II Divisione B – 13 giornata: “Il punto dell’esperto” Michele Mauro

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Michele Mauro, colonna di TuttoSorrento.com

Michele Mauro, colonna di TuttoSorrento.com

Per analizzare e comprendere meglio le ultime vicende in casa Sorrento, con la società che nella serata di ieri ha dato il benservito a Luca Chiappino e si prepara a riabbracciare Gianni Simonelli, il “punto dell’esperto” cambia format. Solamente per oggi, infatti, lo spazio sarà interamente occupato dall’analisi della situazione della squadra costiera. Analisi che sgorga dalla voce di Michele Mauro, ex addetto stampa della società di via Califano ed attualmente redattore di TuttoSorrento.com, l’ultimo nato dei portali locali che raccontano e informano sulle sorti della squadra che rappresenta l’intera penisola sorrentina.

Michele, ovviamente partiamo dalla notizia del giorno. I dirigenti del Sorrento, dopo più di 24 ore di confronti, hanno deciso di esonerare mister Luca Chiappino. Sei d’accordo con la decisione presa dai vertici societari?

“Assolutamente no. Sono contrario a questa scelta attuata dalla società ma, se proprio devo vedere un lato positivo in questa vicenda, dico che è stato molto meglio prendere adesso questo decisione e non, magari, a gennaio, quando tutto sarebbe potuto essere compromesso”.

Cosa ha spinto, secondo te, i dirigenti costieri a protendere verso il sollevamento dell’incarico affidato all’allenatore ligure?

“Credo che decisivo siano stati i risultati casalinghi. Perdere cinque gare su sette in casa è fuori da qualsiasi logica: in ogni campionato, infatti, gli obiettivi si raggiungono ottenendo risultati sul proprio terreno di gioco. Questo ruolino di marcia casalingo, quindi, non è accettabile, soprattutto per chi, come me, ha avuto la fortuna di vedere dal vivo quel Sorrento, guidato da Pino La Scala prima e Renato Cioffi poi, che per oltre tre anni, dal 2005 al 2008 e, precisamente, per ben 72 gare, tra le mura amiche non aveva mai perso. Il problema che si è venuto a creare nelle gare casalinghe è in modo particolare l’assetto tattico: viste le misure dello stadio “Italia”, le partite andavano impostate in modo differente rispetto al credo di Chiappino. C’è da dire, comunque, che i problemi sono a monte, ovvero nella costruzione della squadra in sede di calciomercato. Sotto questo aspetto le colpe sono anche dell’ex direttore sportivo Pitino che ha costruito, da zero, l’organico senza tenere presente le dimensioni dell’impianto costiero. Personalmente, infatti, avrei acquistato calciatori con caratteristiche diverse da quelli attuali. Sicuramente avrei scelto elementi con maggiori qualità nel calciare da fermo, perché i calci piazzati nel nostro stadio sono determinanti”.

La tua analisi tattica è giusta e condivisibile. Ma, oltre ciò, ci sono altre motivazioni in grado di giustificare tutte queste sconfitte in casa?

“Spesso a questa squadra è mancata l’umiltà nell’affrontare le partite. Questa qualità si era palesata dopo le prime batoste iniziali ed il problema dei risultati sembrava risolto. Successivamente, invece, è venuta a mancare. Soprattutto domenica scorsa, contro il Martina, il problema è stato esclusivamente di natura mentale: ho visto una squadra troppo sicura di se stessa e convinta di vincere ancora prima di giocare la partita. In generale, questo Sorrento ha mostrato il meglio di sé quando non partiva da favorita e, invece, quando è stato chiamato a dimostrare qualcosa, non l’ha fatto”.

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Eppure il Sorrento di Chiappino non ha mai sfigurato. Anzi, ha sempre tenuto testa agli avversari, imponendo quasi sempre il proprio gioco.

“Sono d’accordo, infatti c’è da sottolineare che questa squadra è molto sfortunata. Al primo errore (quello di domenica è stato del neoacquisto Pisani che ha tenuto in gioco Bozzi in occasione della ripartenza finalizzata da Aperti) gli attaccanti avversari diventano spietati e a loro volta non sbagliano, punendo così anche oltremodo la squadra. Ma, ovviamente, di fondo c’è che gli errori vanno limitati al minimo”.

Fatto sta che i rossoneri sono attualmente terz’ultimi in classifica, con solamente dodici punti in cascina. Ma la colpa di quest’inizio negativo in termini di risultati è davvero dell’ex tecnico?

“Assolutamente no. Se la situazione, da oltre un anno, prende costantemente una piega negativa, è chiaro che le responsabilità non vanno ascritte solamente a Chiappino: è cambiato il direttore sportivo, sono stati sostituiti i calciatori ma l’unica componente che è rimasta intatta, ovvero la società, continua a fare danni”.

A proposito di società, manca solamente l’ufficialità per il ritorno di Gianni Simonelli. Un nome che, al solo essere nominato, ha scatenato la rabbia di tutti i tifosi. Non credi che questa scelta impopolare possa risultare un flop?

“E’ vero, prima ancora che ci sia la vera e propria investitura da parte della dirigenza, tra i tifosi vedo già tante critiche e tanto scoramento. Io, sinceramente, ci andrei cauto perché farci “nemico” il nuovo allenatore a priori potrebbe essere deleterio. Quello che più mi spaventa di un eventuale ritorno di Simonelli è che, a parte due promozioni con Nola e Benevento, non è mai riuscito a raggiungere l’obiettivo stagionale. Insomma, fermo restando la sua professionalità, è il classico allenatore che, nel momento topico, viene sempre meno. E per questa considerazione parlano i fatti. Adesso, ha l’occasione per riscattarsi con tutti i sorrentini per le delusioni del passato. Ma, qualora, dovesse fallire nuovamente, diventerebbe l’allenatore più disastroso della storia rossonera. Comunque, oltre alla scelta di Simonelli, alla società, così come ad altre componenti che gravitano attorno al Sorrento calcio, devono essere affibbiate altre responsabilità”.

Spiegati meglio.

“I valori di questo campionato si sono pian piano delineati e non è un caso che stanno emergendo squadre come Cosenza, Teramo, Foggia, Casertana ed Ischia che hanno alle spalle piazze importanti e, soprattutto, società forti. Purtroppo, il Sorrento non possiede una dirigenza che possiede un vero “cuore rossonero”. E questo, alla lunga, si pagherà. Così come in penisola sorrentina non esiste più una vera e propria “piazza” ed anche qui le colpe sono da attribuire ai vertici societari, che non ha mai mosso un dito per cercare di recuperare un po’ di appeal: la sconfitta più grande, infatti, è vedere 62 paganti, come successo contro il Martina. Ovviamente, sotto quest’ottica, gravi responsabilità le ha anche l’amministrazione comunale: le chiacchiere di questi anni sul restyling dell’impianto di via Califano sono ingiustificabili. In fondo, non c’è nemmeno da operare chissà quali lavori: per adeguare la struttura alle nuove norme basterebbe solamente ristrutturare l’attuale tribuna centrale e fare altri piccoli aggiustamenti che, di sicuro, non comporterebbero una spesa elevata e, soprattutto, contribuirebbero a smettere di coprire di vergogna il nome di una città del calibro di Sorrento in tutta Italia”.

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