Sorrento che spreco

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Sorrento_lameziaIl Sorrento ci ricasca.
L’autolesionismo con cui i rossoneri di gara in gara affondano in classifica lascia perplessi.
La squadra dimostra di saper soffrire, di serrare i ranghi e trovare il colpo ad effetto che nel momento no riporta tutto in equilibrio.
Sorrento-Foggia è tutto nei tacchetti spianati con cui gli uomini di Padalino affondano i tackle e nella morbidezza con cui il Cavallaro costiero affronta quello foggiano.
Se la malizia non la si insegna resta da capire quando l’undici costiero si trasformerà in una squadra affamata. Una sorta di cerbero che blinda la porta e cerca con mezzi leciti e poco leciti (falli) di strappare punti.
A Foggia Danucci sbaglia un unico pallone nell’intero arco della gara e si paga dazio, ma resta una prestazione, un orgoglio che deve condurre a punti.
Chiappino cercava il vantaggio, Maiorino lo trova, ma l’ingenua trattenuta di Coulibaly porta tutti sulla terra.
La gara si ribalta. Il Foggia prende il sopravvento la difesa sbanda, il coloured costiero dimostra un passo imbarazzante al cospetto di Giovanni Cavallaro. A togliere l’acqua dai pozzetti ci pensa Polizzi.
Al rientro dagli spogliatoi quando il peggio sembra passato Quinto colpisce. Villagatti è impreciso nella marcatura, ma l’inserimento non è seguito da nessuno.
L’espulsione di Catania ha dell’inverosimile. Seconda in 12 gare sintomo di insicurezza, di svagatezza. Se il rosso rappresenta un campanello d’allarme…, la società lo colga con prontezza.
I rossoneri corrono a vuoto, la palla frulla per dirla alla Ventura e si rischia con Grea che mette alle corde Caldore.
Quando Maiorino si cala nei panni dell’uomo di cantiere, recupera palla ed imbecca Canotto c’è la nuova svolta.
Rigore ed espulsione.
2-2 e Sorrento che sceglie la strada del provare a portare a casa il punto. Un male? Forse. Per la prima volta ci si accontenta.
Non che il Foggia faccia od inventi soluzione futuristiche, ma quando anche il capitano sbaglia l’appoggio che avrebbe permesso a Maiorino di poter realizzare il 2-3 si materializza la signora sconfitta.
Senza neppure bussare come un ectoplasma piazza un colpo mortale. Venitucci ringrazia Cavallaro e da due passi mette dentro il 3-2.
Tre schiaffi consecutivi, zero punti messi in carniere ad arricchire il 12 già conquistati. Una C che rischia di sfuggire dalle mani quando si è consci di poterci stare.
Al tecnico Chiappino il compito di invertire la rotta, ruotare gli uomini a sua disposizione e capire se sulla nave Sorrento qualcuno sia pronto ad ammutinarsi.

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