Sorrento, Catania “punta” Gavorrano: “Sono prontissimo”

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L'esterno rossonero, Emanuele Catania

L’esterno rossonero, Emanuele Catania

Vincere un campionato ed essere costretti a rimettersi in discussione. Può succedere ai migliori. Come nel caso di Emanuele Catania che a 32 anni, dopo l’annata trionfale vissuta ad Avellino, ha trovato a Sorrento una nuova frontiera dalla quale riprendere il proprio cammino. Titolare inamovibile in maglia biancoverde ad inizio stagione, è scivolato nei box a causa di un infortunio. “Avrei voluto dare di più e mi spiace non averlo fatto – premette l’esterno offensivo siciliano -. Sono stato un mese e mezzo in un centro a curare una pubalgia. Poi sono rientrato gradualmente giocando diverse partite anche con qualche iniezione. Ho fatto tanti sacrifici per non far mancare il mio apporto. Ho sofferto ma ho dato il massimo”.

E poi ha trovato difficoltà a reinserirsi.
“Ma questo era del tutto fisiologico. I miei compagni stavano facendo benissimo. Il tridente con De Angelis, Castaldo e Biancolino dava ampie garanzie. Capisco le scelte di Rastelli, non ho mai preteso di giocare per forza. Come non lo faccio ora a Sorrento”.

Però, dopo il turno di squalifica scontato con l’Arzanese, dovrebbe rientrare col Gavorrano.
“Deciderà l’allenatore. Io sono a sua completa disposizione. E’ giusto che tutti siano sulla corda con lui. Io sto bene fisicamente, sono prontissimo. E mi sto allenando con scrupolo, come sempre. Ma non ho alcuna pretesa rispetto ai miei compagni”.

Si dice che il segreto di questo Sorrento stia anche nella mentalità con cui i big si sono calati nella categoria.
“Tutti sono venuti qui con una grande voglia di giocare. Siamo tutti ottimi ragazzi, oltre che seri e umili. Con questi presupposti è stato facile calarsi nelle insidie della Seconda Divisione. Il gruppo è un po’ il nostro segreto. Tutti vogliono crescere. E vuole farlo anche il mister che è una bravissima persona oltre che un tecnico preparato. Io, personalmente, mi ritengo un ragazzo serio. Non è un caso che il ds Pitino abbia voluto il mio arrivo. Con lui ho lavorato già, sapeva chi andava a prendere innanzitutto dal punto di vista umano”.

C’era stata qualche offerta prima del suo arrivo a Sorrento?
“Qualcosa sì. Poi si era parlato del Qormi ma non c’era nulla di concreto. E comunque, avendo una famiglia, sarebbe stato difficile spostarmi. Io però ero affascinato da Sorrento. Anche quando ci ho giocato contro da avversario, sognavo di venire qui. Mi piaceva la città, l’ambiente che si respirava. Sorrento è un posto che attira chiunque lo visiti. E diciamo che ho coronato un piccolo desiderio. Perciò, quando sono stato contattato, non c’ho pensato su due volte prima di accettare”.

In cosa può migliorare la squadra?
“Noi dobbiamo mantenere i ritmi di gioco sempre alti, altrimenti andiamo in difficoltà. Ci alleniamo per fare questo. Noi facciamo del gioco una nostra caratteristica e dobbiamo arrivare in porta giocando”.

E lei?
“Io mi alleno al massimo per stare bene. Ce la metto sempre tutta. Può capitare una partita come quella di Ischia ma va ricordato che in quella gara abbiamo visto poco la palla. E’ stata una partita di sacrificio per me. E così ne ho fatte tante in carriera”.

Gavorrano, Chieti e Teramo: firmerebbe per 7 punti?
“Assolutamente no. Noi giochiamo sempre per vincere. Abbiamo rispetto per tutti ma timore per nessuno. E anche io sono uno che vuole vincere sempre, che non si accontenta mai. Noi dobbiamo giocare partita dopo partita cercando di trarne sempre il massimo. E senza guardare alla classifica. Questo è un campionato difficile ed equilibrato, con una classifica che potrebbe mantenersi corta fino alla fine. Tutte le partite nascondono insidie e bisogna essere sempre concentrati. Non esistono partite facili e anche con l’Arzanese non è stata così agevole come può essere sembrato all’esterno”.

Fonte: Stefano Sica per TuttoMercatoWeb.com

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