II Divisione B – 10 giornata: “Il punto dell’esperto” Alessandro Battisti

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Alessandro Battisti con l'ex calciatore del Chieti, Stefano Amadio

Alessandro Battisti con l’ex calciatore del Chieti, Stefano Amadio

Clicca qui per i risultati e la classifica aggiornata dopo la decima giornata.

Quest’estate è stato ad un passo dal ricoprire la carica di direttore sportivo del Sorrento dopo la strepitosa cavalcata con il Chieti, portato dai dilettanti ad un passo da una storica promozione in Prima Divisione. Da “uomo di campo” quale vuole essere definito, nonostante la sua Roma gli stia dando enormi soddisfazioni, Alessandro Battisti senza il calcio di terza serie non sa stare. Noi di SportInPenisola l’abbiamo allora contattato per ascoltare il suo parere sul girone B della Seconda Divisione dopo la decima giornata.

Direttore, cominciamo quest’analisi da Sorrento – Chieti, due squadre cui, nel recente passato, si è legata o stava per legarsi la sua carriera di direttore sportivo: gli uomini di Giuseppe De Meo hanno violato lo stadio “Italia” grazie anche ad alcune discutibili decisioni dell’arbitro Capilungo di Lecce. Oltre all’andamento della gara, come vede rossoneri e neroverdi?

La gara di domenica è stata senza dubbio decisa da episodi particolari, ma il Sorrento deve assolutamente recitare il “mea culpa”: non si possono prendere due gol in contropiede quando si vince in casa, per di più in inferiorità numerica. Le decisioni del direttore di gara hanno sicuramente influito sul risultato anche se, in generale, l’arbitraggio ha scontentato sia i rossoneri che il Chieti.

Al di là della partita, guardando anche le immagini delle precedenti gare, posso affermare tranquillamente che il Sorrento ha meno punti di quanto effettivamente merita. Quella di Chiappino è una squadra molto propositiva, che cerca sempre di giocare a calcio e di fare la partita. Il Chieti, invece, è una squadra esperta, che annovera tra le proprie fila molti giocatori di categoria. Come i rossoneri, anche i teatini hanno avuto dei passaggi a vuoto dovuti ad alcuni errori individuali. In generale, vedo entrambe nel lotto delle squadre che lotteranno per entrare nella futura Lega Pro Unica. Anzi, mi auguro con tutto il cuore che entrambe alla fine possano festeggiare questo importante traguardo, perché le società hanno lavorato molto bene in estate, costruendo organici importanti guidati da allenatori dal sicuro avvenire.

Chiudiamo la parentesi rossonera con il chiarimento sui fatti di questa estate. Perché il tuo matrimonio con il Sorrento non è andato in porto?

I motivi per cui quest’estate non ho sposato la causa rossonera i dirigenti costieri, che voglio pubblicamente ringraziare per la grandissima stima e fiducia accordatami, li conoscono perfettamente. In quel momento avevo alle spalle una situazione che non mi permetteva di essere sereno e lucido nel giudizio. La piazza di Sorrento rappresentava l’ideale per poterci lavorare perché si doveva costruire la squadra da zero, una sfida personale che mi avrebbe fatto piacere intraprendere. Adesso che ho sistemato quelle situazioni che mi hanno frenato in estate, qualora si dovesse ripresentare nuovamente questa possibilità, credo che non ci penserei su due volte ad accettare l’offerta.

Restiamo in Campania per commentare un’altra vittoria esterna, sempre con il risultato di 1-2, colta, stavolta, dall’Ischia sul campo dell’Aprilia. Un successo che consente agli isolani di raggiungere una posizione di classifica più dignitosa e che, di contro, lascia tanto amaro in bocca ai laziali. Concorda?

L’Ischia l’ho vista giocare dal vivo e sicuramente mi aspettavo di più, in quanto, oltre ad avere giocatori importanti, ha in panchina un allenatore come Campilongo che con questa categoria c’entra poco o nulla. Dagli organi di stampa ho appreso che hanno avuto qualche difficoltà di troppo e probabilmente ciò ha influito su questo avvio non corrispondente alle iniziali aspettative: questa vittoria può rappresentare un motivo in più per ricompattarsi e costruire un filotto importante. Parlando della gara, credo che l’Aprilia debba rammaricarsi del risultato, perché non è riuscita a gestire il vantaggio ed è stata punita, sicuramente oltremodo, da due errori individuali. Per i laziali questa, purtroppo, non è una novità: per strada hanno infatti già lasciato parecchi punti.

Un altro 2-1, stavolta in favore dei padroni di casa, è maturato all’”Augusto Bisceglia” di Aversa, dove i granata hanno avuto la meglio di un ostico Poggibonsi andando, così, ad assestarsi in zona play-off.

L’Aversa Normanna ha fatto una campagna acquisti importante, ma è dovuta ricorrere dopo poche giornate al cambio dell’allenatore, affidandosi a Di Costanzo. Nonostante ciò ha avuto qualche passaggio a vuoto di troppo, ma il ritorno alla vittoria, grazie ad una prestazione gagliarda, in una partita molto tesa e nervosa a causa della mancanza di risultati nelle uscite precedenti, può rasserenare una dirigenza che ha fatto e sta facendo enormi sacrifici per mantenere la categoria. Non ha però avuto vita facile a sbarazzarsi del Poggibonsi, che si è rivelato un osso duro andando addirittura in vantaggio e sprecando pure qualche occasione per raddoppiare. I toscani, pur annoverando elementi di esperienza come Pera, Scardina e Croce, sono una squadra molto giovane che occupa con merito il quinto posto in classifica. In tanti, forse, non si aspettavano di vederla lì, ma il Poggibonsi, in quanto a struttura e programmazione, è una società che da anni dimostra di saper lavorare.

Chiudiamo il discorso relativo alle squadre campane analizzando il big match della giornata tra Teramo e Casertana, terminato 0-0. Una sfida che ha visto di fronte due delle corazzate del raggruppamento, sei d’accordo?

Sul Teramo no, perché io, pur sapendo di andare controcorrente, la considero una sorpresa, in quanto ogni partita schiera ben sei under. Da ciò si percepisce la bontà dell’allenatore e della dirigenza, che è riuscita a pianificare un campionato importante.  Riguardo alla Casertana credo che i risultati hanno dimostrato che il cambio di allenatore, con Ugolotti che ha sostituito Capuano, è stato giusto. Ho visto la partita contro i teramani dove hanno dimostrato tutta la loro esperienza quando, anche se rimasti in dieci uomini, hanno sofferto poco ed, anzi, per gran parte del secondo tempo hanno continuato a giocare per vincere. In generale, è stata una bellissima partita, dove da una parte c’era una squadra esperta, come la Casertana, ricca di giocatori di qualità come Mancino, e dall’altra una squadra, che ha fatto un gran gioco, cui è venuta a mancare Dimas, l’uomo che in più di un’occasione ha tolto le castagne dal fuoco.

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Hai colto un punto focale, quello della disputa sull’età media che, secondo molti, favorirebbe quelle squadre che preferiscono schierare più over e ricevere un minor contributo dalla Lega per il minutaggio. Qual è la tua posizione in merito? La discriminante anagrafica conta ai fini del piazzamento in classifica?

Faccio una premessa: in termini di valori in campo, questo campionato non lo vedo molto differente rispetto a quello degli anni passati. Sicuramente in tutte le partite c’è tanto equilibrio. In questa situazione, quel pizzico di esperienza in più un po’ di beneficio in termini di episodi lo porta sicuramente, così come qualche errore di gioventù può comportare situazioni negative, ma credo che la discriminante non sia sull’età, ma sulla qualità del calciatore. Proprio il Teramo, che schiera quattro calciatori nati nel ’92, ne è un esempio, come lo è stato il mio Chieti di due anni fa, quando arrivammo in finale dei play-off con ragazzi di 17 e 18 anni come Gammone e Di Noia. In generale, quindi, se un giocatore è bravo, l’età conta fino ad un certo punto.

Continuiamo l’excursus tra le gare del girone B della Seconda Divisione commentando la vittoria casalinga del Foggia ai danni del Gavorrano. Tre punti che certificano l’ottimo stato di forma dei “satanelli” e che, di riflesso, aprono la crisi in casa toscana, con la dirigenza che ha esonerato Cioffi chiamando al suo posto Masi, ex allenatore del Borgo a Buggiano.

Eppure il Gavorrano, vista la rosa, a bocce ferme nella mia classifica l’avevo messa sicuramente tra le prime otto, perché ha preso giocatori importanti in attacco, come Falomi e Nocciolini, ed in difesa, anche se Sirignano ha subito un infortunio alla spalla nella partita di domenica scorsa contro il Sorrento. Invece, stanno avendo grosse difficoltà, ma spero che con il cambio di allenatore possano ritrovare la rotta giusta. Per quanto riguarda il Foggia, che ho visto a Teramo nelle prime giornate, devo dire che non mi diede un’ottima impressione: vidi una squadra compassata che forse ha patito il fatto di essere partita un po’ in ritardo. Adesso, invece, sta facendo risultati importanti e credo che alla fine si insidierà in quelle squadre che cercheranno di mantenere la categoria, perché ha giocatori davvero importanti.

Un’altra panchina è saltata a Lamezia: dopo il pari per 1-1 contro l’Arzanese, la società ha sostituito Costantino con l’ex Sorrento, Novelli. Te l’aspettavi? E i campani, meritano davvero l’ultima piazza?

Costantino è un ottimo allenatore, tanto che due stagioni fa perse, a poche giornata dal termine e in pieno recupero, il campionato nella gara contro il Catanzaro. L’anno scorso non sono riusciti a ripetersi, ma quest’anno avevano cominciato davvero bene: se quindi il ds Fabrizio Maglia, che lo conosce bene, ha optato per l’esonero vuol dire che ci sono delle motivazioni importanti che, di comune accordo con la società, che ha sempre avuto ben salda la situazione, hanno spinto verso questa scelta. L’Arzanese, invece, al momento appare la squadra che sta palesando maggiori difficoltà, nonostante annoveri qualche nome di rilievo. Ovviamente se non riescono a marciare a pieno regime già dalle prossime partite, purtroppo per loro avranno serie difficoltà a riagganciare il treno.

Proprio il caso dell’Arzanese, che dopo dieci giornate ha già nove punti di distacco dalla dodicesima posizione, pone un interessante quesito: con questa nuova regola per promozioni e retrocessioni c’è il rischio che già a partire da febbraio o marzo possano esserci, per promozioni e retrocessioni, i primi verdetti, falsando così le ultime giornate?

Mi auguro di no e spero, quindi, che quest’equilibrio regni sino alla fine. Ma, personalmente su questo format ho tantissime perplessità: visto che ogni anno, per i motivi che conosciamo, scompaiono molte società, non si poteva arrivare a questa Lega Pro unica per consunzione? Per me assolutamente sì, c’erano tutti i margini per far partire questa riforma già da quest’anno, ma purtroppo la Lega Pro, forse per aumentare il suo peso specifico, ha deciso di concedere il ripescaggio di piazze importanti provenienti dalla serie D, rimandando tutto alla prossima stagione.

Dalla coda passiamo alla testa della classifica: questo Cosenza, che esce dal “San Filippo” con uno 0-0, è davvero la squadra più forte del campionato? E del Messina, invece, che idea ti sei fatto?

Sì, senza dubbio il Cosenza è la compagine migliore del raggruppamento. Ha l’organico più attrezzato ed un allenatore come Cappellacci che è il vero valore aggiunto. Guardo con un occhio particolare ai “lupi” perché ci sono Alessandro, Bigoni e Pepe, ragazzi che ho avuto con me a Chieti: soprattutto Alessandro è un giocatore che, se salirà di categoria, farà meno fatica degli altri perché ha qualità, come la velocità e la resistenza, che in Seconda Divisione ben pochi possono vantare. Il Messina in tutti i pronostici di inizio campionato era tra le prime, ma ciò non sta avvenendo perché stanno trovando delle difficoltà importanti. Ma la proprietà e la piazza siciliana sono sinonimi di un destino migliore, soprattutto in termini di classifica: a mio parere, a fine campionato, i giallorossi saranno tra le prime otto.

Il Tuttocuoio continua a fare bene: il pari per 1-1 sul campo del Martina dimostra che il tris rifilato all’Aversa Normanna domenica scorsa non era frutto del caso. Ci dai un flash su queste squadre?

Il Tuttocuoio è una squadra che mi piace tanto perché è molto giovane e perché ha attuato una politica molto attenta ed oculata. Anche il Martina ha adottato la linea verde, ma mi dicono che negli ultimi giorni in società è entrato un nuovo socio con importanti mezzi finanziari. Quindi aspettiamo a vedere come si evolverà la situazione.

Chiudiamo con l’anticipo di sabato, con il Castel Rigone che ha centrato la terza vittoria consecutiva battendo il Melfi di misura, 1-0. La tua opinione su queste due compagini?

Il Castel Rigone è una società forte e con tante risorse. Anche qui il cambio di allenatore, numeri alla mano, ha sicuramente giovato. Quella umbra resta, comunque, una squadra con giocatori importanti, tra cui Tranchitella, un attaccante che in carriera ha fatto tanta serie D, ma che si caratterizza per avere il gol nel sangue. Il Melfi ha il record della permanenza in Lega Pro e ogni anno mantiene la categoria con squadre imbottite di giovani, ma col comune denominatore della qualità, come quest’anno Ricciardo, Del Mago e Tortori. A parte la sconfitta di sabato, sta dimostrando di potersela giocare alla pari con tutti.

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error: Stai cercando di copiare il testo di questo articolo? Ovviamente non hai il permesso per farlo, ma ti ritieni un grande giornalista... in fondo pensi di cambiare qualche parola, di toglierne qualche altra ed hai risolto. Appartieni anche tu a qualche importantissima testata locale che fa centinaia di visite sulla pelle di chi lavora? Magari vieni anche pagato, complimenti!!! Sei proprio un furbacchione tu ed il tuo direttore che te lo permette, abbiamo fatto in modo di renderti il lavoro un po\\\' arduo, abbiamo deciso di farti applicare 1 minuto in più per copiare!!!