Foggia – Sorrento 3-2, le pagelle: Canotto è incontenibile, Coulibaly doubleface

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Luigi Canotto, il migliore tra le fila del Sorrento

Luigi Canotto, il migliore tra le fila del Sorrento

Polizzi 6,5: Tre gol sul groppone sono tanti, ma in nessuna delle realizzazioni le responsabilità sono le sue. Nella prima frazione, infatti, sul risultato di 1-1, salva il risultato sul tiro rasoterra di Cavallaro, distendendosi e mandandolo sull’esterno della rete. Nella ripresa, poi, salva anche sul tocco ravvicinato di Agostinone, servito da Venitucci. In generale, a parte un disimpegno da brivido, è perfetto e tempestivo in tutte le uscite, sia basse che aeree.

Imparato 6: Dal suo lato ha Cavallaro, capocannoniere del raggruppamento e uomo più in forma del Foggia. Nonostante ciò controlla senza sbavature le folate dell’ex Nocerina che, infatti, appena dopo la sua uscita dal campo, mette il turbo e serve su un piattone d’oro il gol della vittoria a Venitucci.

Coulibaly 5: Prestazione dai due volti la sua: orribile nei primi quarantacinque minuti, confortante nei secondi. Con l’ingenuità di un pulcino alle prime armi, si lascia, infatti, rubare il tempo da Loiacono e lo placca all’interno dei sedici metri, costringendo il signor Martinelli a fischiare il calcio di rigore, poi trasformato da Cavallaro. Successivamente, è palesemente condizionato dall’errore: quando puntato, infatti, è costantemente saltato ed anche in possesso della sfera palesa ansia ed insicurezza. Nella ripresa, invece, ritrova lucidità e concentrazione, assicurando anche un ottimo apporto sui palloni alti (dal 38’ s.t. CAVALLARO 5: Nonostante sia appena entrato, quindi “fresco”, perde il duello in velocità con l’omonimo foggiana che arriva fin sul fondo e regala a Venitucci l’assist del 3-2)

Villagatti 5,5: Solo una disattenzione per lui, che però costa il momentaneo 2-1: in piena area di rigore lascia, infatti, colpire indisturbato Quinto, che trafigge Polizzi. Nelle altre occasioni, invece, si fa trovare sempre pronto, annullando, di fatto, Zizzari.

Caldore 5,5: Non è che soffra molto, ma i pericoli, soprattutto nel secondo tempo quando Venitucci sale in cattedra, arrivano tutti dal suo lato.

Lettieri 5,5: Neanche il tempo di iniziare e subito comincia a mordere le caviglie di chi gli capita a tiro, ex Agnelli, capitano dei “satanelli”, in primis. Col passare dei minuti accusa un fisiologico calo fisico che gli impedisce di continuare il suo lavoro sporco in mediana.

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Danucci 5,5: Macchia una partita stratosferica, in cui è perfetto sia nella fase di impostazione che in quella di contenimento, con il passaggio errato per Maiorino lanciato a rete da cui, sul capovolgimento di fronte che ne scaturisce, Venitucci, assistito da Cavallaro, firma il definitivo 3-2.

Coppola 5,5: Nelle battute iniziali soffre le praterie dello “Zaccheria”, lasciando spesso Caldore in inferiorità numerica nel duello contro Grea e Venitucci. Assestata la posizione, prova a limitare, spesso senza fortuna, Quinto che in mediana fa il bello e il cattivo tempo.

Catania 4,5: Fantasma nel primo tempo, dove non riesce mai ad emergere dalla mediocrità, si fa buttare fuori dal direttore di gara dopo un battibecco con un difensore foggiano. Giusta o no la decisione arbitrale e qualunque sia la motivazione, siamo già a quota due rossi, tutti per intemperanze: un po’ troppi per un calciatore acquistato per fare la differenza in campo e, soprattutto, essere da modello per i compagni più giovani.

Canotto 7: Anche allo “Zaccheria” conferma di essere in uno stato psico – fisico invidiabile: con uno scatto da centometrista, infatti, fulmina Sciannamè e serve a Maiorino, dopo averlo precedentemente ignorato, il pallone del vantaggio. Non contento, nella ripresa lascia sul posto D’Angelo e lo costringe al fallo che vale il rosso per il difensore dauno ed il rigore trasformato ancora da Maiorino. Insomma, è il vero ago della bilancia della partita dei costieri: incontenibile e mai domo, impensierisce da solo due dei tre centrali foggiani coi quali ingaggia duelli anche rusticani (dal 29’ s.t. SOUDANT 5: Praticamente inutile alla causa: lo si vede solo dopo appena un minuto dal suo ingresso in campo, quando ciabatta un tiro da ottima posizione).

Maiorino 6,5: Segna il più facile dei gol, appoggiando da pochi metri e a porta sguarnita il regalo di Canotto. Quinta realizzazione a parte, nella prima frazione di gioco è però poco incisivo: la marcatura di Loiacono è infatti serrata ed i compagni premiano poco i suoi movimenti ad allargare. Nella ripresa, invece, la musica cambia e, dopo la doppietta su calcio di rigore, diventa immarcabile rappresentando una continua spina nel fianco della difesa di casa nelle battute finali del match.

All. Chiappino 6: Ancora una volta la sconfitta si materializza in zona Cesarini dopo una partita in cui, nonostante le solite sbavature, il Sorrento non aveva affatto demeritato. Ha ragione nell’insistere su Canotto dal primo minuto, sicuramente il migliore in campo, ma deve ancora lavorare, e tanto, sulla tenuta mentale dei suoi: tre partite consecutive perse nei minuti finali sono, infatti, davvero troppe.

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