quel passato che in sella al Sorrento dei vari Paulinho, Togni ed Erpen l’ha visto perdere, per la quinta volta in carriera, i play-off nella semifinale contro il Verona di Andrea Mandorlini: “Non mi sento assolutamente responsabile per quella doppia sfida – aggiunge l’allenatore di Saviano. – Basta pensare che di quel Verona ci sono alcuni elementi che tutt’ora giocano in serie A, mentre della mia ex squadra, considerato che Paulinho era fuori per infortunio, non ce n’è nessuno. Anzi, se non ci fossi stato io credo che quella squadra avrebbe avuto molte difficoltà ad arrivare a quel traguardo. Insomma, mi riconosco grande merito e penso di aver dato tantissimo al Sorrento”.

Freddo e gelido come una lastra di marmo, Simonelli è visibilmente non più a suo agio davanti ai microfoni ed ai taccuini: “Sono stato, per mia scelta, due anni senza allenare, quindi mi ero quasi abituato alla mia tranquilla vita familiare e, per questo motivo, non mi sono più interessato al campionato ed, infatti, attualmente, non ne saprei parlare. Poi è arrivata la chiamata del Sorrento ed ho ritenuto opportuno accettarla”.

Sulle motivazioni che l’hanno spinto a cedere al corteggiamento insistente dell’amministratore Francesco D’Angelo, Simonelli resta sul vago. Punta, invece, tutto sulla componente mentale: “Le motivazioni saranno sicuramente importanti. Io penso di essere motivato, ma può darsi anche mi passi domani. E proprio con questa eventuale motivazione penso a sua volta di motivare i calciatori: le parole, infatti, non servono. La squadra mi ha fatto una buona impressione, sia nei DVD che ho visto sia oggi durante l’allenamento. E’ un gruppo potenzialmente molto valido, sia nei suoi interpreti più giovani che in quelli meno giovani. L’età media? Non lo so se ne terrò conto, non conosco il volere della società sotto questo punto di vista. Comunque, non ho nessuna pregiudiziale: se un giovane è bravo, con me gioca. Ma se non lo è, e nello stesso tempo ce n’è uno più esperto che ritengo migliore, faccio giocare quest’ultimo. Sarà importante ritrovare un po’ di ottimismo e di fiducia, perché queste quattro sconfitte consecutive hanno sicuramente inciso sul carattere della squadra. Al di là della componente tecnica, infatti, l’aspetto emotivo per me è fondamentale, quindi spero che la squadra si riprenda presto sotto questo punto di vista. Il modulo? Non credo che adotterò il 4-3-3. Il 4-4-2 o il 3-5-2 possono essere delle valide opzioni”. Sulla questione della classifica, il tecnico ex Benevento preferisce soprassedere: “Dal mio punto di vista, in questo momento non esiste cosa più sbagliata che parlare della classifica. La realtà è evidentissima e ci impone di considerare come primo obiettivo da porci quello di allontanarci il prima possibile dall’ultimo e dal penultimo posto”.

Idee chiare anche sul rapporto che intende instaurare con una tifoseria che non l’ha mai amato e che, sui social network, ha accolto negativamente la notizia del suo ritorno. Simonelli, senza mezzi termini, fa capire che non ha bisogno del sostegno dei supporters rossoneri: “Non m’interessa assolutamente riconquistare nessuno. Fermo restando che il sostegno dei tifosi verso la squadra è fondamentale e che mi auguro alla fine venga riconosciuto, loro sono liberi di fare quello che vogliono. Infatti, io, a prescindere o meno dal loro sostegno, andrò avanti per la mia strada”.

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