II Divisione B – 11 giornata: “Il punto dell’esperto” Salvatore Dare

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Salvatore Dare

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“Il punto dell’esperto”, la rubrica ideata dalla redazione di SportInPenisola, continua a raccogliere analisi e commenti dei maggiori conoscitori del calcio di Lega Pro. A parlare questa settimana, del momento del Sorrento, ma non solo, è Salvatore Dare, giovane, ma già affermata, penna del quotidiano “Metropolis”, per il quale, dopo avere per anni curato le pagine sportive e di cronaca dalla penisola sorrentina, collabora attivamente nella redazione di Torre Annunziata.

Salvatore, manco a dirlo partiamo da Sorrento – Teramo. Un’altra partita “disgraziata” per come è finita e, soprattutto, per come si è sviluppata nell’arco dei novanta minuti. Tu che giudizio dai alla gara dei rossoneri?

Più che ad una gara, io ho visto un vero e proprio suicidio. Come ormai accade con eccessiva frequenza, anche contro la banda di Vivarini sono venuti fuori tutti i limiti di una squadra che, nonostante lo stadio “Italia” sia diventato terra di conquista per tutti, non è mai stata messa sotto da nessuno. Tutto ciò mi provoca una grande rabbia perché, domenica contro il Teramo, come d’altronde è successo anche nelle giornate meno brillanti, in fase offensiva gli uomini di Chiappino hanno dato sempre l’impressione di poter creare occasioni pericolose ma, invece, in quella difensiva, al di là degli errori dei singoli, hanno peccato troppo, manifestando mancanza di tranquillità e palesando quelle lacune, sia nel numero che nella qualità tecnica e caratteriale di alcuni elementi, figlie di una campagna acquisti estiva non gestita al meglio: è risaputo, infatti, che a questa squadra manca uno stopper, figura che non è stata ancora individuata nonostante siamo a novembre inoltrato. Ci sono poi calciatori “adattati”: l’esempio è quello di Imparato, un giocatore che vedo meglio da centrale, il quale gioca, e bene grazie soprattutto alla rabbia, alla cattiveria e alla massima abnegazione che mette ad ogni partita, ultima proprio quella con il Teramo, nel ruolo di terzino destro.

Ok l’analisi sulla difesa, peraltro condivisa dalla maggior parte dei tifosi e degli addetti ai lavori. E gli altri reparti rossoneri, invece, come li vedi?

Dalla cintola in su, il Sorrento è una delle prime quattro squadre di questo campionato: c’è tanta qualità, portata da giocatori in grado di risolvere ogni partita da un momento all’altro. Personalmente valorizzerei un po’ di più Canotto che, al di là di Maiorino e Catania, calciatori dalle caratteristiche differenti, per le qualità che ha può essere il giocatore in grado di fare la differenza, come ha peraltro dimostrato nel poco spazio avuto a disposizione, nel quale è riuscito comunque a portare in dote già tre gol. Improta è, invece, il classico uomo che dà l’anima in campo: corre, si “sbatte” di qua e di là e, quindi, per queste caratteristiche, non ha evidentemente la lucidità del bomber. Ciò nonostante, per il ruolo che ricopre, è chiamato a fare la differenza in termini di gol, cosa che, purtroppo, fino a questo momento non è riuscito a fare con continuità. In mediana, Danucci sta portando da solo tutto il peso della squadra sulle spalle e credo sia quindi fisiologico, come sta accadendo nelle ultime partite, che ogni tanto tiri il fiato. Lo stesso discorso vale per Coppola. Margarita, invece, non l’ho visto ancora pronto. A Lettieri occorre un pizzico di furbizia e di lucidità: mi riferisco ai fatti della gara contro il Chieti, dove, al di là dell’arbitraggio di Capilungo di Lecce, avrebbe dovuto gestire meglio il momento, perché è un giocatore cruciale per gli equilibri di questa squadra.

E in porta? Tra i tifosi c’è un folto gruppo a cui né Polizzi né Miranda ispirano fiducia…Dare 2

Tra i pali qualche problema c’è stato, pure abbastanza importante, è inutile negarlo. Ma credere che quello dell’estremo difensore sia, in questo momento, il male peggiore del Sorrento è pensiero da ipocriti o di chi vuole il male di questa squadra. Sono sicuro, infatti, che con qualsiasi altro numero uno i costieri si sarebbero ritrovati nella stessa posizione in classifica.

Poco più di novanta giorni e sarà di nuovo tempo di calciomercato. Il Sorrento, come ormai è di dominio pubblico, è senza un direttore sportivo. Ti va di vestire per un attimo i panni dell’uomo mercato rossonero? Come ti muoveresti?

In primis, risolverei il discorso Musetti: occorrerebbe, quindi, capire se il suo è davvero un problema persistente. Se così non fosse, il Sorrento ha già in casa il suo attaccante da doppia cifra e lo si è visto all’esordio contro la Vigor Lamezia, quando giocò da vero leader. Con questo spirito qui e con il fisico integro, i rossoneri davanti hanno bisogno di poco o nulla. Qualora, invece, Musetti non sia nelle condizioni fisiche di poter dare una mano, credo che un’attaccante occorra. A centrocampo, invece, serve un altro uomo a causa del grave infortunio capitato ad Esposito: prenderei qualcuno che abbini dinamismo e qualità. Dietro, sicuramente il difensore centrale che non è mai stato acquistato per far coppia con Villagatti e, poi, anche un terzino destro. In porta non so se interverrei, perché, di certo, non è un problema urgente. Alzando, infatti, la qualità dei difensori, diminuirebbero, di conseguenza, i problemi per chi difende i pali. Ovviamente, questo è solo il mio pensiero. Resta da capire come la società intenda ridefinire questa squadra: con un paio di correttivi sono convinto che il Sorrento può ambire al salto di categoria. Se non venissero attuati sarebbe un problema oltre che un’occasione sprecata perché, in un campionato mediocre come questo, l’impianto di squadra attuale rappresenta già una buona base per fare bene e con qualche piccolo ritocco, che non comporterebbe neanche un dissanguamento delle casse societarie, si può facilmente cambiare il corso delle cose.

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Guardiamo ai prossimi avversari del Sorrento, i “satanelli” foggiani, che domenica hanno strappato un altro punto d’oro dalla tana della Casertana. Che idea ti sei fatto di questa squadra?

Il Foggia ha cominciato male il campionato, più o meno come ha fatto il Sorrento. Mister Padalino è, però, riuscito a fare “quadrato”, isolando la squadra da un ambiente che mette pressione solo perché si indossa la casacca rossonera, e, adesso, i risultati stanno cominciando a venire. In generale, la squadra è di ottimo livello. Scorrendo la formazione, schierata con il 3-4-3, è facile vedere che tra i “satanelli” non ci sono di certo gli ultimi arrivati: penso a calciatori del calibro di Venitucci, Cavallaro, un calciatore che messo nelle condizioni di far bene può tranquillamente fare la differenza in questa categoria, poi gli attaccante Giglio e Zizzari, l’ex di turno Agnelli in mediana, Narciso in porta, in difesa Filosa e Sciannamè. Il pareggio di Caserta ha certamente confermato questo loro momento positivo.

Al di là dei “nomi”, che obiettivamente incutono timore e richiedono rispetto, da cosa deve guardarsi con attenzione il Sorrento nella sfida di sabato?

Oltre alle qualità generali della squadra, temo la “forza” dello “Zaccheria”, che è in grado sicuramente di dare quella spinta in più. Se, quindi, il Sorrento non risolve i suoi problemi in fase difensiva, si troverà sicuramente in difficoltà contro un Foggia che la mette tutta sul ritmo alto, situazione in cui la difesa di Chiappino va sempre in difficoltà. In generale, però, mi piacerebbe vedere un Sorrento un po’ diverso…

Spiegati meglio.

Salvatore Dare con l'ex Sorrento Massimiliano Carlini

Salvatore Dare con l’ex Sorrento Massimiliano Carlini

Vorrei una squadra che non scintilla, che crea due occasioni, ne finalizza una e poi non subisce gol. Con questa fase difensiva, vero tallone d’Achille di questa compagine, è però quasi un’utopia. Ma almeno ai calciatori rossoneri voglio dire una cosa: siate più furbi! Torno momentaneamente alla gara con il Teramo e la butto lì: non era meglio sul 2-2 gestire la gara e prendersi un punto invece che nessuno? Questa squadra ha troppa voglia di “strafare” che, unita alle lacune tecniche e alla mancanza di calma e serenità, sul lungo periodo ti porta a fare errori. Contro il Foggia, quindi, occorrerà soprattutto una grande prestazione sotto il profilo mentale: bisognerà scendere in campo convinti, perchè si sta giocando allo “Zaccheria”, un tempio del calcio di Lega Pro, e contro una squadra in salute. C’è necessità di mettere gli attributi in bella mostra e tirar fuori anche un po’ di malizia, che significa anche temporeggiare quando c’è una rimessa dal fondo oppure saper fare il fallo tattico nel momento giusto, cosa che, finora, non è mai stata fatta.

Allarghiamo l’orizzonte del nostro discorso fino alla Calabria, soffermandoci sull’esordio vincente dell’ex allenatore rossonero, Raffaele Novelli, sulla panchina della Vigor Lamezia, che in casa si è sbarazzata dell’Aprilia con un perentorio 4-1. Con il tecnico salernitano i biancoverdi possono conservare l’attuale posizione in classifica che, a fine campionato, varrebbe la conquista della prossima Lega Pro unica?

In questo campionato sto notando una cosa: nelle zone alte della classifica ci sono tutte le squadre che hanno un ottimo reparto avanzato ed i calabresi, con Del Sante e Zampaglione, non sono da meno. Con Novelli, arrivato in corso d’opera giusto una settimana fa, dopo la flessione seguita ad un inizio di campionato sontuoso e sorprendente, stile Roma di Rudi Garcia, la Vigor Lamezia può ritrovare la spinta giusta e fare qualcosa di importante. Novelli, infatti, è un allenatore che sa lavorare bene con i giovani e non a caso con l’Aprilia l’ultimo gol è stato siglato da Voltasio, classe 1996, e, soprattutto, è un allenatore che insegna calcio ed i pochi a Sorrento l’anno capito e sostenuto, in primis parte della società e dell’ambiente.

Chiudiamo con le tue nove squadre che, a fine stagione, festeggeranno la permanenza in Lega Pro.

Cosenza, Teramo, Vigor Lamezia, Casertana, Ischia, Foggia, Melfi e Tuttocuoio. Il Sorrento se la giocherà ai play – off o con il Chieti o con il Messina. E li vincerà, però a patto che, oltre a prendere coscienza del fatto che in campo bisogna essere furbi, acquisti un difensore centrale, un centrocampista di qualità e quantità e un attaccante, qualora Musetti non stia bene fisicamente. In caso contrario, bisognerà solamente fare “mea culpa” per quello che poteva essere e che, invece, non è stato.

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error: Stai cercando di copiare il testo di questo articolo? Ovviamente non hai il permesso per farlo, ma ti ritieni un grande giornalista... in fondo pensi di cambiare qualche parola, di toglierne qualche altra ed hai risolto. Appartieni anche tu a qualche importantissima testata locale che fa centinaia di visite sulla pelle di chi lavora? Magari vieni anche pagato, complimenti!!! Sei proprio un furbacchione tu ed il tuo direttore che te lo permette, abbiamo fatto in modo di renderti il lavoro un po\\\' arduo, abbiamo deciso di farti applicare 1 minuto in più per copiare!!!