Sorrento: 4 sconfitte su 6 in casa così non va

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sorrentoE’ un Sorrento leopardiano “matto e disperatissimo” quello che incappa nella quarta sconfitta in sei gare interne.
Un cammino del genere non si era mai avuto nei professionisti.
I costieri ci erano andati vicino nella passata stagione quando sotto la gestione Papagni nel culmine del girone di ritorno si incappò in tre ko consecutivi tra le mura amiche. A far danni nell’impianto costiero furono Pisa, Catanzaro e Avellino.
Sconfitte pesanti come macigni, soprattutto quella con i calabresi che vietò ai rossoneri la chance di avere un piazzamento migliore in classifica in ottica play-out.
In questa stagione con l’avvento dell’era Chiappino il leit-motiv non sembra cambiato.
Quello che è totalmente diverso rispetto alla passata stagione è la voglia, la determinazione ed il gioco della squadra.
Una squadra più giovane negli interpreti rispetto a quella del 2012-13.
Un undici, quello del tecnico ligure, che gioca al calcio, prova a mettere in seria difficoltà l’avversario, ma che nelle uscite interne ha piazzato sin troppi errori.
La saga dei film horror andati in scena nello stadio della terra delle sirene inizia contro la Vigor Lamezia.
Si inizia il 1 settembre. Con i bianco verdi va in onda il Rocco Benci show. Un rigore, un errore in disimpegno e l’espulsione.
Il secondo ko un mese dopo quando il 6 ottobre a violare le mura dell’Italia ci pensa la casertana di Ugolotti che in un sol colpo si rilancia in classifica. A peccare questa volta è la corsia sinistra presidiata da Caldore.
Passata indenne la contesa con i cugini dell’Arzanese si arriva alla debacle da cui hanno origini tutti i problemi dei rossoneri: Chieti.
Messa in un angolo la direzione di gara di Capilungo, si passa all’errato disimpegno di Polizzi, la doppia sciocca espulsione di Lettieri e Caldore e il posizionamento errato di Imparato in occasione della rete di Rossi.
A questi si aggiungono i doni confezionati dalla premiata ditta Miranda-Pantano nella sfida con il Teramo.
In pratica sette errori di tecnica individuale che pesano come macigni sui soli 12 punti raccolti dai costieri nelle prime 11 giornate del campionato.
L’inversione di tendenza passa per un rettangolo di gioco stretto e corto che si chiama Italia e nel quale il Sorrento dovrà costruire le proprie fortune.

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