Sorrento – Martina 0-1, le pagelle: Coppola il migliore, flop Improta

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POLIZZI 5,5: E’ costretto, senza alcuna responsabilità, a raccogliere il pallone dal fondo del sacco nell’unica vera conclusione a rete del Martina. Attento negli altri, velleitari, tentativi degli attaccanti martinesi, palesa però le solite pecche nelle uscite (da brividi quella di testa nel primo tempo) e nei rinvii di piede (nel secondo tempo, su un retropassaggio di Villagatti, rischia la frittata come contro il Chieti)

IMPARATO 5: E’ meno lucido del solito, soprattutto in fase difensiva: nelle poche volte che Salustri lo punta, infatti, va sempre in affanno. A parte il cross dopo solamente trenta secondi, anche in fase offensiva, non riesce mai a rendersi realmente insidioso (dal 16’ s.t. COULIBALY 5,5: Pericoloso, ma senza frutto, nei corner che il Sorrento conquista a ripetizione nelle battute finali, non soffre gli attacchi degli ospiti semplicemente perché, dopo il suo ingresso, non avvengono praticamente mai. Nonostante ciò, fa correre qualche brivido agli stoici duecento fedelissimi quando, su un colpo di testa, invece che davanti, il pallone gli schizza alle spalle).

PISANI 5: Il Martina attacca poco e male, ma quando lo fa, l’ex Cittadella accusa qualche passaggio a vuoto palesando insicurezza e difficoltà ad adattarsi al nuovo contesto tattico. Con l’ingresso di Coulibaly scala sulla corsia destra, ma anche qui, in palese debito di ossigeno, non riesce mai a sfondare. Essendo alla prima ed avendo pochissimi allenamenti nelle gambe con la nuova squadra, ha comunque tutte le attenuanti del caso.

VILLAGATTI 6: Fa tenerezza quando, a fine partita, si accascia, stremato, a ridosso del cerchio di centrocampo e scarica in solitudine tutta la rabbia accumulata durante l’ennesima gara persa, ma in cui, a livello individuale, ha ancora una volta rasentato la perfezione. In particolare, oltre all’ormai consueto e imprescindibile lavoro di copertura, sostituisce spesso e volentieri l’ingabbiato Danucci nella costruzione della manovra.

Marco Caldore

Marco Caldore

CALDORE 5,5: Si fa trovare fuori posizione in occasione del gol vittoria del Martina: Bozzi, infatti, scappa proprio dal suo lato prima di servire l’assist vincente ad Aperi. Per il resto, controlla bene l’avversario diretto e, soprattutto nel finale, partecipa attivamente all’assedio senza però riuscire ad incidere.

LETTIERI 5: Finisce imbottigliato anche lui nelle strettissime maglie bianche dei calciatori pugliesi, senza riuscirne ad emergere per randellare a destra e a manca come sa. Nel primo tempo, sugli sviluppi di una mischia, gli capita una palla buona per sparare in porta ma, invece che calciare di prima intenzione, preferisce addomesticarla, favorendo, così, il ritorno del difensore. Un’occasione mancata che dimostra scarsa personalità: palloni del genere, anche col rischio d’incappare in una figuraccia, vanno calciati senza se e senza ma (dal 23’ s.t. SOUDANT 5: Ha un solo spunto, poco dopo il suo ingresso in campo, in cui si guadagna un calcio di punizione. Poi, nonostante nel finale si attacchi quasi solamente dal suo lato, lo si nota per i buoni movimenti, ma, soprattutto, per i cross fuori misura che partono dal suo sinistro).

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DANUCCI 5: Il trequartista pugliese Ilari, più che cercare di innescare le punte, pensa solamente a braccarlo, inseguendolo finanche negli spogliatoi a fine primo tempo. Nonostante ciò, riesce a ritagliarsi quel po’ di spazio che, seppur con lanci lunghi, gli consente comunque di innescare, a turno, i due esterni. L’asfissiante marcatura che gli riserva il numero dieci pugliese, insieme allo scoramento per il risultato maturato, lo innervosisce al punto che, su un calcio d’angolo non assegnato, si becca prima il giallo per proteste e, subito dopo, il rosso diretto per una plateale offesa al direttore di gara. Un gesto non da lui. Non da capitano. Che, se pure non ha avuto conseguenze nell’immediato, le avrà nel futuro vista l’irrimediabile squalifica che lo attende.

Mario Coppola

Mario Coppola

COPPOLA 6: Nel primo tempo è il faro del centrocampo rossonero: mobile come non mai, trova in più di un occasione il tempo e lo spazio per servire gli attaccanti, soprattutto Improta. Nella ripresa cala alla distanza, ma, in generale, è l’unico che, privo da marcature strette, prova ad abbozzare la giocata in grado di scardinare la difesa degli uomini di mister Bocchini.

CANOTTO 5,5: Nelle battute iniziali dimostra di avere il piede caldo, ed infatti, appena ha il minimo spazio prova, senza però fortuna, a calciare da ogni posizione. Il gol lo troverebbe pure, ma gli viene annullato per posizione di fuorigioco sugli sviluppi di una rovesciata di Improta, respinta da Modesti. Nella ripresa, soprattutto dopo il gol di Aperi, complici gli spazi che si riducono inesorabilmente minuto dopo minuto e lo scoramento che prende il sopravvento nell’intero collettivo costiero, si eclissa, risultando inutile alla causa (dal 33’ s.t. PARODI 5,5: Carta della disperazione di Chiappino, quando entra lui il Sorrento si riversa sulla corsia mancina, ignorandolo completamente. Nei secondi finali, sugli sviluppi di un corner, è lento ad avventarsi sul pallone rimesso in mezzo alla cieca da Coppola, lasciandosi anticipare da Nonni).

IMPROTA 4,5: S’inventa una rovesciata da urlo sulla punizione di Maiorino da cui, dopo la risposta con i guantoni di Modesti, arriva

Giancarlo Improta

Giancarlo Improta

il gol, annullato per posizione di fuorigioco, di Canotto. Poi, il resto è tutto negativo: a partire dal pallone che si lascia soffiare da De Lucia e che fa scattare il contropiede vincente con cui il Martina coglie i primi tre punti stagionali in trasferta, fino al gol divorato poco dopo la mezz’ora del primo tempo quando, dopo una botta improvvisa di Canotto deviata da Modesti, da due passi coglie in pieno lo stesso portiere ospite.

MAIORINO 5: Finisce con l’adattarsi alla mediocrità che lo circonda, senza mai provare quegli spunti in grado di spaccare in due le difese avversarie. Sempre raddoppiato o addirittura triplicato, si rende pericoloso solo con i palloni recapitati al centro dai calci d’angoli o dalle punizione, senza che, però, nessun compagno ne approfitti.

ALL.CHIAPPINO 5: Adesso, la sua panchina è davvero appesa ad un filo. Se non altro perché, le sconfitte consecutive arrivano a quattro e perché, per la quinta volta su sette, il Sorrento esce dal proprio terreno di gioco con le pive nel sacco. Contro i pugliesi, l’aver disputato la gara più brutta della stagione in una partita che andava assolutamente vinta e, soprattutto, l’ennesima espulsione figlia della troppa tensione che aleggia nello spogliatoio, sono seri campanelli d’allarme, che aggiunti alla classifica difficile, sembra possano far optare la dirigenza per un avvicendamento sulla sua panchina.

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