Sorrento – Chieti 1-2, le pagelle: Maiorino dispensa palloni, Caldore è ingenuo

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Pasquale Maiorino (foto Penna)

Pasquale Maiorino (foto Penna)

POLIZZI 5,5: Senza mezze misure, come ormai ha abituato da due anni a questa parte: fenomeno ad inizio ripresa sul colpo di testa ravvicinato di Daleno, brocco, invece, sul rilancio corto da cui scaturisce il pareggio di Gaeta. Questa continua altalena tra interventi super e errori goffi non fa bene né a lui, visto il fiato sul collo che gli ha messo il brasiliano Miranda, né alla squadra, che ne risente in termini di risultati e, conseguentemente, di punti e posizioni in classifica.

IMPARATO 6,5: Ormai non è più una sorpresa: presidia, infatti, il binario destro della retroguardia con calma serafica e risultati eccellenti. In affanno, come tutta la squadra, solamente in avvio, mette la museruola al capitano teatino, Berardino, e si dimostra anche abile palleggiatore quando c’è da uscire in maniera sicura ed ordinata.Ha forse qualche responsabilità sul gol del k.o. firmato da Rossi, ma l’impressione è che, il rimpallo col quale il classe 1992 si guadagna l’occasione per battere Polizzi, sia frutto più della fortuna che bacia l’avversario che non di una sua scarsa determinazione.

BENCI 6,5:  Ci mette tanta determinazione che, aggiunta alla pulizia e alle tempistica sempre perfetta dei suoi interventi, lo confermano come elemento ormai imprescindibile della difesa.

VILLAGATTI 6: Marca bene Guidone, col quale instaura un duello rusticano basato tutto sulla fisicità. Peccato, però, che si lascia trovare impreparato sul tocco con cui Mangiacasale spiana la via della rete a Gaeta. Ma, come già sottolineato, le maggiori responsabilità sul gol dell’1-1 non sono le sue, ma di Polizzi.

CALDORE 5,5: Nel primo tempo fa scudo (forse con un bracco) ad una conclusione, destinata in rete, da La Selva. Nel secondo tempo, invece, si becca due ammonizioni, entrambe ingenue e quindi evitabilissime: la prima per un fallo inutile sulla trequarti, con l’avversario di spalle e defilato. La secondo per un fallo in area sugli sviluppi di un calcio d’angolo che, per noi, sa davvero tanto di simulazione.

ESPOSITO 6: Appena mezz’ora di gioco per lui, in cui prova, come suo solito, a disturbare la manovra degli avversari. Poi, è costretto ad abbandonare il terreno di gioco per una distorsione al ginocchio (dal 31’ s.t. LETTIERI s.v.: La sua gara dura appena nove minuti, giusto il tempo per far “esaltare” il signor Marco Capilungo di Lecce che, prima gli sbatte in faccia un giallo per un fallo di mani nella metà campo abruzzese che non preclude nessuna azione pericolosa degli ospiti e, poi, non contento, qualche giro di lancette dopo, gli rifila anche il secondo dopo una semplice richiesta di far ribattere una punizione ai neroverdi perché battuta con palla in movimento).

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DANUCCI 5,5: I dirimpettai avversari lo braccano sin nella propria area di rigore pur di impedirgli di far girare la squadra come suo solito. Il pressing asfissiante ordinato da mister Di Meo ai suoi danni porta i frutti sperati, visto che il regista rossonero sbaglia tanti palloni, soprattutto nella prima frazione di gioco. Nella ripresa, poi, complice l’inferiorità numerica e la presenza al suo fianco di Catania, di certo non un interditore, è costretto a rinfoderare il fioretto per prendere in mano la clava e distruggere i flebili tentativi dei neroverdi di costruire la manovra.

COPPOLA 6: Anche nel suo caso, le assenze dei mastini Esposito e Lettieri lo costringono a fare gli straordinari in fase di non possesso. Nonostante ciò, trova i tempi e lo spazio per incunearsi nell’area avversaria, come fa quando serve a Catania il pallone che vale il momentaneo vantaggio.

CATANIA 6: Merita la sufficienza solamente per la realizzazione. Perché, nel primo tempo, spreca un’occasione d’oro ciccando un tuffo di testa su un traversone di Maiorino e, soprattutto, perché fatica ad ergersi realmente a protagonista della squadra, come le qualità tecniche e tattiche che possiede, farebbero pensare (dal 25’ s.t. MARGARITA 5,5: Si trova al centro della “guerriglia” pur non avendo le caratteristiche per sostenerla. L’impressione, infatti, è che in mezzo al “traffico” non si trovi a suo agio).

IMPROTA 5,5: Sulla sua generosità e su quanto sia utile per la squadra con i suoi continui movimenti, abbiamo già ampiamente consumato i nostri polpastrelli, quindi è inutile rimarcare ancora queste sue qualità, palesate anche contro gli abruzzese. Da sottolineare, invece, sono le difficoltà sotto porta: un attaccante che, nell’arco dei novanta minuti, non tira quasi mai nello specchio della porta deve, per forza di cose, cambiare registro. Ed anche alla svelta.

MAIORINO 6,5: Si mette a servizio dei compagni, dispensando loro palloni d’oro a ripetizione (vedasi il servizio per il colpo di testa in tuffo di Catania nel primo tempo ed il passaggio illuminante a Coppola da cui nasce il vantaggio). E prova anche a rendersi pericoloso con le sue azioni personali, in una delle quali difetta nella mira di meno di un metro (dal 40’ s.t. PANTANO s.v.: Buttato nella mischia dopo l’espulsione di Caldore, lascia a De Giorgi lo spazio per crossare la palla che Rossi trasforma nell’1-2 finale. Le responsabilità del gol subito, però, non possono essere assolutamente addossate a lui).

ALL.CHIAPPINO 6: La colpa della sconfitta non è di certo la sua, ma della giacchetta nera di turno, tale signor Marco Capilungo di Lecce, che influenza palesemente il risultato con la sua direzione di gara ai limiti dell’horror. L’arbitraggio odierno lascia, per di più, strascichi pesanti anche in vista della prossima partita casalinga contro la vice capolista Teramo quando, viste le sicure assenze di Lettieri, Caldore e quasi sicuramente Esposito, sarà costretto a stravolgere la formazione.

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