Sorrento-Teramo: Le pagelle. Un disastro difensivo

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Maiorino (foto Penna) da solo non basta

Maiorino (foto Penna) da solo non basta

Le pagelle del Sorrento sconfitto dal Teramo. Miranda, Margarita  e Pantano disastrosi. Maiorino, Villagatti e Danucci tengono botta, ma non bastano.

Miranda 4: In ritardo sulla punizione del primo goal per quanto la barriera si apra. Fa le prove di come far segnare gli avversari in apertura di tempo. Incerto nell’uscita della seconda rete. Nel finale riesce a trovare l’unico buco in cui non ci siano avversari e pallone. La classica giornata no che costa punti salatissimi al Sorrento.
Imparato 6: Stantuffa e chiude i varchi sulla destra. Importante il salvataggio in chiusura di tempo.  Coulibaly 5: L’incertezza fatta persona. Si fa prendere dal panico non appena la sfera arriva e Dimas è dalla sua parte. Beffato dal brasiliano in occasione della seconda marcatura.
Villagatti 6: Vederlo calciar via a vuoto i parastinchi al termine del match è un chiaro segnale. Non può cantare e portare la croce da solo in un reparto che ne piazza almeno una a gara.

Incerto in piùdi una occasione Coulibaly (foto Penna)

Incerto in piùdi una occasione Coulibaly (foto Penna)

Pantano 4: Nella tranquillità della sua gara piazza un errore più grande del Colosseo che lancia a  rete il Teramo. Poi non si riprende più.
Margarita 4,5: Sui 60 minuti giocati circa 40 li passa da spettatore non pagante. Quando decide che è giunto il momento di dare una mano piazza il tiro cross che permette a Canotto di impattare.
Danucci 6,5: Vale il discorso di Villagatti. Vorrebbe esplodere in conferenza stampa, ma da bravo capitano tiene le labbra serrate. In campo si danna l’anima in copertura e costruzione pescando Chinellato con il passaggio giusto in occasione del 2-2.
Coppola 5: Dovrebbe tirare il fiato, ma la situazione a centrocampo non permette cambi a Chiappino. Prova incolore per lui.
Maiorino 6,5: E’ la lampadina di Archimede. Il guizzo, lo spunto. In pratica l’uomo più pericoloso dei costieri per l’intero arco della gara.
Chinellato 5,5: Il goal è poco altro. Si danna l’anima per essere al centro del gioco, ma i compagni non sempre lo servono come si deve.
Canotto 6: Fa due reti in fotocopia. Uno buono, l’altro annullato per fuorigioco. Quando parte sembra devastante. Dovrebbe mettere la sua forza fisica al servizio dei compagni e ragionare di più.
Catania 5: Dato a centrocampo viene gettato nella mischia nella ripresa. Avrebbe sul piede la ghiotta chance per fare il 2-1, ma preferisce il passaggio al tiro scegliendo la soluzione errata.
Lalli sv.
Improta sv.
All. Chiappino 5: Assiste inerme dallo spazio sovrastante gli spogliatoi prima e dalla tribuna centrale poi, all’ennesimo suicidio dei suoi. Di certo le colpe maggiori degli harakiri dei singoli che costano la quarta sconfitta casalinga su sei non sono  le sue, ma in quanto allenatore deve recitare anche lui il “mea culpa” in primis perchè alcuni elementi non sembrano rispondere, soprattutto sotto il profilo mentale, alle sue sollecitazioni. Visto che sono palesi le difficoltà che alcuni calciatori manifestano nello scendere in campo, da qui a gennaio, dove sarà necessaria una massiccia ma oculata campagna acquisti, è bene se si affidi solo ai “titolarissimi” per dirla alla Mazzarri: i continui cambi di uomini, settimana dopo settimana, se pure tengono sulla corda tutta la rosa e permettono di tirare il fiato a chi ha finora speso di più, di contro non assicurano risultati e continuità nel rendimento.

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